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"Ogni passo è un strazio, ogni metro in più un metro in meno al martirio"

Manfredonia, un’alunna scrive “Lettera alla mia scuola”

"La scuola ”A. Moro” ci ha cresciuti, ci ha puniti, ci ha cambiati, ci ha arricchiti. E spetta a lei maturarci"

Di:

Buongiorno redazione,
sono una studentessa del Liceo Classico di Manfredonia e vi invio in allegato una file word: è una mia lettera, dal contenuto molto personale, relativamente alla situazione della scuola A. Moro. Non entro in merito alla faccenda con tutti gli annessi burocratici e politici ma mi limito ad esprimere un mio parere e la mia esperienza. Mi farebbe tanto piacere se la pubblicaste. Vi ringrazio davvero tanto per la possibilità che ci date per far sentire la nostra voce
.

Lettera alla mia scuola

Ogni passo è un strazio, ogni metro in più un metro in meno al martirio. Sì, sono angosciata, timorosa, inquieta. E’ così che mi sentivo quando varcai la prima volta la soglia della mia scuola. Sì, ero angosciata, timorosa, inquieta. Non sapevo cosa mi aspettasse, provavo ad immaginarlo ma non ci riuscivo. Quelle severe mura grigie mi tormentavano l’anima e frenavano la mia ragione. Mai avrei immaginato che di lì a poco quella sarebbe diventata la mia casa. L’alone leggendario che avvolgeva la scuola nella sua austera figura la rendeva ancor più fascinosa. E questo non mi aiutava. Ero impietrita. Mi fermai ad osservare l’ingresso e pensai “qui ci passerò i miei prossimi cinque anni, se tutto va bene…” e uno sconforto mi assalì. Avrei voluto fuggire, scappare lontano e rinunciare a quella che, all’età di 14 anni, consideravo troppo per me. E invece ero già dentro. Qualcosa, nonostante tutto, mi sospinse. Quel vecchio e burbero edificio celava qualcosa. Tra le cupe stanze aleggiava un odore di sapere, di conoscenza, di speranza. Le mura trasudavano sforzo, applicazione, volontà. Il mito che le appartiene se l’è meritato, ponderai. Anno dopo anno, alunno per alunno, docente per docente. Poi, improvvisamente, pensai: è questo il posto che arricchirà il mio sapere; qui imparerò ad apprendere; qui troverò le altre me. Quei vocabolari di Greco e di Latino saranno l’astuccio delle mie ali. Questa scuola così solenne e malinconica sarà la mia finestra sul mondo.

Sono trascorsi quattro anni da quel fatidico momento, dal mio primo ingresso a scuola. Quante cose sono successe in questi quattro anni. Quante risate, quanti pianti, quanta ansia prima di un compito o di un’interrogazione. Quanti litigi, quante amicizie iniziate e mai finite. Quanti amori nati tra quei banchetti di legno zoppicanti. E c’era il mare, immenso e perpetuo, che mi ha cullato nelle ore di noia e di sconforto.

Ciò che mi ha donato quella scuola non lo saprà offrire nessun’altra scuola. Per molti è semplicemente una struttura che un giorno potrà diventare in qualche modo un’attrazione turistica perché, diciamocelo, per la sua posizione geograficamente topograficamente strategica, fa gola a molti. Per noi studenti il Liceo “Aldo Moro” è molto di più. Siamo entrati in quella scuola che eravamo poco più che bambini e adesso siamo uomini e donne.

La scuola ”A. Moro” ci ha cresciuti, ci ha puniti, ci ha cambiati, ci ha arricchiti. E spetta a lei maturarci.
Glielo dobbiamo, è un suo diritto, è un nostro diritto”.

Lucia Caputo



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Commenti


  • Tina

    Lettera intensa e a tratti commovente. Non so chi ha ragione in questa faccenda però è giusto sentire l’opinione di tutti. Complimenti alla ragazza.


  • vittoria gentile

    La scuola A.Moro siete voi Lucia! E lo sarete per sempre, ovunque. Nello spazio e nel tempo. Fatevi onore, e cogliete l’opportunità dello scambio fisico con lo scientifico. Non potrà che arricchire tutti, senza confondere alcuno. A cose fatte, ben fatte, mal fatte, malissimo fatte.. potrete far sentire la vostra voce. Voi siete l’Aldo Moro, il vero orgoglio crea possibilità d’incontro e crescita mai di chiusura. il mare nel cuore.


