Foggia
L’obiettivo, prima delle vacanze estive, è raggiungere 200/300 tesserati

Tutta la città con ‘Gli Amici di Parco San Felice’. Nasce l’associazione

Il finanziamento ministeriale (200mila euro) dura due anni

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Foggia. Costituire un movimento spontaneo di cittadini perché nessuno, nemmeno gli iscritti alle 4 associazioni che gestiscono Parco San Felice con comodato d’uso del Comune, ritengono di potercela fare da soli. “In città è più facile vedere atti di vandalismo che azioni per il bene comune- ha spiegato Peppino D’Urso dell’associazione Aquilone- c’è molto entusiasmo intorno alla rinascita di questa zona ma anche molto scetticismo”. Anni di barbarie sulle strutture hanno creato questo clima di disinteresse. “Serve un’operazione fiducia, vorrei che dei 18mila che si sono tanto entusiasmati per il Foggia Calcio almeno 180 fossero interessati ad un bene che gli appartiene”. E’ iperbolico d’Urso, facendo i conti il numero delle persone coinvolte già supera abbondantemente il tetto degli entusiasti presunti. L’obiettivo, prima delle vacanze estive, è raggiungere 200/300 tesserati, questa la modalità per iscriversi e per finanziarsi.

In ogni caso si è deciso di costituire l’associazione “Amici del Parco” per estendere a tutta la città la partecipazione, una forma nuova e per la prima volta sperimentata e per cui ieri si è svolto un altro incontro. Può dirsi cosa fatta, manca la registrazione. Con qualche distinguo di alcune delle 10 associazioni che erano presenti sulle modalità operative, su prospettive, ruoli, sostanza dello statuto, il passo può dirsi compiuto. Una base di Ats (associazione temporanea di scopo con Apulia Felix, Aquilone, Energiovane, Monti Dauni Multi service) cui si aggiungono cittadini a titolo personale o altre associazioni, sarà il motore di una serie di attività già previste ma da gestire e portare avanti.

Il finanziamento ministeriale (200mila euro) dura due anni, la recinzione di 25mila euro – “garbata”, precisano, non una barriera verso l’esterno ma quanto mai necessaria visti i precedenti- sarà possibile grazie al sostegno della Fondazione Banca del Monte. Il comodato d’uso dura 5 anni e bisogna pensare da ora come continuare a operare nell’area verde più importante della città, 400 ettari, con anfiteatro,un palazzo per servizi e attività. Già previsti uno sportello per i giovani collegato ai centri per l’impiego, attività culturali e teatrali, già formata, anche se non formalizzata, una start-up di ragazzi che si occuperà dell’anfiteatro cogliendo l’opportunità della nuova iniziativa delle Politiche Giovanili Regione Puglia. E’ rivolta ai giovani che intendono realizzare progetti a vocazione imprenditoriale. Il bando è stato presentato ieri, si chiama Pin (Pugliesi innovativi) e prevede contributi finanziari a fondo perduto fino a 30mila euro.

Ma l’occasione che non bisogna lasciarsi sfuggire è quella di progettare il futuro di un’area per troppo tempo preda di degrado (dal 2003 ad oggi), trasferita dal Comune ai privati con un bando rivolto e vinto esclusivamente dal terzo settore che, con grande lena, si sta occupando di perpetuarne la tenuta. Il cantiere dei lavori avviato ad aprile è rimasto fermo per una settimana causa problemi nell’arrivo dei finanziamenti ministeriali. Lunedì si riparte e man mano che procedono i lavori cresce anche l’entusiasmo e il senso di responsabilità su come conservare un grande tesoro di verde, di socialità, di civiltà.

Alcune direttive le ha fornite Pier Giorgio Di Tullio, il presidente in pectore de ‘Gli Amici del Parco’. “Serve un gruppo operativo – ha detto- non tanta teoria, quel buon volontariato che fatica ad inserirsi in questo tessuto sociale. Servono fondi che si possono ottenere con un finanziamento annuale pubblicizzato in ogni palazzo tipo ‘1 euro per Parco San Felice’ (la prima iniziativa promozionale del grande giardino della città, ndr). Bisogna portare qui famiglie, bambini, attività, fornendo dei servizi, anche le strutture limitrofe come la piscina, la palestra della scherma, i negozi, potrebbero essere coinvolti e fare di questo parco la loro vetrina. In base alle nostre competenze possiamo costituire una squadra di lavoro. Per riportare gente qui serve pulizia, illuminazione, sicurezza”. Una bella sfida che la città e le associazioni non vogliono perdere.

(A cura di Paola Lucino – paola.lucino@virgilio.it)



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