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Dopo numerosi tentativi per eliminare l’assurdo balzello

Agricoltura, chiesta la proroga al 2016 per l’Imu

"Il M5S presenta un emendamento al Milleproroghe per posticipare il pagamento di un anno"

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Roma – “IL pagamento dell’Imu agricola? Con i criteri iniqui definiti dal Governo, è un salasso legalizzato che la maggioranza è stata costretta ad introdurre per trovare una copertura ai noti 80 euro elargiti ai da Matteo Renzi in vista delle elezioni europee”. Questo il commento dei parlamentari pugliesi M5S della Commissione Agricoltura, il deputato Giuseppe L’Abbate e la senatrice Daniela Donno. I 5 Stelle hanno presentato un emendamento a Montecitorio, a prima firma del collega Filippo Gallinella (M5S) al decreto Milleproroghe in discussione questa sera alla Camera:l’obiettivo è prorogare, quantomeno al 2016, la scadenza di questa imposta.

L’Imu agricola, frettolosamente fatta approvare dal Governo a modifica dei parametri stabiliti dal DL 66/2014, da più parti definito incostituzionale, vede l’Italia agricola in disaccordo con il pagamento di questo assurdo balzello per più di un motivo. “I nuovi parametri non tengono conto, infatti, della complessità di tutto il territorio – dichiarano Giuseppe L’Abbate e Daniela Donno (M5S) – e, soprattutto, trascurano la funzione essenziale degli agricoltori nella tutela a presidio del territorio ed a beneficio dell’intera collettività. Inoltre, quest’imposta si configura anche come una beffa, visto che il 2015 è l’anno dell’Expo che, negli auspici dovrebbe porre al centro l’importanza del mondo agricolo e dei suoi rappresentanti per il rilancio di una crescita sostenibile. E per questo abbiamo scritto anche a tutte le associazioni di categoria, affinché facciano pressione sul Governo per spronarlo a fare marcia indietro”.

A nulla, sinora, sono valsi i numerosi atti dei parlamentari 5 Stelle: tutti inascoltati sia dalla maggioranza sia dall’Esecutivo di Matteo Renzi. “Abbiamo provato in tutti i modi a farlo comprendere al Governo– continuano i due parlamentari 5 Stelle – a partire dalla Legge di Stabilità, dove abbiamo proposto invano in prima istanza l’esenzione di tutti i terreni agricoli e fabbricati rurali strumentali, in seconda istanza l’esenzione solo per imprenditori agricoli e coltivatori diretti, con le relative coperture finanziarie. Ci abbiamo riprovato durante l’esame del Milleproroghe in Commissione Bilancio e nuovamente al Senato sul D.L. recante misure urgenti in materia di esenzione IMU chiedendo di estendere anche al 2015 l’esenzione dell’IMU per i terreni a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale che non ricadono in zone montane e proponendo una differente copertura finanziaria, in modo da non farne gravare l’onere sugli stessi agricoltori. Ci aspettiamo che ora il Governo dalle tante promesse mai mantenute – concludono L’Abbate e Donno (M5S) – ascolti le istanze degli agricoltori e faccia slittare di un anno questa ingiusta tassa”.

Redazione Stato



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