Manfredonia
Organizzazione a cura della Fondazione Vittorio Foa

Italo Magno: a Foggia la presentazione de ‘La navigatrice’

Nuova pubblicazione per il professor Italo Magno di Manfredonia

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Foggia – LA Fondazione Vittorio Foa organizza per il prossimo martedi 24 febbraio, alle ore 18 presso la libreria Mondadori (Dante) in via Oberdan n.1, la presentazione del romanzo del prof. Italo Magno: ‘La navigatrice’.

Relatore: Prof. Domenico di Iasio, Filosofo Università degli Studi di Foggia.

Sinossi de LA NAVIGATRICE di Italo MAGNO. Due giovani romani, Andrea e Clara, con un falso profilo, cercano sul web di dare una svolta alla propria vita. Andrea vuole mettere fine ad un’esistenza dissoluta; Clara rifiuta il sesso per un motivo drammatico che si scoprirà molto avanti nella narrazione. Clara vuole solo frequentare Andrea come un vecchio amico. Andrea si accorge quant’è difficile tenere a freno le proprie pulsioni. Per cercare di aprirla a “nuovi interessi”, porta Clara al Fishy Gay Club, gestito da un suo vecchio amico, che lo attira in uno stanzino e lo costringe ad un rapporto orale.

Quando Andrea torna in sala, Clara è già andata via e la cosa lo manda nello scompiglio. Fa a botte col suo amico e si ritrova sanguinante e pesto dietro la porta di Clara. Si riappacificano e decidono di fare un viaggio nel Gargano. In albergo, per volontà di Clara, alloggiano in camere separate. A sera effettuano un giro in barca ed il luccichio della scogliera sotto i raggi lunari fa fremere Clara, che si stringe ad Andrea; perciò quando tornano in albergo lui si sente autorizzato a tentare l’affondo. E “lei, vedendolo completamente fuori, si mise ad urlare spaventata, si divincolò, si alzò di scatto e scappò via”. Tornati a Roma, Clara non si fa più vedere. Perduta Clara, Andrea non è interessato a cercare altre donne e, demoralizzato, scopre che il suo piccolo amico libertino non reagisce più, lui se ne vergogna e capisce che occorre una verifica della sua capacità sessuale.

Prova anche con un trans, altro fallimento. Mentre sta su una panca a considerare la nuova situazione, una ragazzina gli chiede di rimandarle una palla, lui lo fa accorgendosi che, alla vista della giovinetta, il “morto” si è risvegliato. Fortuna che è apparsa la madre, perché lui stava cercando d’insidiarla. Andata via la ragazza ed essendo ancora eccitato, pensa di orchestrare una trappola ai danni di Clara. Ma quando di nuovo sguaina la sua spada luccicante, lei si spaventa, piange ed è costretta a confessargli che anche suo padre aveva cacciato davanti a lei una simile spada ed è quello il motivo del suo blocco. Dunque, consapevole che non potrà mai avere una normale vita sessuale con un uomo, decide di interrompere definitivamente la sua relazione con Andrea e non si fa più trovare. Lui quasi impazzisce, assume un misto di alcol e droga, finisce in coma.

PARTE SECONDA. Tornato a casa, si trova completamente solo, però circondato da ombre, figure grigie senza vere sembianze, che non lo lasciano neanche dormire. Si mette in auto e fugge via. Gira in una bruma di pensieri e non riesce a venirne fuori, finché piomba nell’abitacolo la voce del navigatore, anzi della navigatrice. Inizia un rapporto, a volte conflittuale, tra Andrea e la sua “guida”, soprattutto perché lui rimpiange Clara. In una visita all’abbazia di Cassino, Andrea cerca di liberarsi sia della navigatrice che delle ombre, facendosi monaco. I benedettini lo mettono alla prova ma durante la notte le ombre battono sui vetri e rivendicano tutt’intero il loro uomo. Andrea fugge per riprendere la sua auto ed il viaggio verso un auspicabile ravvedimento. Con tali auspici accetta di farsi di nuovo guidare dalla navigatrice in luoghi fisici ma soprattutto morali. Infine approda in una megalibreria dove si può leggere e mangiare. Lui che non ha mai amato leggere si troverà, per errore, rinchiuso per una notte intera nel locale stracolmo di libri. Li guarda prima con una certa repulsione, poi ne sfoglia qualcuno, ma senza alcun interesse; infine incontrerà il senso dell’etica in un volume del filosofo Kant, la cui lettura lo porterà in alto, sempre più in alto, fino allo stordimento.

CURRUCULUM AUTORE Italo MAGNO, prima insegnante di Lettere, a 35 diventa Dirigente scolastico e quindi dirigente presso l’ufficio di Consulenza e Studio per l’Ufficio Scolastico Regionale di Puglia. Ha insegnato presso l’Università Studi di Foggia “Psicologia dell’handicap e della Riabilitazione”. Ha diretto e coordinato corsi di aggiornamento per Presidi, Direttori e docenti di livello provinciale, regionale e nazionale.

Pubblicazioni:
1. SOLIDITÀ UN MURO (silloge), editore C.E.S.P.,;
2. UN ANNO CON MATTEO, Editore Ladisa, Bari 1987, XXII – Premio Selezione Lunigiana;
3. CORIANDOLI, Editore Ladisa 1987;
4. EDUCAZIONE E NEVROSI, Editore Ladisa, Bari 1989 – Trofeo Lisbona per la saggistica nel concorso patrocinato dalle Commissioni C.E.E., presidente del premio Jacques Delors;
5. IL VENTO NEL FAZZOLETTO, Liguori, Napoli 1990 – Premio Puglia;
6. GLI OCCHI DI DANIA, Editrice Ferraro, Napoli 1994;
7. LA GIOSTRA DEGLI ANIMALI, Editrice Theorema Libri, Milano 1997;
8. VISIONI DI UN NAUFRAGO, Editore Garzanti 2001;
9. CITTÀ, Edizioni del Golfo 2002;
10. UN CONFETTO DA PAOLA, Guida Editore 2004;
11. STORIA SEGRETA DEL DELFINO FILIPPO, Guida Editore 2007;
12. POESIE D’AMORE, Editore Buenaventura 2008;
13. UN GIORNO MIO PADRE, Guida Editore – Premio InediTO al Salone Intern.le del Libro Torino;.
14. LA NAVIGATRICE, Europa Edizioni, Roma, 2014 (Premio Cava De’ Tirreni, per l’inedito)

Interventi radiofonici o televisivi:
– nella rubrica di Rai Tre Puglia “Il segnalibro”, diretta da Raffaele Nigro;
– nella rubrica di Rai Tre Puglia “Prefazione”, diretta da Federico Pirro;
– nella rubrica radiofonica “Radio Anch’io”, come esperto di problemi legati all’integrazione dei non vedenti.

Hanno detto di lui:
Il suo sostanziale interesse è volto a penetrare le coscienze, ora con lucidità che si direbbe cartesiana, ora con sottili analisi ed inquiete indagini: per lui, più ancora che per gli altri nostri narratori, la vicenda è un pretesto o un’occasione; si spiega perciò come la sua ricca vena di osservatore sensibilissimo delle creature e del proprio tempo sia rivolto alla vita morale…” Vincenzo Romano, Ordinario Università Studi di Bari

A mezzo tra antichi ricantamenti e nuove esperienze lessicali Magno richiama limpidi scenari contemplati con goduta felicità e insieme morbide atmosfere filtrate attraverso una memoria istintiva che s’alimenta d’imprevedibili risonanze partecipi di una tradizione umanistica di essenziale respiro”. Renzo Frattarolo, critico letterario, Ordinario Emerito Università “La Sapienza” Roma

In più di un racconto la calda vena di Italo Magno raggiunge agilmente gli opposti versanti, ci trasmette il piacere dell’avventura in sé, l’eccitazione di un paesaggio ancora per un attimo immacolato, col suo “profumo di alghe al gusto amarognolo degli scogli”, la fresca rivelazione della sessualità…” Giuseppe Cassieri, scrittore, in Pagina Culturale de “La Gazzetta del Mezzogiorno”

Nel cervello mi ha sempre arrovellato la questione: ma qual è fondamentalmente la formula della pace? Il libro di Italo Magno risponde a questa domanda… Al posto dell’io, al posto dell’essere più neutro, c’è il tu, c’è il volto dell’altro… Quando il volto dell’altro diventerà soggetto della storia… un volto da guardare, da rispettare, da accarezzare, allora esploderà la pace…” Italo Mancini, filosofo

La disposizione di Italo Magno è di natura etica, con una connotazione laica, ma che non si chiude ai bisogni dello spirito e ai dubbi esistenziali. Italo Magno è un educatore ed i suoi sono racconti filosofici, tant’è che il naturale procedere è sempre inframmezzato da riflessioni teoriche, da analisi storico-politiche”. Raffaele Nigro, scrittore.

Redazione Stato@riproduzioneriservata



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