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Apre a Manfredonia lo Sportello del CSV di Foggia

Progetti di fare volontariato? Ecco le novità in Capitanata

Morsillo: "Il volontariato, fattore di sviluppo per il territorio.”

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Le associazioni di volontariato che cercano supporto e i cittadini che vogliono informarsi sulle opportunità che il territorio offre in questo campo possono trovare un punto di riferimento nello Sportello del Centro Servizi Volontariato di Foggia inaugurato a Manfredonia il 7 aprile scorso.

Annibale Morsillo, consulente del Centro, si occupa, nell’ambito di questo Sportello, dell’attività di animazione territoriale e sociale. “Lo scopo fondamentale del Centro Servizi – spiega, – è promuovere e sostenere il volontariato attraverso l’offerta di servizi che sono gratuiti per le associazioni di volontariato, sia iscritte che non iscritte al Registro delle Associazioni, e che possono andare dall’assistenza alla consulenza amministrativa, fiscale e contabile, ad attività di formazione e documentazione (dispone della bibliografia di riferimento in materia), a servizi di carattere logistico. Per fare qualche esempio, se un’associazione ha intenzione di organizzare un convegno, potrebbe richiedere un servizio fotocopie, un gazebo, un videoproiettore… Il tutto gratuitamente, previa richiesta.”

Com’è valutabile l’entità dell’impegno del territorio nel volontariato? Quante le associazioni che se ne occupano?

“Faccio un discorso relativo ai Comuni del Piano di Zona: a Manfredonia ci sono 18 associazioni di volontariato iscritte al Servizio Regionale, a Mattinata 3, 2 a Zapponeta, 5 a Monte Sant’Angelo. Non conosciamo ancora, inoltre, i numeri esatti di quelle non iscritte al Servizio Regionale, che comunque possono usufruire dei servizi offerti dallo Sportello. Per queste i numeri sono più alti, non dovrebbero superare, comunque, le 60-70 unità.”

C’è un settore del volontariato praticato in misura maggiore di altri sul territorio?

“Uno sportello come questo avrà il compito anche di fare una mappatura del sistema del volontariato, quindi anche un po’ di attività di ricerca, definendo non soltanto i numeri precisi, al di là di quelli relativi al Sistema regionale, ma anche i settori di riferimento, quelli che sono maggiormente presenti.”

Lo Sportello si rivolge anche ai cittadini?

“I Centri Servizi si occupano di promozione e supporto del volontariato: questo Sportello è pensato anche per realizzare attività di sensibilizzazione sul territorio, in particolare riguardo le organizzazioni non-profit attive, informando, per esempio, sul modo in cui esse possano collegarsi con gli Enti Locali, con le istituzioni, che poi quelle che più interessano sono l’Ufficio di Piano, che racchiude in sé l’Asl, e l’ente Comune. Verranno, inoltre, fatti degli incontri tra associazioni e mondo della scuola per avvicinare gli studenti al volontariato: il Centro Servizi ha istituito un accordo con un Istituto di Manfredonia, il Liceo ‘Roncalli’ per l’alternanza scuola-lavoro. In più, chiunque venga qui può avere a disposizione l’elenco delle Organizzazioni che hanno bisogno di volontari: abbiamo anche una bacheca annunci sul sito internet (http://www.cesevoca.it/) destinata a far incontrare l’offerta e la richiesta.

È uno spazio aperto al pubblico e ai cittadini, anche perché il volontariato rientra nell’ottica della promozione della cittadinanza attiva.

Il lavoro volontario non potrebbe ledere a una situazione occupazionale già di per sé non florida, rispondendo a titolo gratuito a una domanda che potrebbe essere diretta a chi quel lavoro lo svolge per professione (penso, per esempio, al settore dei beni culturali)?

“Fare attività di volontariato, anche in ambito culturale, può voler dire, per un giovane, acquisire tutta una serie di competenze che poi possono trasformarsi in opportunità dal punto di vista imprenditoriale perché, per esempio, un neo-laureato potrebbe trovarsi un po’ intimorito nell’avviare, appena terminati gli studi, un’attività imprenditoriale. Il volontariato all’interno di un’associazione del settore potrebbe dargli la possibilità, per esempio, di imparare a presentare un progetto a carattere nazionale ed europeo. Gli offrirebbe competenze che, se fatte proprie, lo renderebbero, poi, più sicuro nell’affrontare il passo successivo, quello, per esempio, di passare all’attività imprenditoriale. La cultura di per sé è da vedersi come una opportunità d’impresa, viste anche le disposizioni date ultimamente dalla Regione sul Digital Heritage, e il volontariato può costituire un ‘incubatore’: se l’esperienza è positiva produce un ‘ritorno’ in competenze acquisite, che può diventare fattore di sviluppo economico per il territorio.”

Per info:

http://www.cesevoca.it/

(A cura di Valentina Sapone – fonte: www.statodonna.it)



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