Cultura
Celebre fumettista e pittore, di origini paterne di San Severo

27 anni fa la morte del ‘Paz’

Numerosissimi i luoghi, gli edifici in memoria dell'artista

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San Severo – «Il mio primo disegnino riconoscibile l’ho fatto a 18 mesi, era un orso, questo testimonia quanto era forte in me il bisogno di disegnare»: 27 anni dalla morte del ‘Paz’, Andrea Pazienza celebre fumettista e pittore italiano nato a San Benedetto del Tronto il 23 maggio del 1956.

Biografia (wikipedia). Figlio di Enrico Pazienza, professore di educazione artistica, e di Giuliana Di Cretico (fonte: wikipedia) Andrea cesce a San Severo, in provincia di Foggia, la città natia del padre. All’età di dodici anni, nel 1968, Pazienza si trasferisce per studio a Pescara, tornando quasi ogni fine settimana a San Severo, dove continua a frequentare gli amici di sempre e a lasciare tracce della sua genialità, tra l’altro realizzando le scenografie di alcuni spettacoli presso il Teatro Verdi. Nella città abruzzese si iscrive al liceo artistico e stringe amicizia con l’autore di fumetti Tanino Liberatore.

In questi anni crea i suoi primi fumetti, in parte tuttora inediti, e realizza una serie di dipinti; collabora, inoltre, col Laboratorio Comune d’Arte “Convergenze”, che dal 1973 espone i suoi lavori in mostre sia collettive sia personali. Nel 1974 si iscrive al DAMS di Bologna che lascia a due esami dalla laurea. Vive gli anni della contestazione bolognese legata al Movimento del ’77, che fanno da sfondo al fumetto Le straordinarie avventure di Pentothal, primo lavoro di Pazienza pubblicato (Alter Alter, 1977).

In quella facoltà incontra altri artisti e scrittori come: Pier Vittorio Tondelli, Enrico Palandri (scrittore), Gian Ruggero Manzoni, Freak Antoni, Francesca Alinovi. Nel 1977 con Filippo Scòzzari entra a far parte del gruppo che realizza la rivista «Cannibale», fondata da Stefano Tamburini e Massimo Mattioli, a cui si unirà in seguito Tanino Liberatore. Dal 1979 al 1981 collabora col settimanale di satira Il Male. Col gruppo di Cannibale e con Vincenzo Sparagna, fonda nel 1980 il mensile Frigidaire, sulle cui pagine fa la sua comparsa Zanardi.

La collaborazione con Frigidaire rivela un Pazienza prolifico, per quanto insofferente alle scadenze e alle pressioni editoriali. Nel soli primi mesi di vita della rivista realizza soggetti e disegni per decine di storie in bianco e nero, a colori, e con tecniche miste. Tra i personaggi, Francesco Stella, L’investigatore senza nome, Pertini (per un albo speciale “disegnato in tre giorni” – dice Pazienza). Realizza anche copertine di dischi, un calendario, alcuni poster, e spot grafici. Inoltre omaggia Tamburini e Scòzzari di collaborazioni, e illustra articoli e racconti su richiesta del direttore Sparagna. Nelle proprie storie, collabora inoltre con autori meno noti (Nicola Corona, Marcello D’Angelo).

Si dedica anche all’insegnamento, dapprima presso la Libera Università di Alcatraz (Santa Cristina di Gubbio) di Dario Fo (coordinata dal figlio Jacopo). Quindi nel 1983 partecipa a Bologna alla Scuola di Fumetto e Arti Grafiche Zio Feininger, fondata da Brolli e Igort in collaborazione con l’Arci locale, e insegna a fianco di Magnus, Lorenzo Mattotti, Silvio Cadelo e altri. Qui tiene un corso fino al giugno del 1984 (tra gli allievi Francesca Ghermandi, Alberto Rapisarda, Enrico Fornaroli e Sauro Turroni), raccontando quell’esperienza di insegnante qualche anno più tardi nel romanzo grafico Pompeo.

Senza limitarsi al fumetto, Pazienza firma in questi anni manifesti cinematografici (tra i quali quello della Città delle donne di Fellini nel 1980, e quello per Lontano da dove, regia di Stefania Casini e Francesca Marciano, nel 1983), videoclip (Milano e Vincenzo di Alberto Fortis e Michelle dei Beatles per il programma di Rai Uno Mister Fantasy), copertine di dischi (come Robinson di Roberto Vecchioni e S.o.S brothers di Enzo Avitabile) e campagne pubblicitarie. Lavora anche per il mondo del teatro, realizzando scenografie e ideando locandine.