  • antonella

    Tina sei una ragazza coraggiosa ed in gamba, hai tutto il diritto di affrontare la maturita nella tua scuola di sempre, è un diritto che hsi conquistato e che nessuno deve toglierti, ne la politica ne l’amministrazione, anzi io mi associo al tuo appello, “i ragazzi del liceo Aldo Moro devono tornare nel loro istituto, ragazzi Forza SIAMO CON VOI.


  • Russo

    Per una volta che si applica la logica 2 indirizzi liceali un preside una segreteria una scuola, quindii un istituto scolastico. Non sprechiamo risorse. Industriale sta insieme al nautico e geometra. Qual è il problema? Alberghiero ora ha 7 classi e l’anno prossimo minimo 12, in 3 anni arriverà a 20 tranquillamente.


  • Jo

    Ma smettetela. C’è gente che perde il lavoro, ci sono insegnanti che vengono trasferiti al nord…e voi qui a frignare per un istituto brutto da vedersi e sicuramente non a norma antisismica. Spero solo che dietro tutto questo non ci sia qualche insegnante che teme di non poter più fare ritardi o i comodi propri perché allo scientifico sarebbe sotto controllo del preside. Bisogna risparmiare, non l’avete capito? Se chiude l’ ospedale…figuriamoci se voi non vi potete spostare. E pure i vostri insegnanti si possono spostare. Non è detto che debbano andare a scuola a piedi. Siate seri. Fatevi INSEGNARE il rispetto delle istituzioni. Adeguatevi. Non sarà la fine del mondo.


  • Carmen

    Non dimentichiamo che prima del classico li studiavano i ragazzi del nautico, quindi non capisco il problema…
    non siete mica stati mandati a studiare sotto le tende.


  • Antonino

    Bellissima lettera, però non ha indicato il vero motivo dell’accorpamento dei due licei nello stesso Istituto.
    Se vi sono aule vuote al liceo scientifico e’ anche giusto unire le due scuole, e dare una giusta sede idonea a chi frequenta l’alberghiero.
    Per quanto riguarda il dubbio che l’immobile faccia gola a qualcuno come ” ATTRAZIONE turistica” non è nei programmi, infatti verrà occupato dagli studenti dell’alberghiero.
    Invece,, secondo un mio punto di vista, il vero motivo di opporsi a frequentare l’Istituto di via dei mandorli e’ la mancanza panoramica del lungomare.


  • ele

    Dovremmo solo essere contenti che ci siano oggi ancora ragazzi/e in grado di provare e trascrivere questi sentimenti in parole.
    Si denota saggezza, sensibilità, raffinatezza e preparazione.
    Almeno sappiamo che il Liceo prepara bene e spero continui a farlo.
    Auguro a Lucia, e a tutti i suoi compagni, del classico e dello scientifico, un anno scolastico stupendo al di là del posto in cui si svolgerà.
    Studiate, approfondite, dubitate, discutete e non smettete di stupirvi.
    Chi conosce la filosofia sa cosa vuol dire “stupirsi”.
    Abbiamo bisogno di questi ragazzi.
    Coltiviamoli.
    Ancora auguri.


  • donianomaevoluto

    Constato che qualcuno (Jo, per esempio) non ha colto il senso della lettera. La ragazza non è entrata nel merito della questione, appena accennata e secondo me non è nemmeno tanto lontano dalla verità il fatto che la posizione dello stabile faccia gola a tanti. Sì, verrà forse insediato l’alberghiero ma tempo qualche anno e si trasformerà in qualcosa di altro, sicuramente più commerciale. Il punto però è che qui si manifestano degli stati d’animo e si mette in mezzo invece poi la pessima condizione in cui versa la scuola italiana con le ultime riforme da manicomio. Tralascio poi le insinuazioni sui presunti insegnanti ritardatari che avrebbero strumentalizzato la situazione spronando gli alunni a queste azioni. In questo ci vedo solo malafede.


  • homo sapiens in cammino

    Chi ha sete di sapere,di conoscere ,d’imparare arriva fino in capo al mondo. L’uomo fin dai tempi antichi si è sempre spostato per soddisfare la sete di sapere.E’ bello fare nuove esperienze ,ci fortifica il carattere e poi dopo la maturità vi aspetta l’università,saranno nuove esperienze per la vita avvenire.


  • Zuzzurellone Sipontino

    Alberghiero = Lavoro

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