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È quanto si prospetta nella relazione accompagnatoria del progetto esecutivo di completamento della struttura

Ecco il modello di gestione per il Museo Paleolitico di Grotta Paglicci

Il Museo di per sé potrebbe rappresentare, quindi, il luogo privilegiato per la conoscenza del Paleolitico non solo del Gargano, ma dell’intero stivale

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Rignano Garganico. Con ogni probabilità sarà un soggetto privato a gestire il Museo Paleolitico di Grotta Paglicci, a Rignano Garganico. È quanto si prospetta nella relazione accompagnatoria del progetto esecutivo di completamento della struttura, prossimo ad essere appaltato e cantierizzato. Ecco i passi salienti dello scritto. Si fa sapere, in primo luogo, che il Comune interessato si sarebbe dotato di un piano di gestione quindicennale. Tanto, al fine di garantirne la sostenibilità economico- finanziaria dell’istituzione in parola. Con esso si punta a realizzare un percorso museale adeguato alla domanda culturale attuale e a migliorare l’attrattività del Museo quale sito di rilievo internazionale dedicato all’uomo paleolitico, rendendolo fruibile nel modo migliore per diversi tipi di utenza, ivi compresi i giovani ed i cittadini oltre che gli studiosi ed i turisti. Il modello individuato prevede, come accennato, l’affidamento di tutti i servizi museali a soggetto esterno privato selezionato attraverso una procedura di evidenza pubblica. Ovviamente nella scelta del soggetto affidatario si dovrà tenere conto della consistenza della collezione museale, di dati e informazioni relativi al mercato turistico e di elementi conoscitivi territoriali. Finora la destinazione turistica per Rignano sarebbe stata, secondo lo scritto comunale, del tutto sottovalutata, nonostante le grandi potenzialità possedute dal territorio.

Il Museo di per sé potrebbe rappresentare, quindi, il luogo privilegiato per la conoscenza del Paleolitico non solo del Gargano, ma dell’intero stivale. Al raggiungimento di questo obiettivo potrebbe concorrere la presenza – collaborazione del Parco Nazionale del Gargano, considerato uno dei punti di forza su cui fare leva. Al fine di sviluppare corrette ipotesi di gestione si sarebbe tenuto conto dei seguenti elementi conoscitivi: rilevanza della collezione museale ai fini della conoscenza del Paleolitico sul Gargano; partecipazione al Sac Gargano ed al modello di governance ivi declinato, presenza di un patrimonio ambientale e culturale di grande rilevanza, rappresentato dalla città di Rignano Garganico con il suo territorio, dal parco Nazionale del Gargano, dalle vicine città di San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo; posizione strategica di Rignano quale punto panoramico; costante trend di crescita del turismo culturale e naturalistico, rilevato dal “Sistema Puglia per l’Osservatorio turistico per l’anno 2014. Al fine di una corretta e prudenziale valutazione della sostenibilità economico-finanziaria è stato predisposto un piano economico-gestionale che concentra la propria attenzione su quindici anni a partire dal completamento delle forniture /servizi. L’intervento è finalizzato all’allestimento di specifici servizi ai fruitori (turisti e cittadini) che possono essere riassunti nei seguenti settori d’intervento: laboratori e servizi culturali; visite guidate, escursioni nel Parco Nazionale del Gargano; organizzazioni di eventi e mostre; produzione e vendita di pubblicazioni, scientifiche o divulgative, non ché di oggetti (in collaborazione con Università e Centri di Ricerca); organizzazione di conferenze, convegni, seminari, laboratori didattici, di restauro e corsi di specializzazione; promozione dell’identità culturale (in accordo con operatori economici locale ed OO.PP. di settore). Circa le entrate, la quantificazione sarebbe stata ricostruita – a quanto descritto – in relazione alla stima della domanda e della capacità di utilizzo della struttura nei diversi periodi dell’anno e sull’analisi delle uscite e delle entrate, aggregate per esercizi. La performance non economico-finanziaria attiene i seguenti aspetti: assetto organizzativo con relativo piano di gestione in cui vengono specificate le regole e le modalità di offerta dei servizi presenti nel museo e nel Centro Visite; il personale adeguato in quantità e preparazione; rapporti con il pubblico e il territorio, indispensabili per mettere a segno e valorizzare tutte le potenzialità connesse all’aspetto storico- culturale del paese.

Ci si aspetta quindi una serie di risultati positivi, quali: integrazione funzionale e valorizzazione del complesso museale; miglioramento dell’offerta turistica e di ricettività culturale; miglioramento della visibilità del Museo archeologico a livello nazionale e soprattutto internazionale; promuovere Rignano quale meta per il turismo archeologico; miglioramento del servizi di informazione, divulgazione e comunicazione, senza sottovalutazione alcuna di quanto con sommo sacrificio è stato fatto finora dal volontariato intellettuale locale; potenziamento dell’attrattività del territorio; coinvolgimento e partecipazione ai risultati delle componenti intellettuali, economiche e sociali che il territorio esprime. “Una volta conclusi i lavori e reso attivo il Museo – ci dice Michele Ciavarella, v.sindaco e delegato al ramo – concentreremo la nostra attenzione esclusivamente sul luogo dei ritrovamenti. Lo faremo con la messa in sicurezza del sito, la ripresa degli scavi e la musealizzazione, mettendo in atto tutte le prerogative e le iniziative di competenza pubblica”.

(A cura di Antonio Del Vecchio, Rignano Garganico)



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