Si cimenta anche nella pittura, esponendo nuove opere sia nel 1982, in occasione della rassegna Registrazione di Frequenza presso la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, sia nel 1983, presso la galleria milanese Nuages e alla mostra Nuvole a go-go presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma (con Francesco Tullio Altan e Pablo Echaurren). Inoltre, decora con pitture murali l’aula del Polo Didattico della Facoltà di Lettere di Genova, e realizza il gigantesco Zanardi equestre a Cesena.

Se in questi anni Pazienza incontra una grande fama grazie al suo lavoro, contemporaneamente si avvicina alle droghe, in particolar modo all’eroina, alternandosi tra periodi in cui riesce a distaccarsene, e periodi in cui non riesce a farne a meno.

È proprio a causa di ciò che ben presto viene bollato come “tossico”, (anche se lui stesso, come testimonia una video-intervista a Red Ronnie del 1984, amava scherzarci sopra), lavora di meno e viene abbandonato dalla fidanzata storica. Trasferitosi a Montepulciano nel 1984 e apparentemente disintossicato, nel giugno 1985 conosce la fumettista Marina Comandini e, un anno dopo, la sposa. Nel frattempo continua a collaborare con le più importanti riviste italiane del fumetto, tra cui «Linus», e partecipa alla creazione del mensile Frizzer (che si affianca a Frigidaire).

Collabora inoltre alla rivista Tempi Supplementari e, dal 1986, anche con «Avaj», supplemento al mensile Linus, con «Tango», supplemento del quotidiano L’Unità, con Zut, rivista satirica diretta da Vincino, e con Comic Art. Nel 1987 firma la scenografia dello spettacolo di danza Dai colli del coreografo Giorgio Rossi, e collabora alla sceneggiatura de Il piccolo diavolo di Roberto Benigni (il comico non accredita il contributo di Pazienza, ma gli dedica l’intero film, uscito postumo). È a Montepulciano che nascono opere legate alla sua crescente passione per la poesia e la storia: Pompeo, Campofame da un poema di Robinson Jeffers, Astarte.

Nella notte del 16 giugno 1988 muore improvvisamente a Montepulciano. Le cause precise della morte non furono rese note. Secondo Sergio Staino, a seguito di un soggiorno in Brasile per disintossicarsi, era tornato in Italia chiedendogli con un espediente un’ingente somma di denaro, ottenutala avrebbe comprato dell’eroina morendo il giorno successivo per overdose. Pochi giorni dopo la sua scomparsa, si apre a Peschici la prima mostra che avrebbe dovuto tenere insieme al padre Enrico. È sepolto nel cimitero di San Severo. Aveva detto al padre: “Se mi dovesse succedere qualcosa, voglio solo un po’ di terra a San Severo, e un albero sopra“.

Luoghi ed edifici intitolati a Pazienza
– La targa sul Lungomare di San Menaio (FG) intitolato all’artista il 20 luglio 2008
– San Menaio, frazione di Vico del Gargano (FG): il lungomare.
– Bologna: una targa sull’edificio in via Emilia Ponente nº223 ricorda gli anni vissuti a Bologna (dal 1975 al 1984)
– San Severo: un archivio permanente presso il MAT Museo dell’Alto Tavoliere, una scuola elementare e una piazzetta nel centro storico, nei pressi della sua abitazione
– San Benedetto del Tronto: la piazza della vecchia pescheria nel centro cittadino
– Roma: una piazza nella zona di Mezzocammino
– Vittorio Veneto: una scuola materna
– San Nicandro Garganico: un istituto d’arte
– Cosenza: sale espositive della Casa delle Culture
– Napoli: una via del quartiere Scampia
– Cremona: il Centro Fumetto “Andrea Pazienza”: un’associazione che gestisce una ricchissima biblioteca di fumetti, pubblica nuovi autori e organizza molte altre attività
– Fusignano (RA), nel Parco Piancastelli: busto di Zanardi, storico personaggio di Andrea Pazienza. Realizzato da Luca Tarlazzi e da Stefano Trentini, il busto, venne inaugurato il 23 aprile del 1994 durante l’ esposizione dedicata alle opere di Pazienza negli spazi del centro culturale Il Granaio di Fusignano,
– Pescara: Micro Biblioteca Sociale della SO.HA GiovaniCittadiniAttiva
– Pescara una via andrea pazienza in zona naiadi
– Spilamberto (MO): Anfiteatro
– Foggia: Palazzetto dell’arte

FONTE: WIKIPEDIA.IT



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