Attualità

“I Ligresti trasferivano 16.7 mln durante indagini GdF”

Di:

Torino – Le operazioni di trasferimento di denaro e titoli ad opera della famiglia Ligresti verso conti correnti bancari di Lugano non sono passate sotto traccia nell’ambito dell’indagine “Fisher-Lange”, condotta dal Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Torino.

A seguito di specifici accertamenti antiriciclaggio, il direttore di una storica fiduciaria italiana (fondata nel 1925) e la società stessa, con sede nel centro del capoluogo lombardo, sono stati segnalati al Ministero dell’economia e delle finanze ed alla Banca d’Italia, per non aver adempiuto all’obbligo di comunicazione di operazioni sospette poste in essere dalla famiglia Ligresti per oltre 16.700.000 euro.

L’approfondimento operato dai Finanzieri di Torino ha preso il via alla fine di gennaio 2014, quando, accortisi del tentativo dei Ligresti di mettere al sicuro in Svizzera (sui conti della lussemburghese LIMBO INVEST SA) cospicui capitali schermati dalla fiduciaria in questione, sono intervenuti intercettando un’operazione di trasferimento di 2,5 milioni di euro, tra titoli e disponibilità finanziarie. In tale occasione, hanno proceduto ad un sequestro conservativo, disposto dall’Autorità Giudiziaria torinese, in ragione dell’elevato rischio di sottrazione dei beni alla giustizia ed al fine di evitare la dispersione delle garanzie creditizie di somme e spese dovute all’Erario.

I successivi accertamenti hanno fatto emergere che, durante la latitanza di Gioacchino Paolo Ligresti, la fiduciaria in argomento aveva dato ordine ad un istituto di credito (presso il quale vi erano depositi e titoli) di eseguire ulteriori movimentazioni su azioni Unipol – Sai, fiduciariamente intestate a LIMBO INVEST SA, CANOE SECURITIES SA ed HIKE SECURITIES SA, società lussemburghesi direttamente riconducibili agli indagati. Gli ordini, disposti tra il 24 ed il 30 gennaio 2014 da Gioacchino Paolo, Giulia Maria e Jonella Ligresti, consistevano nel liquidare l’intero pacchetto azionario depositato in Italia e trasferire i fondi così ottenuti – per complessivi 14 milioni di euro – su conti correnti elvetici, fiduciariamente intestati alle medesime società lussemburghesi. Grazie all’intervento eseguito i primi giorni di febbraio 2014 dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria le successive movimentazioni verso l’estero, già disposte, sono state interrotte.

Gli approfondimenti antiriciclaggio hanno portato alla luce un’operatività molto articolata, che, nonostante le note indagini penali in corso, non è mai stata verificata e valutata nel suo complesso da parte della sopra menzionata fiduciaria, la quale ha, invece, deliberatamente omesso di comunicare alle Autorità competenti il fatto che i Ligresti stessero ponendo in essere numerose transazioni finanziarie, inequivocabilmente volte a sottrarre il proprio patrimonio alle pretese della giustizia italiana. Sulla base degli obblighi antiriciclaggio di cui al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, unitamente ad istituti di credito e professionisti, anche le società fiduciarie devono concorrere al presidio dell’integrità del sistema finanziario da forme di riciclaggio. Per questo motivo esse sono obbligate a collaborare con le Autorità competenti, nell’individuazione di elementi sintomatici od anomali emergenti nel corso di un’operazione o nei flussi connessi a rapporti finanziari.

Qualora siano rilevati elementi di sospetto sul conto fiduciante, le fiduciarie hanno pertanto l’obbligo giuridico di inoltrare un’apposita segnalazione all’Unità d’Informazione Finanziaria (U.I.F) della Banca d’Italia. In relazione a quanto emerso, la società fiduciaria e il suo direttore, tra loro responsabili in solido, sono stati segnalati per la mancata comunicazione delle sopradescritte transazioni; violazione che, in questo caso, potrà prevedere, oltre all’applicazione della sanzione amministrativa pari a circa 6,7 milioni di euro, anche la pubblicazione per estratto del provvedimento sanzionatorio su almeno due quotidiani a diffusione nazionale, di cui uno di natura economica.

Redazione Stato



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi