Manfredonia

Censimento Caritas: 34mila accessi a Manfredonia ai servizi di solidarietà

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34mila accessi a servizi di solidarietà a Manfredonia (thumb.gallery.poveri.jpg)

I dati Caritas del censimento sulle opere socio sanitarie e socio assistenziali presenti nella diocesi sipontina

Manfredonia – LE famiglie sentono bene che la crisi non è finita e che il 2010 è l’anno nel quale il lavoro sta diventando un privilegio. È il primo dato che emerge drammaticamente dal recente censimento delle opere socio sanitarie e socio assistenziali ecclesiali relativo all’anno 2009, promosso ogni dieci anni su scala nazionale dai vescovi italiani e realizzato per la diocesi Sipontina dalla relativa Caritas.

DON DOMENICO FACCIORUSSO: “IL NOSTRO IMPEGNO” – “Numeri che rivelano l’attuale crisi di fiducia e di prospettive, ma anche l’operato solidale di quell’arcipelago cattolico che, insieme con le diverse iniziative istituzionali, cerca di essere degno dei nuovi poveri – dice Don Domenico Facciorusso della Caritas diocesana sipontina – Il rimando è a quella fantasia della carità che, con discrezione e delicata prossimità, fronteggia le emergenze sociali edificando la speranza”.

Dal censimento affiora davanti alla crisi in atto una molteplicità di interventi, in parte nuovi e in parte dentro l’ordinarietà, che si realizzano in termini di servizi strutturati-continuativi e servizi-risposte meno organizzati, ma comunque molto importanti, per la presa in carico dei bisogni ordinari in risposta ai bisogni del singoli, delle famiglie e dei vari gruppi di persone in situazione di povertà. “Risposte queste – dice dice don Domenico – che sono arricchite molto dalla conoscenza, dalla relazione, dall’ascolto e dai tentativi di far star dentro il tessuto sociale ed ecclesiale le persone che sperimentano povertà ed emarginazione. Si tratta di un territorio che chiede una prossimità non solo orientata all’erogazione di servizi di prima necessità, ma anche alla risposta del nuovo bisogno di umanità, di sostegno emotivo e psicologico“, dice ancora don Domenico.

Nei tredici paesi dell’arcidiocesi garganica le prestazioni più frequentemente elargite sono state le seguenti: trentaduemila accessi al servizio alimenti, garantito da trent’otto strutture parrocchiali che hanno distribuito beni di prima necessità; duemilaquattrocento contatti nei dieci centri di ascolto; circa quindicimila accessi alle tre mense cittadine. In particolare, a Manfredonia nel 2009 ci sono stati più di trentaquattromila accessi ai vari servizi di solidarietà ordinaria elargiti gratuitamente da circa trecentoventi volontari impegnati in ventuno strutture ecclesiali.

Interessante anche la panoramica sui segni di speranza censiti in diocesi: sessantanove organismi di solidarietà ordinaria a sostegno della famiglia multiproblematica; trentaquattro Caritas parrocchiali animate da duecentoventinove persone; e undici associazioni cattoliche con circa trecento volontari che offrono servizi gratuiti di vicinanza ad anziani, minori, immigrati e ai diversamente abili.

In definitiva il censimento Caritas rivela “sia i dati dell’umanità ferita – dice don Domenico – che quelli della solidarietà strutturata in diverse iniziative di prossimità abitate da tanti volti intenti a costruire umilmente la speranza con il generoso impegno quotidiano”.

Redazione Stato



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Commenti


  • c urci lucia

    a volte sembra che il disagio è qualcosa che toc ca solo gli altri,che mai potrebbe succedere a noi,ma poi….ti ritrovi spiazzata il mondo che ti eri costruito ti crolla adosso,il marito se ne va dopo aver fatto la carogna e non sai come andare avanti perchè non può darti nulla,troppi debiti e tu non vupoi nulla.La Caritas è l’ultima spiaggia dove cercherei un’aiuto non per gli alimenti ma per avere la possibilità di poter lavorare un lavoro umile ma dignitoso,chissà,forse…………..


  • Redazione

    Signora si faccia coraggio. Forza, Red. Stato


  • Mercanti/Gaston/Sarli, Comitato XXVII Ottobre

    Gentile Direttore,
    il 27 ottobre 2010 a Roma, in Piazza Montecitorio, si terrà la manifestazione nazionale dei
    vincitori ed idonei di concorsi pubblici “NON ASSUNTI”. Senza falsa modestia possiamo definirci la più assurda forma di disoccupati che un Paese sia mai riuscito a partorire. Siamo ragazzi e ragazze che hanno VINTO un concorso pubblico ed
    attendono da un tempo assurdamente lungo di essere assunti. Perché non ci assumono? La motivazione è il cd. “Blocco del turn over”, o “limitazione del turn over”, che in Italia, ormai, viene reiterato a varie riprese da quasi 15 anni e che è stato
    riconfermato, ed esteso temporalmente, con la recente manovra finanziaria. Secondo l’ultima stima, pubblicata nel 2007 dal quotidiano il Sole24ore e ripresa dal quotidiano L’Unità, siamo circa 70.000 ad aver vinto in Italia un concorso pubblico ed essere ancora in attesa di essere assunti. Una waterloo sociale che riguarda tutte le amministrazioni – ministeri, sanità, enti locali, scuola, enti previdenziali, amministrazioni provinciali e comunali, forze armate, enti di ricerca…

    Noi vincitori di concorso abbiamo acquisito un diritto a lavorare nella Pubblica Amministrazione sancito dall’Articolo 97 della Costituzione e chiediamo il riconoscimento di quanto ottenuto a fronte di enormi sacrifici, sia personali che economici. Manifestiamo per ottenere quanto meritato e perché desideriamo mettere a disposizione della Pubblica Amministrazione le nostre competenze.

    Il punto è proprio questo: sebbene nella P.A. italiana scarseggino le competenze per potere diventare più efficiente, si blocca l’inserimento proprio di quelle risorse umane che dovrebbero dare un’iniezione di produttività. Persone che, tra l’altro, hanno già dimostrato di avere qualifiche e competenze adeguate, dal momento che sono già state selezionate dall’Amministrazione.
    La preghiera che Le rivolgiamo è quello di dare visibilità attraverso il Suo giornale alla manifestazione nazionale – a cui hanno già aderito rappresentanti del mondo politico e sindacale – al fine di assicurare all’evento la più ampia visibilità e fare informazione su una situazione paradossale che colpisce ormai migliaia di cittadini e giovani in particolare. Nel ringraziarLa per l’attenzione che vorrà dedicare alla nostra lettera, Le inviamo i nostri più cordiali saluti.
    ————————————————————
    Ufficio Stampa – Comitato XXVII Ottobre
    E-mail: ufficiostampa.XXVIIottobre@gmail.com
    Recapiti telefonici:
    Alessio Mercanti, Alessandro Gaston, Cinzia Sarli

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