Manfredonia

Tribunali Rodi, Tar boccia opposizione Ministero, salvo fino a 3 ottobre

Di:

Passata protesta avvocati tribunale Rodi (st)

Bari – Il TAR per la Puglia di Bari ha respinto l’istanza di revoca proposta dal Ministero nei confronti del decreto di sospensione monocratico del giudice amministrativo che è stato confermato: la Sezione decentrata di Rodi Garganico deve rimanere aperta e funzionante quanto meno sino al 3.10.2013, data in cui è fissata la Camera di Consiglio nella quale, collegialmente, il TAR dovrà stabilire se mantenere o meno la disposta misura cautelare.

Intanto, si è tenuta il 12.9.2013 un’assemblea alla quale hanno partecipato avvocati, funzionari di cancelleria, diversi Sindaci dei Comuni garganici e cittadini per dibattere della disposta soppressione della sede di giustizia del Gargano Nord e sono emersi orientamenti volti a rivendicare la libertà dei garganici da quella che è stata definita un’inaccettabile schiavitù nei confronti della Repubblica Italiana.

Espressione della decisione assembleare è un manifesto che così recita: “il Gargano del terzo millennio. Gargano = niente diritto alla salute – Gargano= niente diritto a infrastrutture – Gargano = niente diritto ai servizi – Gargano = niente diritto alla giustizia” e quindi campeggia una grossa scritta con “GARGANO = NO ITALIA”.
Il manifesto prosegue denunziando che “non solo alla terra garganica l’Italia non dà nulla, ma toglie anche quel poco che ha. La irrazionale chiusura del Tribunale di Rodi Garganico ne è la dimostrazione. Il Gargano non ci sta più ad essere considerato terra di saccheggio durante le elezioni. I garganici non ci stanno più ad essere considerati cittadini solo per le tasse”.

Il manifesto è a firma dei Sindaci del Comune di Rodi Garganico, Vico del Gargano, Peschici, Ischitella, Carpino, Cagnano Varano e Sannicandro Garganico nonché del Comitato per la Difesa degli uffici giudiziari di Rodi Garganico e dell’Associazione avvocati garganici.
Sono previste ulteriori iniziative volte a dare attuazione al disegno di rendere liberi, indipendenti dalla Repubblica Italiana, e sovrani i territori del Gargano perché pare essersi innescato un meccanismo di reazione forte da parte di tutti verso uno Stato padrone, capace solo di imporre esose tasse, senza dare alcun servizio ai cittadini garganici.

Inoltre, sta per essere presentata una denunzia: a) contro il Governo per falso ideologico, dal momento che la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 237 del 24.7.2013 ha escluso la violazione dell’art. 81 della Costituzione poiché “l’art. 1, comma 2, lett. q), della L. n. 148/2011” (la legge delega per la riforma della geografia giudiziaria) “espressamente ha previsto che dall’attuazione delle relative disposizioni non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica” e che “in attuazione di tale previsione, l’art. 10 del D. L.vo n. 155/2012 dispone che ‘dal presente provvedimento non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

All’attuazione si provvede nell’ambito delle risorse umane strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente’”; invece, nello stesso decreto ministeriale di attuazione dell’8.8.2013, all’art. 3, per quanto riguarda la soppressione del Tribunale di Lucera da accorparsi al Tribunale di Foggia, si afferma espressamente che l’amministrazione comunale di Lucera “è autorizzata a rendicontare le spese sostenute per il funzionamento dei locali di cui trattasi per l’ammissione al contributo statale ai sensi della L. 24.4.1941, n. 392”.

Dunque, il Governo, pur essendo cosciente che fosse indispensabile affrontare nuove spese, le ha “nascoste” ed escluse nel decreto delegato, esponendo una situazione diversa da quella effettiva, così realizzando un falso funzionale ad impedire la declaratoria di incostituzionalità; b) ancora contro il Governo che ha invitato i giudici amministrativi a non sospendere i decreti attuativi, intendendo inibire i giudici dall’esercizio della funzione giurisdizionale, stante la influenza del Governo su detto giudice, sia per gli incarichi ministeriali che per la composizione delle commissioni governative e per la nomina di un quarto dei consiglieri di Stato da parte dello stesso Governo, in palese abuso del potere che concreta l’abuso d’ufficio, gravissimo perché volto a condizionare l’esercizio terzo dell’attività giurisdizionale; c) contro tutti coloro che non stanno dando attuazione alla misura cautelare disposta dal giudice amministrativo che impone di mantenere l’apertura della Sezione Distaccata di Rodi Garganico, come amaramente è stato constatato, anche a seguito di un avviso, datato Foggia 14.9.2013, che dispone che dal 14.9.2013 “tutti gli affari già pendenti presso le Sezioni Distaccate di Apricena e Rodi Garganico vengano trattati nel Palazzo di Giustizia di Lucera”: i cittadini non comprendono come un ordine del giudice possa essere disatteso.

“La protesta monta e non è prevedibile il suo sbocco”, dicono i referenti del Comitato, avv.ti Giovanni Maggiano e Domenico Afferrante.

ANALOGO PROVVEDIMENTO SU RICORSO COMUNE CERIGNOLA

Redazione Stato@riproduzioneriservata



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi