Manfredonia
"Il territorio della Capitanata è stato da sempre teatro fertile per lo sciacallaggio"

Manfredonia Vetro, manifestazione COBAS a Roma: “Non è finita” (FOTO)

"Uno stabilimento di vetro piano con annessi tre impianti di seconde lavorazioni. Un sito produttivo che rispettava tutte le norme per la tutela dell'ambiente e della sicurezza"

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Manfredonia. UNA delegazione dei lavoratori della Sangalli Vetro Manfredonia, con rappresentanti del COBAS, sono presenti stamani a Roma per un sit-in a Montecitorio, con breve corteo per le vie della città fino a piazza Barberini. Gli stessi lavoratori hanno incontrato alcuni parlamentari per discutere della vertenza.

Il viaggio. “Gentilissimo Stato Quodidiano dopo la nottata eccoci alle porte di roma. Portiamo con noi pensieri e speranze…riponiamo in questa giornata la nostra fiducia verso le istituzioni. Che dire, al di là di tutto un grazie sentito per la vicinanza di questa redazione nei nostri confronti. Il primo gruppo è alle porte di Roma dove si riunirà in sitting davanti Montecitorio appoggiati logisticamente a Roma Secondo gruppo in viaggio per apportare nuove energie … Buona giornata a tutti“.

TESTO ANNUNCIO SIT-INManfredonia. ”Il territorio della Capitanata è stato da sempre teatro fertile per lo sciacallaggio. Siamo i lavoratori di una delle aziende sopravvissute, che si era dimostrata altamente competitiva e dall’altezza di qualsiasi altra realtà industriale europea, diventata in pochissimi anni il fiore all’occhiello di tutta la Puglia: la MANFREDONIA VETRO SPA. Qualcosa però non tornava. L’imprenditore mentre procedeva spedito con questa realtà velocemente si apprestava a chiudere altre sue aziende situate qua e la per l’Italia, tutte legate comunque a contributi pubblici. Giorgio Sangalli si definì IL RE DEL VETRO. Tutto procedeva a meraviglia, milioni e milioni di utili in pochi anni di attività. Poi il “lampo di genio” dell’IM-PRENDITORE con i soldi guadagnati dalla Manfredonia Vetro costituì una nuova società la Sangalli Vetro Porto Nogaro e lanciò un nuovo progetto in Friuli Venezia Giulia, una realtà industriale gemella a quella del Sud finanziata per oltre 80 milioni da quella regione. Tutto questo quando il mondo finanziario Europeo crollava, la crisi economica imperversava, ma lui andò avanti.

Nella sua mente aveva già pianificato tutto. Se tutto va male chiudo e vendo gli impianti di Manfredonia e continuo con Porto Nogaro. Da notizie certe si è venuti a conoscenza che già dal 2012 si è provveduto a sviluppare il progetto per il graduale “alleggerimento” del sito produttivo che prevedeva la riduzione della produzione delle seconde lavorazioni del laminato (cosa che accadde appena andò in produzione quello di Porto Nogaro) e successivamente con lo smontaggio dell’impianto di seconde lavorazioni del Magnetronico nonché lo spostamento di gran parte degli uffici (licenziamenti) e lo spegnimento definitivo del forno fusorio. Vogliamo vederci chiaro: vogliamo capire come mai diversi investitori sono a Porto Nogaro per cercare di rilevarla dall’attuale azionista che è diventata LA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA e da noi mai nessuno è venuto a visitare il nostro sito produttivo, neanche chi ha avuto il mandato dal ministero per verificare la bontà dello stabilimento e per cercare investitori.

Volevo ricordare a tutti i nostri concittadini che il nostro stabilimento dava lavoro tra diretti e indiretti ad oltre 400 famiglie ed era un vero fiore all’occhiello dell’industria Europea del vetro ed era invidiata da tutti i maggiori produttori del mondo perché unica. Uno stabilimento di vetro piano con annessi tre impianti di seconde lavorazioni. Un sito produttivo che rispettava tutte le norme per la tutela dell’ambiente e della sicurezza. La stiamo difendendo da 15 mesi insieme con le istituzioni territoriali. La stiamo difendendo dalla richiesta assurda fatta dall’imprenditore che chiedeva lo smantellamento del sito per far fronte ai debiti accumulati.

Di questi, 35 milioni sono serviti per la costruzione in Friuli Venezia Giulia di un altro stabilimento gemello. Questa la richiesta fatta al tribunale di Treviso dall’imprenditore ai commissari giudiziali, ma che per fortuna i creditori hanno rifiutato. Ora tutte e tre le aziende sono state dichiarate fallite. E’ finita direte voi. ASSOLUTAMENTE NO. Certo lo stesso commissario ora è stato nominato curatore fallimentare. Combattiamo contro le ingiustizie delle leggi o peggio da chi le interpreta in modo assai discutibile. Loro si chiedono se è corretto far ripartire un sito produttivo, quello del sud, perchè la nostra ripartenza creerebbe problemi all’altro stabilimento costruito successivamente al nord. Può un tribunale fare queste considerazioni? un braccio di ferro di portata abnorme. La politica delle lobby del nord contro quella di un territorio del sud quasi indifeso, ma determinato. Fatevi coinvolgere attivamente e aiutateci a capire in che modo.

Noi ed il COBAS del lavoro privato il 17 marzo saremo a Roma. Organizzeremo un sit-in a Montecitorio a cui seguirà un breve corteo per le vie di Roma fino a piazza Barberini”.

(Per il COBAB territoriale Tommaso Clemente, 13.03.2016)

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Commenti


  • Gianpaolo

    Già che vi trovate lasciate qualche cv in quelle zone chissà? ?


  • Nicola

    Aspetto commenti dei partecipanti.


  • Gianpaolo

    Mo ti fico io forte interessa dei greci.di vinella e cartine vetro
    Cose che già si sapevano


  • filippo

    Come mai i sindacati che hanno contribuito alla chiusura del sito non ci sono più? che fine hanno fatto? sono spariti?
    Ragazzi cercate di muovervi…tra qualche mese finisce la cassa…e dopo scatta il licenziamento…quindi capite che il lavoro nn viene da voi, oggi va cercato, e di certo no a manfredonia, questo e poco ma sicuro.

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