Cultura

Monte Sant’Angelo, Festambiente Sud e le questioni irrisolte

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Monte Sant’Angelo – Festambiente Sud resta un evento di quelli che hanno segnato positivamente la storia recente di Monte Sant’Angelo. Da ormai più di 10 anni, infatti, la festa nazionale di Legambiente per l’Italia meridionale è ospitata dal meraviglioso centro storico che per quasi tutto l’anno rimane in balia di incuria e disaffezione.

Concerti, sagre, degustazioni, teatro, summer school e dibattiti sono riusciti nell’intento di ravvivare la seconda metà di luglio, prolungando e destagionalizzando, di fatto, un’estate montanara che in precedenza si riduceva al solo mese d’agosto caratterizzato dalle tradizionali rimpatriate di massa. Il crescendo della manifestazione negli anni non è stato costante ma nonostante gli alti e bassi (anche a causa di maltempo e scelte organizzative discutibili) ha sempre prodotto numeri e risultati apprezzabili.

Il solo elenco di artisti succedutisi nelle varie edizioni risulta di primissimo piano. Ma più di qualche perplessità ha sempre accompagnato la vigilia della festa e a poco più di un mese dall’edizione 2014 la storia pare immutata. Vecchie questioni. Si, perché oltre a tanti montanari entusiasti e favorevoli, ci sono anche cittadini e residenti del quartiere che assieme a qualche operatore commerciale ed a rappresentanti del clero da qualche anno continuano a puntare il dito su spiacevoli faccende (a loro dire) irrisolte.

Ovvero: rispetto dei luoghi che ospitano anche chiese storiche e palazzi monumentali, sporcizia, urina un po’ ovunque e frastuono (seppur allegro e gioioso) fino a tarda ora. Quest’ultimo aspetto appare obbiettivamente quello meno importante e risolvibile con un po’ di buona, sana tolleranza, proprio perché trattasi di un’eccezione di cinque giorni su 360 di assoluto oblio. Fatta eccezione per un paio di anni, nessuna edizione (causa elevati costi) si è fornita di bagni chimici, con le ovvie conseguenze acuitesi per l’eccessiva lontananza dei bagni pubblici.

Per ciò che riguarda invece il problema della pulizia delle strade e la rimozione dei rifiuti tra una serata e l’altra, trattasi di questione che si continua ad affrontare in maniera non del tutto impeccabile. Gli operatori ecologici assolvono a questi compiti ma negli orari canonici di servizio, in piena mattinata col risultato che l’intervento risulta tardivo e, di conseguenza, insufficiente.

Starebbe anche allo staff organizzatore interloquire più efficacemente con amministrazione e ditta di riferimento per risolvere il problema. Possibile che ad oggi la cosa continua ad apparire come impresa insormontabile? Per restare agli ultimi anni, già nel 2013 la Confraternita della SS Trinità del complesso monastico delle Clarisse sito in piazza De Galganis (cuore della festa) inviava al primo cittadino Di Iasio una lettera informativa con l’intenzione di porre la questione all’attenzione di tutta la città.

In essa si sottolineavano le criticità già note, richiedendo maggior rispetto per i luoghi (sacri e non) e per i residenti. Per quest’anno pare che un’analoga iniziativa sia stata intrapresa questa volta da alcuni singoli cittadini e commercianti, rivolta alle autorità competenti.
Le perplessità rimarrebbero le stesse con l’aggiunta di molti dubbi tecnici relativi alle norme di pubblica sicurezza per eventi di una questa portata, specie nella serata finale.

Non c’è dubbio che Festambiente Sud rimane una delle pochissime belle realtà espressione di un territorio così problematico ma resta il fatto che le ormai croniche questioni decennali andrebbero risolte. Sarebbe ora di voltare pagina e porre la parola “fine” su questo antipatico contenzioso. Ne guadagnerebbero tutti, magari anche la città.

(A cura di Antonio Gabriele – antonio.g76@libero.it)

Redazione Stato@riproduzioneriservata



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