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"Non sta scritto in nessun manuale che le civiche si debbano ibridare oltre ogni limite possibile"

Il Pd rivendica le liste col suo simbolo e “conta” gli abitanti

Pasqua: “Falsa rappresentazione della realtà”

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Foggia. La storia è questa. In un’intervista al sindaco Riccardi – pubblicata di recente da Teleradioerre – il giornalista chiede della “quasi totale assenza del Pd alle prossime amministrative (in Provincia di Foggia,ndr) sia con il simbolo che con i propri uomini” (“ad esclusione di Ascoli Satriano”, come da domanda posta, ndr)”. Il sindaco di Manfredonia risponde: “Una situazione difficile che deve far riflettere il gruppo dirigente. Mi auguro che questa criticità rappresenti una delle prime questioni che saranno affrontate dal segretario provinciale. E’ una questione di democrazia: a Candela non c’è una lista che si opporrà al sindaco, che non avrà un organo di controllo politico. Situazione delicata, impossibile uscirne con dichiarazioni di comodo”. Netto e chiaro.

Bordo e il “numero degli abitanti”. La replica dell’onorevole Michele Bordo, dopo che Stato Quotidiano ha riportato (letteralmente,ndr) le risposte, è la seguente: “Ho letto articoli di stampa in cui si dice che il Pd non sarà presente alle prossime amministrative in provincia di Foggia. Ovviamente è falso. Il Pd ci sarà dappertutto: con il suo simbolo nelle realtà superiori ai 15000 abitanti, dove è possibile collegare all’aspirante sindaco più formazioni elettorali, e con i suoi candidati nelle liste uniche di coalizione nei comuni in cui non è previsto il ballottaggio. Due sono le cose: chi scrive (errato destinatario o errati destinatari di chi ha parlato, con correlata errata interpretazione del testo, ndr) o è ignorante oppure è in malafede”. Questa risposta, in cui si spiegherebbero i meccanismi del voto a due turni o ad un unico turno, viene ribadita da tutto il partito con toni diversi.

L’assessore regionale Raffaele Piemontese fa eco: “Ma chi le dice queste cose, il Pd è architrave dappertutto del centrosinistra, questo è un tema che non esiste: a San Giovanni Rotondo il candidato è del Pd, come a Torremaggiore, il nostro simbolo è ovunque, questa è ignoranza politica. A Candela c’è un solo candidato ed è un caso che non ci sia un competitor ma un’iscritta del Pd è in quella lista perché il circolo locale ha ritenuto che l’uscente Gatta avesse amministrato bene. Le civiche sono obbligatorie sotto i 15mila abitanti”.

Liste miste? “E’ la legge”. La questione non è il conto degli abitanti e dunque se si possa o meno presentare più liste, è prendere atto che a Vieste una volta c’era Fi contro il centrosinistra e non c’è più, a Candela un solo candidato e non s’era mai visto, a Zapponeta Sel-Pd-Fi fanno gruppo. Ibridazioni? Ma che non lo si dica nemmeno per sogno, gli esperti sfoderano il meccanismo di legge. Non sta scritto in nessun manuale che le civiche si debbano ibridare oltre ogni limite possibile anche se vivi al di sotto dei 15mila abitanti. Ma tant’è, le polemiche su chi ha deciso i candidati, la fiammata di Elena Gentile contro Piemontese e il suo “si dimetta dalla reggenza”, e le ultime considerazioni del sindaco di Manfredonia su “è una questione di democrazia” non nascono certo sul terreno dei quanti abitanti abbia il paese x che va al voto, ma dalla pancia del partito. Che in questo momento rimarca gli impegni sul fronte ritenuto più importante, la costituzione dei comitato sul sì al referendum costituzionale.

Colomba Mongiello: “Comitati per il sì ovunque” Durante l’assemblea provinciale convocata con questo odg al primo punto, l’on. Colomba Mongiello ritiene che sulle questioni amministrative “si voglia far polemica, sopra i 15mila abitanti c’è il pd e le sue liste. Il caso Vieste? Non è che possiamo fare alleanze con lo sguardo rivolto al passato, Nicola Rosiello è stato condiviso da tutto il gruppo dirigente e sono andata io personalmente a presentarlo, ieri Landella e Fi hanno presentato il loro. Ognuno fa la sua parte”. E per quanto riguarda i comitati: “Ecco parliamo anche di punti politici se poi qualcuno vuol far polemica a tutti i costi.. noi formeremo comitati ovunque coinvolgendo associazioni, mondo dell’imprenditoria, università”.

Questa è la loro agenda all’ordine del giorno, inutile chiedere pareri sul rinvio a giudizio per il sindaco di Manfredonia Riccardi e su Landella. La segretaria politica cittadina si è espressa ieri con estrema durezza nei confronti del sindaco di Foggia aggiungendo, fra l’altro, che “il Pd non è un partito giustizialista ma è l’ora della responsabilità per lui” politica e amministrativa. “Questo è il parere ufficiale inviato da Rauseo- prosegue Mongiello- ora non posso passare da un argomento all’altro, ci risentiamo per parlare del comune di Foggia e solo di quello”.

Pasqua: “Falsa rappresentazione della realtà”. Il responsabile enti locali Tommaso Pasqua fa l’elenco: “A San Marco abbiamo il nostro candidato, a San Giovanni, Ad Ascoli, dire che non è così è una falsa rappresentazione della realtà. A Candela abbiamo sposato la linea del sindaco uscente. Lo schema seguito per le amministrative è lo stesso delle regionali, il Pd insieme a Sel e ai civici, non è che se lo fanno a Bari va bene se lo facciamo noi va male”. Circa il suo rinvio a giudizio Riccardi ha detto: “Per fortuna c’è un processo, mi difenderò nel processo e nessuno può condannarmi prima. I miei avversari si rassegnino all’idea che le condanne possano venire prima sul piano politico e poi su quello giudiziario”. Pasqua è d’accordo su questa linea: “E’ una procedura di tipo personale quella che coinvolge Riccardi e non riguarda la sua azione di sindaco”. Impossibile raggiungere l’eurodeputato Elena Gentile il cui cellulare squilla inutilmente: le liste dei candidati sono chiuse e l’agenda del partito viaggia dritta verso il 5 giugno giorno unico per votare.

(A cura di Paola Lucino – paola.lucino@virgilio.it)



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