Foggia

Cassano; fornitori Sanità: dove sono finiti i 731 milioni sbloccati?

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Entrata ASL Foggia (image N.Saracino)

Entrata ASL Foggia (fonte image N.Saracino)

Foggia/Bari – “Individuare immediatamente i responsabili, nelle Asl, dei ritardi nei pagamenti dei fornitori ospedalieri pugliesi. Soprattutto mettere fine a questa situazione vergognosa che – mentre Vendola & C. passano il proprio tempo ad esaltare il fantasma del “miracolo Puglia” – sta mettendo in ginocchio decine di piccole e medie imprese e producendo una nuova catastrofe a danno dei livelli occupazionali”. Lo dice in una nota il vicecapogruppo PdL, Massimo Cassano.

L’assessore Attolini e i “manager” delle aziende sanitarie devono spiegare a tutti i pugliesi che fine hanno fatto i 731 milioni di euro sbloccati nel giugno scorso dalla giunta regionale a favore dei fornitori Asl, in cambio della loro rinuncia agli interessi maturati. E devono intervenire affinché i debiti pregressi siano legittimamente pagati ad aziende che sono ormai al collasso. Come apprendiamo dai rappresentanti dell’Aforp, ammonta a circa 2 miliardi di euro il debito accumulato dalle Asl nei confronti delle aziende fornitrici, con un aumento esponenziale del 20,51% rispetto all’anno precedente (il 2010). Legittimo temere, dunque, che il trend prosiegua anche quest’anno, nonostante la delibera 1260 del giugno scorso abbia sbloccato quelle ingenti risorse, ripartite in tre tranche e le cui prime due dovevano già essere sdoganate nei mesi di giugno e agosto.

Insomma, nel caso ce ne fosse ulteriore necessità, ancora una volta si sottolinea la confusione che regna sovrana al fianco di negligenze ed inefficienze amministrative delle Asl, con il rischio sempre più concreto che il sistema assistenziale regionale, già alle prese con infinite difficoltà, possa letteralmente bloccarsi e la pressione fiscale locale aumentare notevolmente, nel qual caso i responsabili di questo ennesimo colpo alla sanità pugliese, non solo dovrebbero essere identificati, ma anche immediatamente mandati a casa”.


Redazione Stato



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