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La Confesercenti Foggia: «Le infrastrutture sono un problema parziale

Turismo internazionale, è questo l’obiettivo di Gargano e Monti Dauni

Occorrono accessibilità e qualità dei servizi, dai ricettivi alla ristorazione»

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Foggia. «La Puglia, il GARGANO e la DAUNIA per cogliere le opportunità dei flussi turistici che si stanno ridisegnando, devono assolutamente risolvere le problematiche della qualità dei servizi e l’accoglienza. La strategia del Turismo in Puglia “Puglia 365” mette in atto politiche adeguate per tutte le mete turistiche pugliesi; operatori e Associazioni di Categoria dobbiamo invece fare la nostra parte». Franco Granata, direttore provinciale di Confesercenti Foggia, commenta così l’andamento dei nuovi flussi turistici che si stanno delineando sul mercato internazionale.

«Gli arrivi nel nostro Paese – aggiunge Granata – hanno raggiunto i 53 milioni – ma si registra una domanda sempre più mordi e fuggi, che richiede un ripensamento dell’offerta che deve essere capace di trattenere i turisti più a lungo». Poi i numeri che stanno incidendo anche sulla domanda sul Gargano. «Tra il 2001 e il 2015 gli arrivi in Italia sono aumentati del 50%, raggiungendo la soglia di 53 milioni ma questi maggiori arrivi non si sono, però, tradotti in proporzionali incrementi di entrate a causa di una minore permanenza media (da 4,1 a 3,6 giorni tra il 2001 e il 2015) e della conseguente riduzione del 35% della spesa pro capite reale (da 1.035 a 670 euro). Questo significa che, dal 2001 ad oggi, il nostro Paese ha perso 38 miliardi di entrate valutarie derivanti dal turismo internazionale».

Poi il riferimento specifico al promontorio garganico e ai Monti Dauni. «Sono i nostri principali mercati incoming – rimarca il direttore Granata – a subire importanti riduzioni della permanenza media. Il turismo, che interessa il nostro Gargano e i Monti Dauni, dalla Germania scende da 5,5 a 5,0, quello inglese da 4,3 a 3,8 ed il francese da 3,4 a 3,0. Al contempo va sottolineata la crescita del turismo cinese divenuto in pochi anni il 5° mercato incoming dell’Italia e destinato a crescere ulteriormente in futuro». Granata conclude le sue osservazioni che dall’analisi emerge che «oltre il 60% degli arrivi internazionali in Italia è assorbito da 4 Regioni: Veneto, Lombardia, Toscana e Lazio. Le regioni del Mezzogiorno attraggono appena il 12% degli arrivi ed il 14% delle presenze, evidenziando che il problema di queste regioni è solo parzialmente legato alla scarsa dotazione infrastrutturale mentre è fortemente connesso alla dotazione e qualità media dei servizi, ricettivi, di ristorazione, culturali e d’intrattenimento. Sulla scarsa attrattività del Sud nei riguardi del turismo internazionale esiste una lunga narrazione con la quale se ne attribuisce la responsabilità principalmente alla difficoltà di raggiungibilità delle destinazioni turistiche (carenza di infrastrutture) e in subordine al deficit di sicurezza (criminalità).

Poco o per nulla si parla di accessibilità e qualità dei servizi: da quelli ricettivi a quelli di ristorazione, da quelli culturali a quelli d’intrattenimento solo per citarne alcuni. Per Confesercenti le caratteristiche dell’offerta, in termini di qualità e fruibilità, vanno considerate come prioritarie ancor prima dell’accessibilità fisica della destinazione. E su questo l’Associazione concorda sulla strategia della Regione Puglia e dell’ Assessora Loredana Capone Puglia 365».



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Commenti


  • 1 cittadino di Manfredonia = 1 panettone

    Altro che Manfredonia..


  • Redazione

    QUALITÀ DELL’ACCOGLIENZA
    CREDITI FORMATIVI PER TUTTIGLI OPERATORI TURISTICI

    Bari, 18 ago. – Boom di presenze sul Gargano, ma accoglienza da rivedere.
    Luci e ombre della stagione turistica.
    Come dire abbiamo un prodotto eccellente, ma dobbiamo formare i venditori.
    Sarebbe opportuno pensare anche per i titolari di alberghi, b&b, bar, ristoranti a crediti formativi, così come avviene per molti ordini professionali.
    Non basta riempire le strutture ricettive, ma serve accompagnare all’offerta di un patrimonio storico-naturalistico unico per bellezza e suggestione anche una offerta di migliore accoglienza del turista.
    Si potrebbe incentivare la formazione professionale con interventi su tasse e tributi. Ovvero, più si acquisiscono crediti formativi e meno tasse si pagano. Più si garantisce qualità al territorio, creando occasioni virtuose di lavoro e accoglienza, meno tasse e tributi si versano.
    Certo, la Regione dovrebbe fare la sua parte. Non solo allestendo corsi di formazione, magari in collaborazione con le associazioni di categoria, ma garantendo migliore qualità delle infrastrutture a cominciare dalla viabilità che sul Gargano è pessima e non aiuta a incentivare processi di miglioramento dell’offerta turistica.

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