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Foggia, istituto III polo dei cineporti pugliesi

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Foggia, istituto terzo polo dei cineporti pugliesi (st)

Foggia – UN terzo polo nella rete dei Cineporti di Puglia, a Foggia. A istituirlo è l’Apulia Film Commission, che con la nuova struttura arricchisce il percorso infrastrutturale avviato con i Cineporti di Bari e di Lecce e amplia la propria offerta di servizi e finanziamenti a disposizione di produttori, maestranze, artisti e cittadini.

Ieri è stata firmata con Promodaunia, società consortile pubblica costituita dalla Provincia di Foggia, la convenzione con cui la Fondazione contribuisce al finanziamento del progetto “Comtainer”, proposto da Promodaunia.

Nel polo foggiano dei Cineporti di Puglia, al quale Apulia Film Commission contribuirà con 100mila euro all’anno del proprio bilancio ordinario, accanto alle tradizionali attività di informazione e assistenza di Afc, si svolgeranno corsi di formazione, seminari ed incontri su storia, realtà e prospettive dell’audiovisivo, dal cinema alla televisione al web.

Il polo foggiano sarà ubicato in via San Severo in una struttura già sede di Mediafarm. Ha una propria dotazione tecnologica e si prepara a diventare pertanto un significativo punto di riferimento per gli autori, i videomaker e tutti gli operatori della filiera dell’audiovisivo di Capitanata, ma anche un attrattore culturale di assoluto rilievo.

“Un importante presidio per un territorio, come quello foggiano, che esprime la vocazione dei luoghi e dei saperi cinematografici” lo definisce la presidente di Afc, Antonella Gaeta. “I tre Cineporti – aggiunge- si configurano come centri propulsivi dell’industria della creatività, capaci di generare nuove visioni e possibilità per i giovani”.

“Negli statuti e nelle vocazioni di Promodaunia, c’è il servizio al territorio anche sotto l’aspetto delle infrastrutture materiali e immateriali – spiega la presidente di Promodaunia, Billa Consiglio. Il progetto Comtainer le coniuga entrambe, in un settore caratterizzato da innovazione e valore aggiunto, e nel solco di quella industria culturale che riteniamo da sempre il principale volano dello sviluppo della nostra terra”.

Decisivo per la realizzazione della operazione, è stato l’impulso dato dalla Regione Puglia e dall’Università degli Studi di Foggia. Le attività della struttura foggiana saranno coordinate da un comitato tecnico-scientifico che sarà operativo, a titolo gratuito, già nei prossimi giorni. A farne parte per proprio conto, l’Apulia Film Commission ha scelto il proprio consigliere di amministrazione e giornalista Enrico Ciccarelli.

Redazione Stato@riproduzioneriservata



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  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    L’avv. E. Gargiulo: Bisogna stare attenti ai profili Facebook dei minori, poiché questi non possono prestare validamente il consenso legale!

    L’avv,. Eugenio Gargiulo ricorda che accertarsi dell’età dell’utente è un’attività che chiunque, prima di entrare in relazione con un nuovo contatto Facebook, dovrebbe sempre eseguire con scrupolo, non fosse altro perché da ciò dipendono alcune conseguenze legali anche di particolare gravità.

    Facebook è un fenomeno nato per gli adolescenti tra i 18 e i 24 anni e si è diffuso proprio tra le fasce di età più vicine a questa forbice. Chiaro, dunque, che il social network più famoso al mondo sia anche quello maggiormente frequentato da minorenni.

    Negli Stati Uniti il limite di età richiesto per aprire una email o per accedere a servizi di “social networking” è di 13 anni. Questo perché una legge americana stabilisce il divieto per chiunque di raccogliere dati relativi a minori di tale età. ( in tal senso Children’s Online Privacy Protect Act. – 16 CFR part 312 del 26 aprile 2000.)

    In Italia, invece, la capacità di agire si acquista a 18 anni (quella lavorativa a 16 anni). Il minore di età compresa tra 16 e 18 anni può compiere atti di minimo valore economico, come per esempio avere una casella email. Al contrario non può porre in essere altri atti connessi all’uso di social network, come esprimere il consenso libero, specifico e informato alla “profilazione”(ossia la possibilità di accedere ad un portale con un determinato profilo personale). Questa incapacità del minore può essere colmata solo con l’assistenza del genitore che, appunto, assume le responsabilità del controllo del minore e dei suoi atti.

    Ciò vuol dire che gran parte dei profili Facebook potrebbero essere illegittimi perché aperti da minori senza l’assistenza dei genitori!
    Ma non solo. I guai possono riguardare anche chi entra in contatto con gli under 18.

    La legge italiana sul diritto d’autore prevede espressamente che solo il maggiore di 16 anni possa cedere i diritti d’autore sui propri contenuti. Per questo motivo, anche se un minore di 16 anni dovesse avere un account su un social network di qualsiasi genere, l’utilizzo dei contenuti da questo pubblicati non potrebbe mai avvenire senza il consenso dei genitori. Il che racchiude una gran mole di attività tipiche di piattaforme come Facebook: dalla condivisione di una foto o di un testo, all’utilizzo di immagini fotografiche create su Instagram.

    Ovviamente chi contravviene a queste regole, adducendo come pretesto l’ignoranza sull’età dell’utente – che magari potrebbe avere oscurato i propri dati anagrafici – lo fa a proprio rischio e pericolo (salvo che il minore abbia, con artifici, occultato la sua reale età).
    Foggia, 17 settembre 2013 Avv. Eugenio Gargiulo

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