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Fonte: huffingtonpost.it

T.De Giorgio: “Perché va rimossa l’installazione artistica nell’area archeologica di Siponto”

"Obiettivo secondario: valorizzare l'intera area archeologica, al fine di favorire il turismo"

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””Dove l’arte ricostruisce il tempo”, questo il titolo del progetto, promosso dalla soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia e il segretariato regionale del Mibact, che ha interessato il Parco archeologico di Siponto, a pochi chilometri da Manfredonia. Uno stanziamento di complessivi 3,5 milioni di euro provenienti dai fondi strutturali del programma operativo interregionale (Poin) “Attrattori culturali, naturali e turismo 2007-2013”. Obiettivo primario della soprintendenza: garantire la conservazione dei resti dell’antica basilica paleocristiana (IV secolo d.C.) a tre navate, con abside centrale e pavimento musivo, per loro natura molto fragili e soggetti agli effetti degradanti degli agenti atmosferici. Obiettivo secondario: valorizzare l’intera area archeologica, al fine di favorire il turismo e, di conseguenza, di accrescere l’indotto economico del territorio limitrofo. Ottime intenzioni, non c’è che dire, perché la conservazione del patrimonio storico artistico, come ben sanno i professionisti del settore, deve sempre precedere la sua valorizzazione. Difatti, non può esserci valorizzazione senza conservazione”.

(FONTE, ARTICOLO COMPLETO: Perché va rimossa l’installazione artistica nell’area archeologica di Siponto



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Commenti


  • ezio

    Meglio stare zitti è dare l’impressione di essere stupidi piuttosto che aprire bocca e togliere ogni dubbio. Era già pronta nel cassetto tutta questa analisi-polemica ?
    “Ai posteri l’ardua sentenza”


  • Alfredo De Luca

    Mi permetto di replicare come docente ed educatore. Quando l’archeologia diventa pura conservazione perde il contatto con il mondo reale e con la contemporaneità. La possibilità di leggere un luogo attraverso una struttura, come quella che è stata realizzata, ha una straordinaria valenza didattica non solo per il sito ma per tutti i parchi archeologici d’Italia. Oggi tutti i cittadini che visitano il nostro sito di Siponto possono immaginare e, quindi, comprendere che la bidimensionalità di uno scavo sottintende altro: una struttura che aveva delle mura, un tetto, una funzione che può essere finalmente compresa. Per estensione vedendo altri parchi con pochi resti di una città antica potranno ricostruire mentalmente e, quindi comprendere una struttura di 2000 anni fa. Non abbiamo ricostruito il Colosseo (che nell’immaginario collettivo è quello che vediamo oggi e non quello coperto di travertino e con tutti i piani o con strutture moderne poste al di sopra) ma un luogo che sarebbe stato uno scavo tra i tanti, tantissimi che abbiamo in Italia e che portava poche centinaia di persone all’anno alla sua visita. Mi spiace ma dissento fortemente con chi ha criticato quest’opera e non per campanilismo ma per la straordinaria significatività delle stessa in chiave didattica!


  • giuseppe

    Perchè siamo abituati a fare le cose per poi distruggerle.


  • un cittadino

    la prima cosa bella che hanno fatto negli ultimi 20 anni.

    le critiche sono vane, per me è un bel lavoro


  • CROCE & Delizia

    Concordo pienamente con il sig. De Luca! Quanti di noi sono o sarebbero andati mai a vedere quegli scavi archeologici? O anche andandoci avrebbero mai immaginato la sontuosità di quella che era la basilica! Invece di criticare, voi che amate l’archeologia aiutate noi del popolino a capire ed amare quello che la storia ci ha lasciato, oppure avete paura che veniamo a sporcare il vostro salotto privato?


  • antonella

    Personalmente questa rivisitazione in chiave moderna non piace, che poi ci sia bisogno di ferraglia sagomata ad arte per far capire le struttura originaria di un opera, e’ Come essere agli spiccioli.
    A ogni modo se questa nuova rivisitazione della basilica serve da richiamo per attrarre turisti, ben venga,
    meglio un opera “valorizzata”, anche se in
    modo diverso, ma viva, che
    completamente abbandonata e sepolta.


  • vittoria gentile

    L’opera è bella, l’artista bravo, l ‘impegno di tutti quanti hanno concorso a realizzarla encomiabile, le intenzioni le migliori nel senso della valorizzazione, anche turistica, del territorio ma.. non andava piazzata lì, anch’io, da profana, penso che deturpi e non valorizzi. Si poteva allocarla altrove, si poteva fare in più piccola scala magari, ma la valorizzazione del sito andava pensata in altro modo, in modo più armonico, non stravolgente e sensato con quanto già esistente. Qualcuno ha letto realmente quanto ha scritto Caroleo? Non perchè sia chissà quale “ipse dixit”, ma perchè il buon senso e l’amore per ciò di cui t’interessi dà valore alla materia senza pensare di ricorrere ad “interventi di chirurgia estetica”.
    La soprintendenza in primis “ha ritenuto”, ok. Ma le sensibilità sono e rimangono diverse. La basilica deve e merita di essere molto pop ma non ha bisogno di riprodursi in Prada per fare la splendida.


  • stato a rotoli

    La verita’ e’ che e’ costata tanto e ora la tolgono.booooo.quali saranno le vere intenzioni?


  • Dario

    Ho pietà per chi ha avuto bisogno di questa installazione, bella o brutta che sia, per accorgersi del valore del patrimonio storico e culturale che abbiamo. Il risultato è che di quello che avevamo non arriverà ai loro figli per l’inattenzione delle amministrazioni che dimostrano di meritarsi appieno.

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