Manfredonia

Fondazione Re Manfredi: omaggio al poeta Serricchio

Di:

C.Serricchio (St - CMMF)

NOTA della Fondazione Premio di Cultura “Re Manfredi” che ricorda il poeta Cristanziano Serricchio auspicando, al contempo, di dedicargli il prossimo Concorso Nazionale di Poesia “Città di Manfredonia” (a cura Ufficio Stampa Comune Manfredonia).


LA NOTA.
Cristanziano Serricchio, poeta e scrittore, ci ha lasciato il 1° settembre 2012. Non è venuto meno semplicemente un grande amico della Fondazione Premio di Cultura “Re Manfredi”, ma è scomparso un Poeta, tra i più importanti e ben noti nel panorama della letteratura contemporanea. Il Preside Serricchio, il Poeta dalle tre anime: nato a Monte S.Angelo, il cui legame filiale traspare sempre nelle sue poesie, ha compiuto i suoi primi studi a San Marco in Lamis, sua seconda città eletta, trasferendosi poi a Manfredonia ove ha esercitato la sua professione, ricevendo il 1° ottobre 1954 dal Provveditore agli Studi di Foggia l’incarico di Preside dell’Istituto Magistrale “A. Roncalli”, che ha retto fino al collocamento in quiescenza, succedendo ad un altro grande ed illustre uomo di cultura della nostra terra, il Preside Antonio Caterino.

L’editore Piero Lacaita, nella presentazione dell’interessante opera “La Città e il suo Poeta: Manfredonia – Cristanziano Serricchio”, edita il 1985, elogia il nostro poeta “per aver saputo trasfigurare le pietre antiche e mute, che Egli stesso in parte è riuscito a scoprire e rinvenire, i paesaggi lagunari e marini, la vita paesana che ferve tra gli archi e le vie del centro storico urbano, in visioni struggenti di originale e pura poesia, tutta densa di “pietas” filiale verso la città con la quale si è saputo naturalizzare”. Durante gli anni Sessanta, si è dedicato anche alla politica sipontina, ricoprendo le funzioni di Assessore alla Pubblica Istruzione, artefice della fondazione del Museo Archeologico Nazionale della Daunia e del riordino della Biblioteca Comunale di Manfredonia.

Egli é presente nella Storia della Letteratura e nelle Antologie di importanti case editrici; la sua produzione letteraria è stata commentata in saggi, articoli e recensioni di innumerevoli critici e letterati di fama nazionale ed internazionale; molte sue poesie sono state tradotte in spagnolo, inglese, albanese, serbo; per la sua notevolissima produzione letteraria nel 1979 ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Pertini la Medaglia d’oro di Benemerito della cultura, della scuola e dell’arte.

Appena di qualche mese fa era la bella notizia che l’Istituto Italiano di Cultura di Napoli, prima, e il Consiglio Regionale della Puglia, poi, appoggiavano la sua candidatura al Premio Nobel per la letteratura per il 2013, il prestigioso riconoscimento internazionale assegnato ogni anno a personalità che abbiano “apportato con la loro opera letteraria considerevoli benefici all’umanità’”. La stessa motivazione per la quale, il 24 agosto 1996, in occasione della V Edizione, su designazione del Comitato Scientifico del Premio, con notevole lungimiranza, gli è stato conferito il Premio Internazionale di Cultura “Re Manfredi” per la Poesia.

Sempre “vicino” al Premio, ha altresì onorato la Fondazione con la sua presenza, quale illustre premiatore nel 2007 del Cancelliere dell’Accademia Mondiale della Poesia, l’Alto Dirigente UNESCO Mohamed Nadir Aziza, per la Poesia. La Fondazione Premio Internazionale di Cultura “Re Manfredi”, col consenso della famiglia, auspicherebbe dedicare al Poeta scomparso, con la prossima edizione, il Concorso Nazionale di Poesia “Città di Manfredonia”, da sempre correlato al Premio “Re Manfredi”, perché contribuisca a suscitare nelle giovani generazioni i suoi alti ideali.


Redazione Stato@riproduzioneriservata



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Commenti


  • Mario D'Apolito

    Sono stato suo alunno negli anni 1950 e 1951 frequentando la IV e V Ragioneria del P.Giannone Sez. di Manfredonia. Grazie ai suoi insegnamenti mi sono diplomato con ottimi voti e vincendo, subito dopo, un concorso nei Monopoli di Stato, con la sola preparazione scolastica. Devo a Lui ed ai Suoi colleghi dell’epoca il mio successo.

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