Manfredonia

“Illegittime le immissioni del depuratore”, srl cita Comune e AQP

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Depuratore, impianto (archivio)

Manfredonia – “ACCERTAMENTO delle illegittimità delle immissioni provenienti dal depuratore comunale – nella proprietà della società – con la condanna al risarcimento dei danni a determinarsi arrecati alla propria azienda ubicata in Manfredonia (…)“. E’ l’oggetto di un giudizio pendente nel Tribunale locale contro il Comune e l’Acquedotto pugliese; giudizio per il quale sono stati nominati il CTU dal Giudice ed il Consulente Tecnico di Parte dal Comune.


Società dedita alla carpenteria metallica edile.
In particolare si fa riferimento ad una srl presente in località Ponte di Caniglia, dedita alla lavorazione del ferro, con oggetto sociale anche la carpenteria metallica edile.

Focus depuratore comunale di Manfredonia: entrata in funzione nel luglio 2004. Dalla raccolta dati, il depuratore comunale di Manfredonia è entrato in funzione nel luglio 2004, con l’allora Assessore all’Ambiente del Comune, Peppino Guidone (attualmente dipendente della società che gestisce lo stesso impianto). Al tempo grande risonanza per i benefici “delle stazioni balneari di Siponto e della Riviera sud (mentre dal gennaio 2012 “la gestione del depuratore di acque reflue della frazione di Borgo Mezzanone è stata trasferita dall’Ente di Manfredonia all’AQP quale gestore dell’Ambito ottimale della Regione Puglia”,ndR) che per anni avevano “patito gli scarichi inquinanti provenienti dal torrente Candelaro. Dai dati emersi, pari a “7 miliardi delle vecchie lire” il costo dell’impianto che avrebbe beneficiato del “raddoppio della vasca di deconcentrazione secondaria e della vasca di equalizzazione” per la “creazione di una costante di lavorazione interna senza provocare discontinuità di arrivo dalle pompate alternate”. Al tempo il Comune espresse lodi per l’impianto grazie alla “realizzazione di due nuove vasche di ossidazione anaerobiche ed aerobiche con relativi diffusori ad aria con compressori volumetrici”. Alla fine del percorso di depurazione delle acque reflue, “le stesse saranno sottoposte ad ulteriori trattamenti con una filtrazione e, ove ce ne fosse bisogno, anche con l’immissione di cloro”. L’impianto avrebbe dovuto beneficiare in primis i residenti del villaggio Sciale delle Rondinelle “L’Amministrazione comunale – disse al tempo Guidone – in maniera ravveduta, ha realizzato all’interno dello stesso depuratore, un altro impianto di trattamento chimico-fisico da sopperire ad eventuali avarie, evitando lo scarico a mare dei reflui. Inoltre abbiamo avviato un progetto per il recupero delle acque reflue da destinare alle industrie del Contratto d’Area e ai campi agricoli della zona a ridosso della fascia pedegarganica”, come emerge da una testata locale del tempo.

DEPURATORE COMUNALE MANFREDONIA, LE PASSATE DENUNCE: aria irrespirabile, controllare scarichi”.


Pura depurazione.
Si ricorda che la gestione dell’impianto non è del Comune ma di Pura depurazione srl, società controllata in quote totalitarie da AQP, del (contestato) A.u. Ivo Monteforte. Pura vale a dire: l’ente gestore dei 180/182 impianti di depurazione in Puglia, società costituita da AQP “per riportare all’interno dell’azienda la gestione della depurazione, prima affidata ad aziende appaltatrici esterne”. Con la costituzione della società, Aqp aveva cercato infatti di realizzare “un’operazione di razionalizzazione e risparmio interno”. La società Pura srl è attiva dal primo ottobre 2008, con organico iniziale di quattrocento dipendenti, per lo più provenienti dalle ditte ex appaltatrici, con 25 dei 60 dipendenti Aqp addetti al controllo sulle ditte affidati alla gestione dei depuratori. Gli altri 35 recuperati ad altre funzioni all’interno della società-madre.

I CONTROLLI E LE SANZIONI DEL NODM della GUARDIA COSTIERA per comuni del Gargano e della Bat. La Pura riporta anche a recenti controlli dei militari della Guardia Costiera (Nucleo Operativo Difesa Mare), a seguito di prelievi effettuati di concerto con l’A.R.P.A. Puglia – sede di Foggia presso i depuratori di 3 Comuni garganici, con l’elevazione di 4 processi verbali di contestazione nei confronti “dell’unica Società di gestione dei depuratori” (Pura Depurazione, ndR), nonchè del legale rappresentante pro-tempore dei rispettivi Comuni (comuni del Gargano, ma esclusa Manfredonia), “per violazione dell’art. 133, 1° comma, D.Lgs. 152/06 punito dallo stesso articolo, atteso il superamento dei valori di emissione fissati dalle tabelle 2 e 3 All. 5 parte III del decreto stesso, che prevede una sanzione da € 3.000,00 a € 30.000,00”. In particolare, dalle analisi prodotte dall’A.R.P.A. era stata riscontrata la presenza, oltre i limiti consentiti dalla legge, di Azoto ed Escherichia Coli, ossia di un batterio che rappresenta il principale indicatore di contaminazione fecale nei corpi idrici (Controlli Foce Carmosina).

Guardia di Finanza, i recenti sequestri di 4 depuratori tra Andria e Molfetta

Redazione Stato, g.defilippo@riproduzione riservata



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Commenti


  • cetto

    lo sversamento dei liquami non trattati da parte dei depuratori è una delle cause maggiori dell’inquinamento delle coste sipontine.
    Quindi se vogliamo valorizzare le ns. coste bisogna dare un giro di vite su coloro che sono i pricipali fattori di inquinamento e punire i colpevoli.


  • venere

    all’epoca assessore,poi dipendente.Grande


  • Muammar

    continuate a votare sti magna magna.
    complimenti


  • antonio

    Qui a Siponto ormai siamoabituati a sta puzza di merda .La cosa brutta è che la puzza incomincia proprio all’entrata del paese.Occasione per far parlare i turisti che quando entrano in Manfredonia dicono :”Che paese di m…a!!”Cosa che non siamo.


  • renzo

    scusate ma che deve controllare?

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