Foggia

Don Aniello a Foggia, “La legalità nel nostro DNA”

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Foggia. “Noi non perdiamo di vista l’obiettivo della legalità, e non rinunciamo a contrapporre alla criminalità organizzata la legalità organizzata”. Così Luigi Miranda, presidente dell’Associazione Qualità della Vita e presidente del Consiglio Comunale di Foggia, ha chiuso i lavori del convegno “La legalità nel DNA”, che si è tenuto ieri, nella Sala Rosa del Palazzetto dell’Arte di Foggia. Al tavolo dei relatori, insieme a Miranda, il fondatore dell’Associazione per la legalità “Ultimi”, don Aniello Manganiello, il vice presidente della stessa associazione dott. Pierpaolo Mascione, la prof.ssa Laura Zavatta, docente di Filosofia del Diritto all’Università del Sannio, e il moderatore Micky de Finis.

Un incontro molto partecipato, dove all’esperienza vissuta in trincea a difesa della legalità si sono affiancati i principi giuridico – filosofici della convivenza civile e della stessa legalità. Luigi Miranda, nel suo saluto introduttivo, ha voluto proprio ricordare come il vivere civile, la normale convivenza, hanno bisogno di legalità, che vuol dire rispetto e pratica delle leggi. “La legalità è un sentimento innato nel cuore dell’uomo, e per certi versi è nel suo patrimonio genetico – ha dichiarato –L’Associazione Qualità della Vita – giunta all’undicesimo anno di attività – ha voluto titolare questo incontro “La legalità nel nostro DNA” perché convinta che la legalità sia innata nel cuore e nella mente dell’uomo. A condizione che sia coltivata dagli insegnamenti di famiglia e scuola, e dalle buone prassi delle istituzioni”. Miranda ha esortato, poi, a costruire una civiltà della legalità a partire dai comportamenti quotidiani. “La legalità si impara e si insegna parcheggiando negli stalli giusti e non in quelli degli invalidi oppure ostruendo gli scivoli per invalidi. La legalità si insegna non acquistando dagli ambulanti abusivi. La legalità si impara rispettando il codice della strada, oltre al il codice penale. Dobbiamo imparare ad essere rispettosi nel poco, per pretendere il rispetto della legalità nel molto”. Nel corso del suo intervento Miranda ha elogiato e ringraziato l’intenso lavoro delle Forze dell’Ordine, egregiamente coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia, impegnate in una attività di contrasto senza quartiere alle attività malavitose sempre più invasive.

Don Aniello Manganiello, per 16 anni parroco a Scampia, il quartiere della periferia Nord di Napoli sede della più grande piazza di spaccio d’Europa, ha portato la sua testimonianza di legalità applicata al territorio. Nei sedici anni passati nel presidio di Santa Maria della Provvidenza ha strappato decine di ragazzi alla manovalanza della criminalità organizzata, contro cui ha usato comportamenti duri come il rifiuto della comunione ai camorristi. Da questa esperienza è nata l’associazione Ultimi, con l’esplicito obiettivo di “offrire una testimonianza sull’anticamorra, non quella dei professionisti ma quella delle opere”. Nel suo intervento don Manganiello ha insistito sul concetto “che nessuno è irrecuperabile. Anche in una situazione di estremo disagio coma a Scampia – che è un quartiere difficile ma non è Gomorra – esiste sempre la possibilità di operare un riscatto e tante sono state le occasioni di riscatto registrate”. Polemico nei confronti della politica, della cinematografia che banalizza la realtà camorristica, del giornalismo sensazionalista e delle stesse associazioni antimafia, Don Aniello è convinto che sia “ necessaria una rivoluzione culturale che coinvolga tutti – ragazzi, giovani e adulti – attraverso percorsi culturali condivisi dalle diverse agenzie educative, a partire dalle scuole, dagli oratori.”

Una vera lectio magistralis quella della professoressa Laura Zavatta, secondo cui“Legalità e morale sono le discipline che da secoli regolano le relazioni tra gli uomini nella loro vita in comune e gli strumenti con cui si dirimono le cause dei conflitti rivelandosi una componente indispensabile nel gioco delle Forze delle società. Esse implicano un’essenza negativa, consistente nell’intimare comportamenti indispensabili alla convivenza civile, quali, ad esempio, non uccidere, non ingannare, non recar danno, non diffamare. La morale plasma l’esistere dell’uomo e la Legalità regola il suo coesistere in una prospettiva di identità e di differenza. Morale e Legalità sono un’identità che si differenzia e una differenza che si identifica in un rapporto di correlazione per il quale si costituiscono come sistemi autonomi e interagenti. La Morale è la legge non scritta della coscienza e del dovere, mentre la Legalità è la legge scritta che vincola il comportamento dei suoi destinatari, assicurando la sua efficacia mediante la coattività”.

Redazione Stato Quotidiano.it – Riproduzione riservata



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