Manfredonia
260mila euro la spesa per la ricerca, 130mila euro dal Comune sipontino

Manfredonia. Ricerca epidemiologica: i 3 principali (e non incoraggianti) risultati

La dottoressa Malavasi ha tra l’altro detto che “Quello subito è un ‘danno ingoiato’, cioè subito e non raccontato"


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strong>Manfredonia, 17 giugno 2017. “Ci sono ancora agenti inquinanti a minare la salute del territorio di Manfredonia e dei suoi cittadini”. Così il Prof. Annibale Biggeri, dell’Impresa Sociale no-profit Epidemiologia e Prevenzione, nel corso della conferenza svoltasi ieri pomeriggio, a Palazzo San Domenico, nel corso sono stati resi noti i risultati della ricerca epidemiologica partecipata relativa allo stato di salute del territorio di Manfredonia.

Dal 1989, il Comune di Manfredonia è incluso in un’area definita dal legislatore “ad elevato rischio di crisi ambientale” (Legge n. 3491 del 8 luglio 1986) e negli anni successivi, il Comune è stato incluso tra le aree da inserire nel “Programma nazionale di bonifica” come “siti di bonifica di interesse nazionale” (SIN) in quanto soggetto alla possibile contaminazione da una serie di sostanze che includono: benzene, etilbenzene, toluene, xilene, caprolattame, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), arsenico, mercurio, piombo, zinco, alluminio, nichel e azoto ammoniacale. Il 26 settembre del 1976, a seguito dello scoppio, all’interno dello stabilimento ANIC, della colonna di lavaggio dell’impianto di sintesi dell’ammoniaca, una nube contenente una quantità di arsenico e suoi composti, dell’ordine di 10 tonnellate, si riversò nel territorio circostante, interessando anche la zona abitata.

I risultati non sono incoraggianti.

Nel rapporto troviamo la valutazione dello stato di salute della popolazione residente attraverso un’analisi della mortalità dal 1970 al 2013, un’analisi dei ricoverati in ospedale dal 2001 al 2013 e una valutazione dell’esposizione sia a seguito dell’incidente del 1976 che a seguito delle emissioni continue dell’impianto in tutti gli anni del suo funzionamento. Lo studio è innovativo e in tutte le sue fasi è stato discusso e condiviso con la popolazione (come documentato in Epidemiologia e Prevenzione, rivista ufficiale dell’Associazione Italiana di Epidemiologia) ed è stato approvato dal Comitato Etico dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Foggia con parere n. 16 del nel 22 febbraio 2016. Le analisi sulla mortalità sono basate sui dati ufficiali ISTAT e riguardano gli anni dal 1970 al 2013. Le analisi concernono tutta la popolazione residente, suddivisa in periodi (1970-1974, 1975-1979, 1982-1987 ecc.), sesso e causa di morte.

È stato, infine, completato l’aggiornamento dello stato in vita dei lavoratori delle coorti reclutate nell’ambito della consulenza tecnica epidemiologica per la Procura di Foggia nel corso del processo Enichem. 307 lavoratori su 1.467 sono deceduti. Rischi maggiori di mortalità si osservano tra i lavoratori delle ditte in appalto, che furono tra i più esposti nei primi giorni dopo l’incidente. Sono in corso analisi per cause specifiche di morte. Il rapporto finale aggiorna e completa quanto riportato nel primo rapporto presentato alla popolazione il 19 maggio 2016 e pubblicato su Epidemiologia e Prevenzione (volume 40 numero 5 pagg. 281-289).

In sintesi i risultati indicano:
1- Manfredonia dal 1970 ad oggi ha progressivamente perso il vantaggio di salute che aveva rispetto alla regione di appartenenza. Infatti rispetto agli anni settanta è stato documentato dallo studio un eccesso stimato di circa tre decessi al mese;
2- la mortalità per tumore polmonare mostra un eccesso a partire dagli anni duemila rispetto alla media regionale e provinciale. In particolare tra coloro che avevano meno di cinquanta anni al momento dell’incidente del 1976 si sono registrati circa 14 decessi in più rispetto alla media regionale;
3- dal 1995 la mortalità per malattie cardiache è aumentata, con un picco di due morti in più al mese nella seconda metà degli anni novanta. Tutte le popolazioni infatti che hanno sperimentato disastri anche di tipo industriale si trovano a fronteggiare un aumento di patologie cardiovascolari.

La dottoressa Malavasi ha tra l’altro detto che “Quello subito è un ‘danno ingoiato’, cioè subito e non raccontato; le istituzioni hanno dimenticato Manfredonia. Il Presidente della Repubblica Mattarella ha ricordato Seveso e le sue difficoltà ma mai una parola è stata spesa per ciò che è successo a Manfredonia; si è avuto uno sviluppo senza economia e dissipato depredando risorse del territorio. La popolazione è stata ricattata, non sono state date le giuste informazioni affinché si potesse decidere con cognizione di causa”.

Per ciò che riguarda la rendicontazione e ulteriori dati interviene Emilio Gianicolo: “130 mila euro sono stati investiti per la ricerca di cui 24 mila euro per spese generali, 60 mila per gli studi dell’istituto di fisiologia clinica del CNR, 14 mila euro per ‘missioni’, 25 mila per imprese sociali, 12 mila per registrazione schede anagrafiche, 11 mila per istituto ISAC e una piccola percentuale per l’acquisto di software.

La storia è iniziata proprio qui in Comune”, ci tiene a precisare la prof.ssa Porcu che è la responsabile del Coordinamento cittadino Ambiente/Salute Manfredonia, “il nostro è un laboratorio di democrazia partecipata; il nostro territorio ha perso un patrimonio fondamentale, c’è stata infatti la perdita del cosiddetto ‘vantaggio di salute’. Cosa bisogna fare? Bisogna continuare con la ricerca, il Comune deve impegnarsi a fare il quadro della situazione chiarendo i dati e i metodi di bonifica. I cittadini hanno un ruolo importantissimo in tutto ciò e non devono dimenticarlo”.

Il sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi , conclude: “ E’ necessario un Osservatorio Permanente di Ricerca, di una partecipazione attiva dei cittadini e di un confronto aperto e trasparente”.

A cura di Libera Maria Ciociola

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Focus progetto
Riccardi: “Partecipiamo tutti allo studio epidemiologico”

VIDEO PRESENTAZIONE PROGETTO, PRECEDENTI INCONTRI E LE INTERVISTE


VIDEO CONFERENZA PRESENTAZIONE PROGETTO 06.02.2015

Redazione Stato Quotidiano@riproduzioneriservata

Manfredonia. Ricerca epidemiologica: i 3 principali (e non incoraggianti) risultati ultima modifica: 2017-06-17T10:31:54+00:00 da Libera Maria Ciociola



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