Foggia

FAST – ATAF in Prefettura: non conciliazione

La FAST soddisfatta per il pagamento del Pdr 2015 ma ritiene inaccettabile la disdetta unilaterale degli accordi aziendali

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Foggia. Si sono riuniti giovedì 14 luglio davanti al Prefetto di Foggia Maria Tirone le Segreterie FAST Confsal Mobilità regionale e provinciale, la dirigenza di ATAF e l’assessore comunale di Foggia con delega in materia di Servizio Integrato Claudio Amorese. Non si giunge a una conciliazione ma la FAST è soddisfatta almeno della risposta da parte dell’azienda per quanto riguarda il pagamento del Premio di Risultato 2015, che sarà corrisposto in tre tranche con le spettanze di agosto, settembre e ottobre 2016.

“Siamo soddisfatti almeno della corresponsione del Pdr 2015, se pur in ritardo. Tuttavia, l’atteggiamento del Presidente Ferrantino e del Direttore generale Dicecca ci deludono sempre di più, dal momento che proseguono a non dare risposte chiare e ufficiali su un fantomatico piano industriale, sulle condizioni e gli orari di lavoro, sugli introiti della sosta tariffata affidata ad Apcoa e sulla riorganizzazione del personale. Non capiamo perché tutti questi segreti. Ciò che vogliamo è una seria e proficua collaborazione tra azienda e parti sociali, per il bene dell’ATAF, data la situazione in cui versa”: questo il commento del Segretario regionale FAST Mobilità Vincenzo Cataneo. “La FAST comunque non è giunta a concordare una conciliazione, data la chiusura dell’Azienda rispetto a scelte unilaterali e non condivise e rispetto a una incomprensibile mancanza di volontà nell’aprire un dialogo. Non possiamo tollerare che si continuino a chiedere sacrifici ai lavoratori, oltretutto fornendo un servizio di scarsa qualità che penalizza tutta la cittadinanza – gli fa eco il Segretario provinciale Domenico Santodirocco – se l’azienda non ci informa, come sarebbe obbligata a fare, riguardo al Piano Industriale e se non dialoga con i lavoratori almeno su aspetti cruciali come gli accordi di secondo livello, la cui disdetta porterà inevitabilmente peggioramenti retributivi per i dipendenti”.

Oltretutto, il Codice Civile, a tutela del rapporto di lavoro subordinato, contiene il principio della irriducibilità della retribuzione, ripetutamente affermato dalla Corte di Cassazione, secondo cui il lavoratore ha diritto a percepire la retribuzione che ha pattuito con il datore di lavoro, anche in caso di accordi successivi differenti. La possibilità di recedere unilateralmente da un contratto collettivo, anche aziendale, rappresenta un argomento di acceso dibattito ma la Giurisprudenza continua a non ritenere legittima la possibilità di recedere in caso di diritti già definitivamente acquisiti nel patrimonio dei lavoratori: diritti che neanche la disdetta unilaterale del datore di lavoro può invalidare, secondo la tutela offerta al lavoratore dall’art. 36 della Costituzione. A tal proposito, la contrattazione di secondo livello si rivela sempre più centrale, con i diritti fondamentali demandati alla contrattazione nazionale e la definizione puntuale del rapporto di lavoro affidata interamente alla contrattazione decentrata ed aziendale, che oggi ATAF annulla in toto, rifuggendo ogni contraddittorio.

“Come FAST vogliamo ribadire – conclude il Segretario Santodirocco – che anche la dirigenza potrebbe optare per dei sacrifici economici, senza chiederne sempre e soltanto a dipendenti e utenti. Se la situazione dell’ATAF è questa, siamo chiamati tutti a qualche penalizzazione, non solo i lavoratori e i cittadini e per questo rivolgiamo nuovamente il nostro appello al Comune e al Sindaco Landella, per risolvere la problematica economica in cui versa la sua municipalizzata”. La FAST propone di coinvolgere dei professionisti per una consulenza volta a dare vita a un piano industriale serio e condivisibile, utile al rilancio di tutte le attività dell’ATAF, per garantire alla cittadinanza finalmente un servizio necessario efficiente e salvaguardare i livelli occupazionali e retributivi dei lavoratori. Diversamente la FAST, in seguito della disdetta unilaterale degli accordi aziendali, proclamerà a breve una prima azione di sciopero, nei tempi e nei modi previsti dalla Legge.



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