Manfredonia
A cura di Benedetto Monaco

Manfredonia: “Fior di copertura per la storica struttura del Castello e non solo”

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Manfredonia, 17 settembr e2017. ”Gentili lettori quella che segue è la condivisione di un’originale “Velarium” pensato per la copertura di edifici storico culturali e probabilmente adattabili, con opportune modifiche, pure per le piazze pubbliche e private a protezione non solo di piogge e/o Sole intense/o ( probabilmente anche chi si occupa di protezione civile potrà intuirne altre funzionalità).

Pertanto sia i professionisti che i semplici cittadini possono dire la loro, esprimendosi possibilmente con cognizione di causa. Premesso che la possibilità di realizzare un’idonea ed originale copertura su fortificazioni tipo il Castello di Manfredonia sortì prima dei lunghi lavori di restauro del Museo Nazionale di Manfredonia e che, non trovando la possibilità di essere messa in discussione, è stata ripresa a distanza di anni. A ricordarlo uno dei recenti eventi al Castello rinviati per la pioggia, pertanto con la presente cercherò di far’ intendere quanto non solo le immagini di copertina fanno in maniera intuitiva.

Praticamente la trovata consiste nel posizionare una gru, alta quanto basta, dove un tempo sorgeva la Quinta Torre del Castello di Manfredonia, prossima al torrione di San Michele, collegando al braccio della gru un montacarichi che con un idoneo gancio può sostenere, anche grazie a degli appositi anelli, un enorme Velarium “drappo” ( magari di color rosso porpora come quello trovato sull’altare di San Michele alla sacra grotta del Gargano). La stoffa per la copertura può essere costituita da un tessuto: leggero, impermeabile, resistente ed ignifugo; da collegare con apposite funi alle 4 torri interne: da quella Quadra a quella di San Michele, mediante quattro botticelle es.: piene di sale e pesanti quanto basta a reggere adeguatamente i carichi da ancorare in maniera altrettanto efficace ed efficiente. La pendenza della copertura può essere tale da consentire una scorrevolezza importante fino al perimetro dell’area circostante sotto cui bisognerebbe adeguare delle opere di canalizzazione atte a far defluire le acque piovane. Anche per questo sui luoghi di accesso alla piazza es.: la porta “Bianca Lancia” si può immaginare di realizzare una tenda di fortuna atta ad impedire di essere bagnati dall’effetto cascata (possibile in caso di forti piogge) altre soluzioni originali in merito saranno comunicate prossimamente assieme a proposte per la pavimentazione del piazzale interno e potenziali funzionalità della fortezza della nostra città.

Una delle immagini unite a questa pubblicazione evidenzia da una data prospettiva delle corde nere, che collegate alle 4 torri possono agganciarsi al montacarichi centrato alla punta del braccio della Gru, così come per la struttura ovoidale funzionale. Infatti, il montacarichi, anche in funzione dei vari contrappesi posizionati sotto e sopra la gru, può sostenere ad es.: un elemento di colore nero e di forma “circolare – ovoidale”, che oltre a conferire una maggiore stabilità al “Velarium”, può permettere la diffusione di luci e suoni conferendone una funzionalità, che ne rimarca l’originalità. Una volta realizzato non sarà difficile percepirlo come un’enorme ragno “stroboscopico ed acustico”, pure per questo può prestarsi a ballare la tarantella?

In ogni modo la struttura nel suo insieme richiama un fiore rosso, che come un alto papavero può essere ricordato da tutti coloro che notando i papaveri dei campi, sapranno che sotto quelli giganti si può persino ballare ed all’occorrenza sfilare in abiti d’alta moda, di qui il rimando alle strutture che vorranno dotarsi di tale impianto anche con relative varianti es.: dai colori dei petali agli ambienti in cui possono adattarsi. Lo “stelo verde” ( la torre verticale e braccio della gru ) vuole comunicare che esiste un modo green ed intelligente di costruire, vedesi bioarchitettura ed edifici antisismici. A tal riguardo la struttura di copertura concepita per il Castello di Manfredonia può adattarsi in caso di necessità come alloggio di fortuna in caso di eventi tellurici tanto forti da compromettere l’abitabilità di taluni edifici. Probabilmente quella trovata è una “cavolata”, ricercata a causa del fatto che una direttrice storica del Castello non avrebbe voluto alcun intervento invasivo su un bene storico da preservare e valorizzare, ed a ben rifletterci la soluzione ritrovata può essere congrua con tali esigenze, in quanto non intacca in alcun modo la struttura. Questa soluzione provvisoria ed amovibile con valide argomentazioni può far fronte a facili critiche. Pure chi volesse obbiettare della presenza stabile della gru deve sapere che a causa di periodici riallestimenti dell’area può essere necessario spostare dei carichi pesanti come colonne, capitelli ecc. Mentre buttata sul piano simbolico potremmo dire che ricorda “il circo” un ambiente che rimanda all’imperatore “nomade” Federico II, padre di colui che diede il nome alla città di Manfredonia. Da un punto di vista allegorico una gru così singolare può  rappresentare il fatto che la nostra città è e sarà per tanto tempo un cantiere aperto, ci si auspica anche per le idee, infatti qualora questa è da scartare ne conosco una seconda più sofisticata che per una questione di prospettiva sta facendo un po’ arrovellare l’inventore in questione, anche per questo lo stesso estende la richiesta d’incontro a potenziali addetti ai lavori con cui confrontarsi ed a cui evidenziare ulteriori vantaggi da stimare.

Probabilmente anche loro considereranno la soluzione: semplice, grezza, veloce, affidabile, simbolica, significativa ed utile? Chi s’intende di “Fisica” probabilmente comprenderà come sarà semplice posizionare l’innovativa copertura, infatti con poche manovre della Gru e l’ausilio di personale competente il tutto può essere un gioco da ragazzi. L’importante è avere valide e solide basi, che in questo caso si fondano sui binari della gru e relativi pesi, che non solo simbolicamente, possono rimandare anche all’importanza della ferrovia in città per cui a breve potrà essere attivata una petizione. Siccome pure questa soluzione originale merita attenzione, ci ritorneremo con ulteriori chicche ( luminose quanto la stella più vicina colta in due scatti al monumento di Re Manfredi e paragonabile ad una delle più luminose come Aldebaran, che alcuni riconducono all’Arcangelo Michele). Quindi volendo il fior di copertura assieme ad altre pensate luminose potranno contribuire ad accrescere le presenze turistiche divenendo dei veri e propri fiori all’occhiello. Per questo è pensabile retribuire pure gli “artisti – inventori”? I quali più che per premi e riconoscimenti, lavorano per gli emolumenti utili a continuare a scrivere una storia “infinita”. Pertanto coloro che vorranno attribuire un valore economico, alle soluzioni in parte comunicate, volendo partire dall’attribuire un voto scolastico tipo un 10 possono moltiplicarlo al costo di realizzo della struttura per la retribuzione all’autore dell’opera d’ingegno, legata non solo al mondo dell’arte?”.

A cura di Benedetto Monaco , scrittore, artista, inventore

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Manfredonia: “Fior di copertura per la storica struttura del Castello e non solo” ultima modifica: 2017-09-17T09:05:35+00:00 da Benedetto Monaco



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Commenti


  • ciro

    benedetto sei tu nei secoli non dare queste idee .perche se poco poco vengono fatte le sbaglieranno ricordati che abbiamo degli ingegneri che storpiano tutto (vedi ponte stazione vedi f
    rangiflutti ecc ecc ciao saluti.


  • Giorg

    Ci vuole una notevole fantasia per immaginare una porcata simile

  • Ue Ciro il principio è di aprire un tavolo tecnico in cui evidenziare la progettualità ad esperti del settore: ingegneri, architetti, elettricisti, ecc. che hanno già dato prova della loro affermazione ed affidabilità professionale e siccome pure agli esperti potrebbe sfuggire qualcosa… si può pensare di immettere sul web il progetto di massima, che in itinere può essere integrato da osservazioni anche di comuni cittadini, in questo modo, anche in base alle criticità rilevate, si possano sviluppare degli accorgimenti atti a perfezionare delle prospettive utili e significative basta volerle… by Benedetto Monaco in arte detto Bene

  • * errata corrige “si possono sviluppare degli accorgimenti atti a sviluppare delle soluzioni idonee e quindi atte a perfezionare delle prospettive utili e significative … di modo da far intendere a chi la considera una porcata che di tutte le accortezze messe in atto per poter realizzare qualcosa di originale e funzionale non si butterà via nulla … dunque ben vengano le critiche costruttive l’autore Ben Acta


  • Ivano Cipolletta

    si pensa alla copertura ma non a ripristinare i parcogiochi per bimbi


  • Lecchino

    Perfetto, diamo il progetto in mano allo studio che ha progettato le bariere frangiflutto di Siponto, così vedremo nascere una palude anche nel castello 🙂

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