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Ostetricia, Scianaro: “Ora tocca alla Gentile. Sterili le polemiche di Amati”

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“Un momento interlocutorio durante il quale abbiamo preso atto della volontà del dg dell’Asl Brindisi, Paola Ciannamea, di chiedere delle deroghe all’assessore regionale Elena Gentile per salvare il reparto di Ostetricia di Ostuni”. Lo dichiara il Consigliere regionale Pdl-Fi, Antonio Scianaro, a margine dell’incontro da lui promosso tra il dg dell’Asl di Brindisi ed il sindaco di Ostuni Gianfranco Coppola, in merito alla chiusura del reparto di Ostetricia di Ostuni.

“Adesso ci rimettiamo alla volontà politica della Gentile – prosegue – da medico, ho una sensibilità particolare a questo tema e dovremmo batterci tutti affinché il reparto continui a funzionare. Per quanto riguarda le polemiche di Fabiano Amati, attualmente sospeso dal ruolo di Consigliere regionale, ho poco da dire. Amati sa – o dovrebbe sapere – che un Consigliere ha il dovere istituzionale di intervenire sulle questioni più delicate e di dare il suo contributo. Personalmente, da referente politico del territorio, sono stato sollecitato ad intervenire dal Sindaco di Ostuni, dai Consiglieri comunali, dagli operatori sanitari e cittadini. Il mio intervento, pur non dovendolo spiegare all’ex assessore, rappresenta la normalità nel dialogo tra istituzioni e comunità che si celebra quotidianamente nella buona politica. Tra l’altro, mi piace ricordare a chi ha la memoria corta, che già dal 2002 intervenni con l’ex sindaco di Fasano, Vito Ammirabile, per difendere il diritto all’assistenza sanitaria. Erano i giorni del primo Piano di riordino sanitario e proponemmo un ospedale unico e di eccellenza che servisse un territorio più ampio. Oggi, nelle more dovute al completamento del nuovo ospedale, dobbiamo essere in grado di garantire un servizio efficiente, perché è impensabile e inaccettabile che i cittadini siano costretti a fare 50 km per curarsi”.

“In quest’ottica –conclude Scianaro- non si può non preservare l’operatività dei reparti esistenti per tutelare la salute dei cittadini, anche tra le maglie strette della legislazione”.

Redazione Stato



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