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Andria, la “Camera” oscura. Commedia in unico atto

"Ora la città attende l’epilogo della commedia con gli applausi finali che siamo certi non mancheranno, al di la di come si concluderà la ridicola vicenda"

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Andria. La deliberazione della Giunta camerale è del 13 marzo scorso. Una decisione con la quale si decreta la morte definitiva dello Sportello Decentrato della Camera di Commercio di Bari, da anni operante in corso Europa Unita. L’invito è quello di andare a disbrigare le praticare nel comune di Barletta, tanto gli utenti andriesi, gli imprenditori andriesi non sanno cosa fare dalla mattina alla sera ed hanno soldi da sperperare in benzina e tempo perso. La curiosità è che oggi, e solo oggi, ad Andria si accorgono dell’ennesimo scippo. E’ vero, questo non vale per tutti perché noi già dal 2016 abbiamo preannunciato tale funesta volontà ma tutti hanno continuato a dire: “E’ che so Pasquale io?”, credendo che non riguardasse la città di Andria. Non se ne è accorta la politica, la dirigenza e neppure alcuni subalterni rappresentanti sindacali di categoria, guarda caso gli stessi i cui superiori hanno deciso quella chiusura. Una conflittualità apparente o, ancor più grave, reale qualora tutto si fosse addirittura consumato anche all’insaputa di questi ultimi “rappresentanti” delle Imprese nella città di Andria.
Il ragù si cucinava lentamente, nessuno si accorgeva che la carne stava bruciando ed anche i due autorevoli rappresentanti andriesi in Camera di Commercio, nella Giunta della Camera di Commercio che ha decretato la chiusura del suo punto pratiche ad Andria, il dott. Salvatore Liso ed il Cav. Giovanni Pomarico, non davano alcun cenno di reazione né alcun confronto con le categorie o con le istituzioni locali.

Poiché siamo alquanto disillusi e non possiamo credere che realmente nessuno abbia saputo della notizia visto che, appunto, proprio noi già dal 2016 avevamo paventato questa drammatica soluzione che naturalmente non abbiamo mai condiviso, siamo invece certi che tutto si sia consumato in una tragicomica rassegnazione generale perché anche in questo caso contrastare il manovratore sarebbe potuto risultare compromettente.

E’ curioso che di fronte a tutto questo tempo ed a tutte le tante soluzioni possibili, anche a costo zero e da noi proposte, per mantenere in vita lo Sportello solo oggi il Consiglio Comunale di Andria si accorga che la carne si è bruciata ed approva un Ordine del Giorno con il quale ha chiesto al Sindaco Giorgino di attivarsi presso tutte le sedi competenti affinché la decisione del Presidente della CCIAA di Bari dr. Sandro Ambrosi, non diventi esecutiva (dunque si proceda alla revoca della deliberazione di Giunta nr. 8 del 13 marzo 2017 n.d.r.) quindi non si proceda più alla chiusura della sede di Andria, prevista dal 1° luglio 2017.

Siamo certi, come primaria Associazione di Categoria maggiormente rappresentativa ma anche quale Associazione che non si trova in condizione di alcun conflitto di interesse, che l’azione del Sindaco di Andria sarà fulminea e risolutiva. Lo Sportello resterà ad Andria e sarà ubicato negli Uffici vuoti che il comune possiede in via Bari, ove ci sono gli uffici finanziari e ove era ubicato lo Sportello dell’Agenzia delle Entrate poi chiuso definitivamente qualche mese fa; che il dott. Sandro Ambrosi, Presidente della Camera di Commercio di Bari, proponete la chiusura, oltre che Presidente della Confcommercio e di tanti altri Enti, pubblici e privati, farà un passo indietro e cederà alle proteste del suo Presidente di Andria cioè il dott. Riccardo Mastrodonato che, attraverso gli organi di stampa, lo aveva bacchettato dichiarandosi “sconcertato che il suo Presidente, pur consapevole di togliere un presidio di grande importanza, avesse proposto la chiusura della sede decentrata di Andria, additandogli di non aver attentamente valutate né le esigenze di un territorio ricco di piccole e medie imprese né il numero di abitanti del più popoloso comune della BAT, e 4° comune di Puglia dopo Bari, Taranto e Foggia con più di 100.000 abitanti”.

Un vero grave caso di impeachment che siamo certi non avrà alcuna conseguenza, conoscendo entrambi i soggetti così come abbiamo molti dubbi che soluzioni finora mai ricercate o ascoltate possano arrivare entro il 30 giugno prossimo.

Ora la città attende l’epilogo della commedia con gli applausi finali che siamo certi non mancheranno, al di la di come si concluderà la ridicola vicenda.

(Andria, 17 maggio 2017 – *Presidente UNIBAT)



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