ManfredoniaMonte S. Angelo
Terreni di proprietà della Syndial

Macchia – Monte Sant’Angelo, investimento Eni per produzione ‘Energia pulita’?

La zona interessata sarebbe pari a circa 35 ettari (dove insisteva la Centrale termoelettrica)

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Monte Sant’Angelo. ENI pronta a investire in zona ex Enichem, località Macchia di Monte Sant’Angelo, attraverso progetti relativi all’energia pulita, a partire dalla produzione di pannelli fotovoltaici. La zona interessata sarebbe pari a circa 35 ettari (dove insisteva la Centrale termoelettrica) su terreni di proprietà della Syndial, società di petrolchimica e gestione siti dismessi facente parte del gruppo. Una delegazione dell’Eni avrebbe fatto un sopralluogo giorni fa sull’area interessata. Lo si apprende da raccolta dati, in attesa di riscontri ufficiali.

(WIKIPEDIA). ”L’Eni, acronimo di Ente Nazionale Idrocarburi, è un’azienda multinazionale creata dallo Stato Italiano come ente pubblico nel 1953 sotto la presidenza di Enrico Mattei, che fu presidente fino alla morte nel 1962, convertita in società per azioni nel 1992. Presente in circa 90 paesi con più di 78 000 dipendenti nel 2013 sotto il simbolo del cane a sei zampe, l’Eni è attiva nei settori del petrolio, del gas naturale, della petrolchimica, della produzione di energia elettrica, dell’ingegneria e costruzioni. È il sesto gruppo petrolifero mondiale per giro d’affari, dietro a Exxon Mobil, Shell, BP, Total e Chevron. Il 5 aprile 2008 la rivista Forbes pubblica una classifica sui maggiori 2.000 gruppi a livello mondiale dove l’Eni si classifica al 38º posto, prima tra le aziende italiane. Secondo la classifica Fortune 500 del 2013 è la prima azienda italiana e 22ª nel mondo per fatturato.

Dal 1995 al 2001 lo Stato italiano ha venduto in cinque fasi parte consistente del capitale azionario, conservandone una quota superiore al 30% (sommando le quote del Tesoro e della Cassa Depositi e Prestiti), e detenendo comunque il controllo effettivo della società. In base alla legge 30 luglio 1994, n. 474, lo Stato, tramite il Ministero dell’economia e delle finanze, d’intesa con il Ministero dello sviluppo economico, è titolare di una serie di poteri speciali (la cosiddetta golden share) da esercitare nel rispetto di criteri prestabiliti. Con l’acquisizione, nel febbraio 2006, di Snamprogetti da parte della Saipem, azienda controllata dall’Eni, quest’ultima costituisce un nuovo leader mondiale nei servizi petroliferi per le attività offshore e onshore. Saipem è a sua volta quotata in borsa. Nel 2007 l’Eni ha firmato un accordo con la compagnia petrolifera Gazprom con cui è stato formalizzato il prolungamento delle forniture di gas e il permesso per la compagnia russa di poter vendere il gas in Italia in cambio della concessione per Eni di sviluppare progetti di ricerca ed estrazione di idrocarburi in Siberia.

Il 29 maggio 2008 Eni ha annunciato l’acquisizione della maggioranza azionaria della società belga Distrigas S.A., operante nella commercializzazione di gas naturale in Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi e Lussemburgo[6]. A seguito di questa operazione, Eni ha lanciato un’OPA obbligatoria sulle restanti azioni Distrigas, che si è conclusa positivamente il 25 marzo 2009, consolidando in tal modo la propria posizione di leadership nel mercato europeo del gas naturale. Nel 2012 le quote detenute direttamente dal Tesoro sono state cedute alla Cassa depositi e prestiti ed è stata scorporata la Snam e ceduta anch’essa alla CDP (società in mani pubbliche).

È attualmente guidata da Emma Marcegaglia (presidente dall’8 maggio 2014) e Claudio Descalzi (amministratore delegato dall’8 maggio 2014). La società è quotata sia al New York Stock Exchange (NYSE) che nell’indice FTSE MIB della Borsa di Milano”.

Partecipazioni

Le Società che fanno capo al gruppo Eni sono:

EniPower, 100% (Generazione e vendita di energia elettrica e vapore tecnologico). Grazie ai 5,3 GW di potenza installata, attualmente è tra i primi produttori di energia elettrica in Italia ed è al primo posto come produttore di vapore tecnologico[18].
Syndial, petrolchimica e gestione siti dismessi
Versalis, petrolchimica
Saipem, 30,421% (Costruzioni off-shore e on-shore, posa condotte, perforazioni)
Eni Adfin, (centro di eccellenza e referente unico di eni per i servizi di pagamento integrati con le attività amministrative per le società italiane)
Tecnomare, (Servizi di ingegneria offshore)
Eni Engineering E&P, (Servizi di ingegneria onshore)
Agenzia Giornalistica Italia – AGI, (agenzia di stampa)
Eni Corporate University, 100% (selezione e formazione risorse)
Eni International Resources Limited, (Selezione e sviluppo risorse internazionali)
Enifin, (Tesoreria centrale per il Gruppo Eni). Dal 1º gennaio 2007 Enifin S.p.A. è stata incorporata in Eni.
Raffineria di Milazzo in società con Kuwait Petroleum Corporation.
PetroLig movimentazione prodotti petroliferi
PetroVen movimentazione prodotti petroliferi
EniServizi, 100% (Servizi non strategici)

Eni possiede anche l’8,537% di Snam, che a sua volta controlla:
Snam Rete Gas, 100% (Trasporto e dispacciamento di gas naturale)
Italgas S.p.A., 100% (Distribuzione di gas naturale in ambito urbano, gruppo costituito da 21 società). Il 12 febbraio 2009, ENI ha venduto il 100% di Italgas S.p.A. alla allora Snam Rete Gas S.p.A. (oggi Snam) per 3,07 miliardi di euro[19].
STOGIT, (STOccaggio Gas ITalia), 100%. Il 12 febbraio 2009, ENI ha venduto il 100% di Stogit S.p.A. alla allora Snam Rete Gas S.p.A. (oggi Snam) per 1,65 miliardi di euro”.

Redazione Stato Quotidiano.it



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