Cronaca

Assistenti sociali, “aggressione pericolosa a Oria”

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Oria – ‘L’AGGRESSIONE di Oria è solo l’ultimo degli episodi che da tempo registriamo e denunciamo ai danni degli assistenti sociali, vittime prima di tutto di una idea errata che l’opinione pubblica si è fatta del loro ruolo nella gestione dei contesti familiari con criticità”. “Alla collega oggetto di violenza abbiamo espresso la nostra solidarietà. Ma non basta! È il momento che vengano avviate iniziative concrete di tutela degli assistenti sociali, prima che accada qualcosa di veramente grave” – afferma il Presidente dell’Ordine regionale degli Assistenti sociali, dott. De Robertis.

”In questa “battaglia” riteniamo sia necessario ritagliarsi un momento di dialogo, anche attraverso il ricorso ai mezzi di comunicazione, per diffondere la conoscenza sulle reali competenze di una professione che spesso, in maniera semplicistica, viene ricondotta al lavoro di chi opera per allontanare i minori dal proprio nucleo familiare. Questa è solo una delle azioni che gli assistenti sociali agiscono all’interno di un articolato percorso di assistenza, sempre dietro disposizione del Tribunale per i Minori e dopo aver adottato tutte le misure di garanzia e tutela del minore”.

L’assistente sociale è un operatore del benessere familiare. Che lavora per cercare di risanare situazioni di criticità. Che dialoga con la famiglia per cercare soluzioni. Che mai vorrebbe arrivare a dover separare genitori e figli. “Ci rammarica – continua De Robertis – non solo che si arrivi a situazioni di esasperazione come quella di Oria, ma anche che alcuni mezzi di informazione possano dare spazio all’espressione di opinioni fuorvianti. Ci rammarica vedere sul web l’autore dell’aggressione che prova a minimizzare il gesto e a giustificarlo. Senza un dibattito. Senza che venga per una volta definita la posizione degli assistenti sociali”.

La società contemporanea è minacciata da una deriva sociale alimentata da una precarietà economica che interessa sempre più nuclei familiari. A queste famiglie va offerta assistenza e sostegno in maniera serena e professionale. Un modus operandi che potrà essere più efficiente e reale solo quando l’immagine dell’assistente sociale sarà ripulita da sospetti e pregiudizi. Per arrivare a questo serve un percorso culturale e i mass media devono aiutarci a fare cultura. In questo momento, tuttavia, dobbiamo richiedere anche sicurezza. Sicurezza per tutti gli assistenti sociali che operano in prima linea, in un ambito fragile perché tocca sentimenti ed emozioni che in una situazione di scarsa chiarezza possono generare violenza. Le istituzioni devono promuovere la sicurezza per chi ricopre certi ruoli esposti ad ogni forma di pericolo.

”La tutela e la protezione dei minori, così come i processi di aiuto alle famiglie che non siano mero assistenzialismo, sono gravemente compromessi da ogni forma di delegittimazione delle istituzioni e di coloro che le rappresentano. Le aggressioni dirette o attraverso i mass media indeboliscono i sistemi di protezione istituzionale. L’Ordine degli Assistenti sociali della Puglia invita a comportamenti di responsabilità”.

Redazione Stato



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