CulturaManfredonia
Antologia dark di ventinove racconti tutti rigorosamente “italici”

Semaforo Nero, Gemmellaro racconta il lato oscuro dell’Italia

In Semaforo nero (Piazza Editore) i luoghi misteriosi italiani e le peculiarità regionali vengono miscelati per una letteratura di genere che in Italia ha goduto sempre di ampi consensi di pubblico

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Copertina (ST)

Copertina (ST)

Manfredonia. Ferruccio Gemmellaro torna in libreria con un’antologia dark di ventinove racconti tutti rigorosamente “italici” e ispirati alla tradizione orale locale mai avara di particolari tanto incredibili quanto agghiaccianti. In Semaforo nero (Piazza Editore) i luoghi misteriosi italiani e le peculiarità regionali vengono miscelati per una letteratura di genere che in Italia ha goduto sempre di ampi consensi di pubblico. L’intento di Gemmellaro è anche quello di mostrare al lettore gli archetipi della paura che intesse la società italiana, o meglio regionale. Stando all’autore il lettore si sorprenderà nell’omologare il proprio alter ego psicologico ad alcuni personaggi. Nel frattempo di scoprire se si è più affini inconsciamente alle vittime o ai carnefici abbiamo posto alcune domande all’autore.

Starace – Ferruccio il tuo ultimo lavoro “Semaforo nero” si distacca notevolmente dalla tua produzione letteraria recente. Hai concluso due tetralogie, una composta da romanzi storico-biografici e una da manifesti culturali inerenti l’Omologismo , ora hai riscoperto il primo amore ossia il racconto?
Gemmellaro – Non è una questione di genere quanto di contenuti: ho voluto riprendere la dimensione dell’onirico e del mistero che tanto mi suggestiona e che avevo intrapreso a sondare negli anni settanta con l’opera prima L’Acchiatura seguita da Quella notte fatta di sogni e di mistero del 1989 e Racconti cisfantastici del 1999. In Semaforo nero ogni regione italiana è rappresentata con un proprio racconto. Mi sono ispirato alle narrazioni tramandate da generazioni per impostarvi una sorta di “italico horror”. Ho scelto di scrivere legando molto le storie alla geografia e dall’onomastica della nostra penisola perchè credo sia necessario porre un argine a ciò che ci propinano i canali mainstream di intrattenimento così remoti dalla nostra storia e delle nostre tradizioni.

Starace – Stai dicendo che ormai siamo irrimediabilmente globalizzati?
Gemmellaro – Giusto in questi giorni, in qualità di membro coordinatore della giuria del 21° concorso letterario scolastico nel comune in cui vivo nel Veneto, sto visionando i racconti dei ragazzi (classe V primaria e le tre secondarie): molti preferiscono inserire le loro storie in ambientazioni e scenografie che appartengono a quella peculiarità “esterofila” di cinema, di televisione e di lettura. Invece l’insolito e il misterioso potremmo averlo in Italia e non accorgercene.

Starace – La Puglia come viene raccontata in Semaforo nero?
Gemmellaro – La Puglia è ben rappresentata con otto di queste “storie di paura” e non ho dimenticato la mia città adottiva, Manfredonia. “Pònde de stèlle” è il racconto impregnato di arcano che ho dedicato ad essa.

Starace – Manfredonia in effetti ha avuto sempre un posto speciale nel tuo immaginario narrativo e non a caso il tuo primo romanzo della tetralogia di personaggi femminili è incentrato su Giacoma Beccarini. Come hai fatto ad approdare nel Golfo?
Gemmellaro – A Manfredonia ho trovato Michela la compagna di una intera vita (mezzo secolo) scomparsa giusto un anno fa. Parte della mia vita si è svolta qui fra i lidi di Siponto e sono stato un entusiasta frequentatore della vita culturale e sociale della città fondata da Manfredi.

Uno dei racconti è disponibile on line sul sito Sogni Horror.it:
http://www.sognihorror.it/italico%20horror%20-%20semaforo%20nero.htm
Su Litterary.it è possibile approfondire la conoscenza delle opere di Gemmellaro http://www.literary.it/ali/dati/autori/gemmellaro_ferruccio.html

NOTE BIO – BIBLIOGRAFICHE
Ferruccio Gemmellaro è nato nel 1941 a Jesi (AN), per la sua professione di uomo radar era vissuto nel Salento, nel Tavoliere, sulla Sila, a Roma e a Torino, lasciandone traccia nei suoi scritti; da oltre quaranta anni nel Veneto (1973), è cresciuto in qualità di pubblicista, cronista, scrittore e poeta. Sul Monumento ai Caduti di Silea Treviso sono ricondotti alcuni suoi versi.
Oggi, residente nella Meolo veneziana, è ben riconosciuto in ambito culturale e artistico, promotore di iniziative. È il presidente fondatore del movimento culturale La Copertina risuonante in mappa nazionale, con un proprio Foglio informativo – espressionistico.

Cittadino impegnato socialmente, caposcuola dell’Omologismo, una corrente artistica ufficialmente nata presso la Tribuna di Treviso negli anni Novanta, s’è aggiudicato dei primi premi letterari, tra i quali lo Speciale D’Annunzio regione Abruzzo per “La pulzella delle specchie” Piazza Editore, e l’inserimento nei tomi della Storia della Letteratura Italiana Contemporanea, sezione narrativa realistica e poesia, curata dai docenti universitari Neuro Bonifazi (Urbino), Giorgio Luti (Firenze) e da Roberto Tommasi già giornalista RAI. Conta esperienze teatrali, una nutrita presenza in qualificate crestomazie e in monografie di artisti.

Già noto, infine, per i suoi interventi su stampa locale, ma se ne ritrovano in quantità su specifiche testate nazionali, dove alcune rubriche a sua firma appaiono in costante continuità, e per le sue originali critiche cinematografiche ed artistiche in chiave omologistica. Autorevoli personaggi si sono interessati ai suoi scritti.

(A cura di Luigi Starace, luigistarace@luigistarace.com)



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