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Cerignola, furto aggravato, inseguimento: 4 arresti

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Cerignola – SONO quattro gli arresti eseguiti stanotte dal Commissariato di Ps di Cerignola per furto aggravato in concorso in danno di un esercizio commerciale.

Alle ore 03:15 di stanotte, alla locale sala operativa della polizia di stato, sulla linea 113, è giunta una segnalazione di rumori sospetti provenienti da un locale commerciale di via Corsica a Cerignola. Subito una volante sul posto. Gli agenti notano un’autovettura Renault Clio parcheggiata, con il conducente che, alla vista dei poliziotti, avvia il motore per poi partire a folle velocita’. Ne nasce un pericoloso inseguimento – che solo per pura casualita’ non ha causato danni a persone o cose – che è terminato in via Ausiliatrice, dove gli occupanti dell’autovettura sono stati perquisiti e identificati.

All’interno dell’autovettura, sia sui sedili che nel cofano, gli agenti hanno rinvenuto del materiale riconducibile ad un’attivita’ commerciale di via Corsica, luogo dove era stato richiesto l’intervento, nonche’ materiale atto allo scasso. Gli agenti, quindi, dopo aver richiesto altro personale in ausilio, si sono recati nuovamente in via Corsica per accertare da dove fosse stato asportato il materiale, appurando che lo stesso era stato prelevato da un’attivita commerciale, che presentava la vetrata infranta e la saracinesca semi aperta.

Mentre il materiale è stato restituito al proprietario, i 4 individui sono stati tutti dichiarati in stato di arresto e su disposizione dell’autorita’ giudiziaria che procede, sottoposti in regime di arresti domiciliari.

Le persone arrestate sono:
1 Del Viscovo Michele di anni 40, con precedenti per furto e ricettazione;
2. Minniello Vincenzo di anni 28, con precedenti per furto e rapina;
3. Metta Michele di anni 20, con precedenti per furto e rapina;
4. Curci Antonio di anni 21, con precedenti per rissa;

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Redazione Stato@riproduzioneriservata



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Commenti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Non sempre commette reato chi utilizza il muro di un palazzo per “urinare”!

    Non è possibile condannare automaticamente chi si apparta sotto un palazzo per urinare: bisogna prima considerare se c’era un impellente bisogno fisiologico e se il soggetto ha nascosto i genitali.

    Fare la pipì in un luogo pubblico comporta la commissione del reato di “atti contrari alla pubblica decenza”. Ma la condanna non scatta automaticamente. Prima, il giudice deve valutare taluni elementi che potrebbero portare all’assoluzione del soggetto.

    Secondo una recentissima sentenza della Cassazione, infatti, si evita il reato se l’uomo ha avuto:
    a) l’accortezza di appartarsi e di nascondere i genitali; b) il tutto per soddisfare un impellente bisogno fisiologico. ( in tal senso Cass. sent. n. 37823 del 16.09.2013.)

    Sono “atti contrari alla pubblica decenza” tutti quelli che, in spregio ai criteri di convivenza e di decoro che devono essere osservati nei rapporti tra i consociati, provocano in questi ultimi disgusto o disapprovazione come l’urinare in luogo pubblico.

    Non c’è necessità che l’atto abbia effettivamente offeso in qualcuno la pubblica decenza e neppure che l’uomo sia stato effettivamente visto da alcuno. È sufficiente che il luogo ove si sia consumato l’atto sia pubblico e, quindi, basta la semplice possibilità che qualcuno possa percepire l’atto medesimo.
    Foggia, 17 settembre 2013 Avv. Eugenio Gargiulo

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