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Emilia, crolli Terremoto, 40 indagati

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Emilia, crolli Terremoto, 40 indagati (Ph: archivio tv.sky)

Roma – UNA quarantina gli indagati per i crolli dei capannoni in Emilia, con morte – il 29 maggio scorso – di 11 persone tra cui nove operai, un imprenditore e un ingegnere a Medolla, Mirandola, San Felice e Cavezzo. E’ quanto reso noto stamane – fonte: agenzie nazionali – dal procuratore capo di Modena, Vito Zincani, titolare dell’inchiesta sul terremoto.

Le ipotesi di reato sono disastro colposo, omicidio colposo e lesioni colpose. Gli indagati sono i proprietari, i progettisti e gli esecutori dei lavori dei prefabbricati che sono crollati in seguito alle scosse del terremoto.


Redazione Stato



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Commenti


  • buricchio

    Una responsabilità aziendale penso che ci sia per l’evento del 29 maggio.
    Come emerge dal sito di Iside Italian Seismological Instrumental and Parametric Data Base, le scosse dal 20 maggio al 29 maggio 2012 non si sono mai fermate né tantomeno attenuate,
    Le scosse avvertite chiaramente di magnitudo 3,2 e superiori sono state:
    domenica 20 maggio N °24 scosse (Lunedì 21: N°7 scosse), (martedì 22: N°4 scosse),
    (mercoledì 23: N°2 scosse), (giovedì 24: N°2 scosse), (venerdì 25: N°5 scosse),
    (sabato 26: N°3 scosse), (domenica 27: N°3 scosse), e (lunedì 28: N°1 scossa).
    PER UN TOLALE N°51 SCOSSE,IN OTTO GIORNI,
    martedì 29 maggio la prima scossa della giornata è stata quella fatale di 5.8 che ha fatto crollare i capannoni con relative conseguenze.
    Pertanto, l’avvio della produzioni nelle aziende la ripresa lavorativa,immediatamente dopo la scossa del 20 maggio con tale situazione ritengo che sia stata azzardata visto la situazione creatasi nella scossa del 20 maggio 2012,di magnitudo 5.9, come ampiamente documentato dai giornali, e dai media, molti capannoni erano visibilmente e gravemente danneggiati e molti altri erano crollati.
    Visto che i capannoni costruiti nella nostra zona non erano fissati, ma solo in appoggio, penso che da parte delle aziende ci sia responsabilità per i danni causati dal crollo dei capannoni.
    E’ pur vero che non si possono prevedere i terremoti, col senno del poi e facile fare i profeti, SE NON FOSSE CHE SIA TRAMITE I MEDIA E GIORNALI, IL DIRETTORE CENTRO NAZIONALE TERREMOTI,COMUNICAVA: SCOSSE ANCORA PER MESI E POTREBBERO ESSERE PIU’ FORTI.
    Dopo la scossa del 20 maggio e il susseguirsi dei movimenti tellurici mai cessati ne tantomeno attenuati ,suggeriva una maggior cautela nella apertura delle aziende e delle produzioni,SI E DATA LA PRIORITA ALLA TUTELA DEL LAVORO E NON DEI LAVORATORI.
    Buricchio

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