Casi e Sentenze

In viaggio, sesso orale all’autista, sanzione per “guida pericolosa”

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ANCHE se può sembrare strano, attualmente non esiste alcuna norma, né all’interno del codice della strada, né in altri testi di legge, che vietino, in modo specifico, il compimento di “atti sessuali” mentre si è alla guida dell’auto.

Da tale considerazione, però, non discende, come conseguenza,
un nulla osta incondizionato a qualsiasi tipo di atto libidinoso al
volante.

Infatti, al di là se l’atto in sé integri o meno il reato di
“atti osceni in luogo pubblico” (la strada in sé, infatti, per quanto poco trafficata o in ambienti notturni, resta sempre un luogo di pubblico traffico), tale condotta potrebbe comunque integrare l’
illecito amministrativo contrario al codice della strada.

Vi sono infatti delle disposizioni generali che impongono al conducente una condotta responsabile, tale da non rappresentare un pericolo per sé e per gli altri.

Nel dettaglio, in primo luogo, il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, in particolare l’arresto tempestivo del mezzo ( Art. 141, c. 2, C.d.S. La violazione del presente articolo è punita con la multa da 41 a 168 euro); in seconda battuta, il conducente deve avere la più ampia libertà di movimento per effettuare le manovre necessarie alla guida (Art. 169, c. 1, C.d.S. La violazione del presente articolo comporta una multa da 84 a 335euro ).

Il sesso orale, indubbiamente, per quanto consenta ampia libertà di manovra al conducente (che resta in una situazione di passività per tutta la durata dell’atto), tuttavia ne riduce il livello di attenzione, compromette la prontezza di riflessi e ne appanna la capacità di lettura delle dinamiche stradali.

Quindi, poche speranze: a ricevere le attenzioni della propria compagna mentre le mani sono al volante: si corre,infatti, il rischio di una sanzione per “guida pericolosa”!

A tal proposito si ricorda che la condotta pericolosa viene valutata caso per caso: sulla base di elementi oggettivi ma anche del libero apprezzamento degli agenti accertatori.

Inoltre, in caso di sinistro stradale, qualora nel verbale redatto dalle forze dell’ordine vi fosse traccia di un comportamento di tal tipo, al di là dell’imbarazzante situazione che ne potrebbe derivare con chi lo legga, ciò peserebbe non poco sull’attribuzione della “responsabilità del sinistro” e sull’eventuale risarcimento del danno in sede assicurativa.

(A cura dell’Avv. Eugenio Gargiulo)



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Commenti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Non sempre commette reato chi utilizza il muro di un palazzo per “urinare”!

    Non è possibile condannare automaticamente chi si apparta sotto un palazzo per urinare: bisogna prima considerare se c’era un impellente bisogno fisiologico e se il soggetto ha nascosto i genitali.

    Fare la pipì in un luogo pubblico comporta la commissione del reato di “atti contrari alla pubblica decenza”. Ma la condanna non scatta automaticamente. Prima, il giudice deve valutare taluni elementi che potrebbero portare all’assoluzione del soggetto.

    Secondo una recentissima sentenza della Cassazione, infatti, si evita il reato se l’uomo ha avuto:
    a) l’accortezza di appartarsi e di nascondere i genitali; b) il tutto per soddisfare un impellente bisogno fisiologico. ( in tal senso Cass. sent. n. 37823 del 16.09.2013.)

    Sono “atti contrari alla pubblica decenza” tutti quelli che, in spregio ai criteri di convivenza e di decoro che devono essere osservati nei rapporti tra i consociati, provocano in questi ultimi disgusto o disapprovazione come l’urinare in luogo pubblico.

    Non c’è necessità che l’atto abbia effettivamente offeso in qualcuno la pubblica decenza e neppure che l’uomo sia stato effettivamente visto da alcuno. È sufficiente che il luogo ove si sia consumato l’atto sia pubblico e, quindi, basta la semplice possibilità che qualcuno possa percepire l’atto medesimo.
    Foggia, 17 settembre 2013 Avv. Eugenio Gargiulo

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