Manfredonia
"Coinvolgiamo la cittadinanza più giovane, rendiamola protagonista di un cambiamento che la stessa sta chiedendo da anni"

Manfredonia, studente “Perché i giovani non possono essere più protagonisti della loro città?”

"Cosa cambierebbe se il Comune buttasse giù un po' di mattoni e strutture abusive e creasse parchi, spazi per i giovani, centri, laboratori giovanili...?"


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Manfredonia, 17 settembre 2017. ”Gentile redazione di StatoQuotidiano, leggevo del malcontento rispetto l’operato dell’AmministraZIONE, leggo spesso di una Cittadinanza STUFA di non vedere più in avanti di quattro mura abbandonate al passato…

Beh, sicuramente è difficile svolgere un buon lavoro di rappresentanza, è davvero un compito oneroso amministrare e gestire un territorio difficile come il nostro nonostante le poche risorse ma…
Qui non si parla solo di impossibilità nel produrre grandi opere e ma anche di una palese mancata efficienza e giovanilità, poche idee, troppi soldi spesi per mattonelle bianche che dopo mezza settimana hanno fatto sembrare il nostro centro storico una discarica.

Quanto ha perso Manfredonia ultimamente e perché ha perso? Magari i dati sul turismo dicono il contrario, spero, ma la cittadinanza questa Manfredonia poco pulita, aperta e civile, poco verde, poco giovane e divertente la avverte, la subisce e la disgusta.

Cosa cambierebbe se il Comune buttasse giù un po’ di mattoni e strutture abusive e creasse parchi, spazi per i giovani, centri, laboratori giovanili…?
Perché si punta così poco su un servizio di trasporti efficiente?

Perché non si rivalutano spazi come la Piazzetta Mercato (la vera terrazza sul Mare), la Villa (una discarica senza controlli dove da anni circolano le peggiori droghe), la Rotonda…? Perché si fanno tanti lavori e architettati male (basta vedere le nuove fontane che sembrano esser state create per la creazione di un laghetto artificiale) e comunque abbandonati a se stessi? Basta vedere mosaici e opere sul Lungomare del Sole. Basta vedere un Porto Turistico, per cui milioni sono stati spesi, lasciato all’abbandono.

Perché la cittadinanza under 30 non ha mai avuto un ruolo, seppur marginale, nella vita del Comune? Perché i giovani non possono essere più protagonisti della loro città? Vi fa paura la street art? Va bene, ma coinvolgiamo la cittadinanza più giovane, rendiamola protagonista di un cambiamento che la stessa sta chiedendo da anni. Perché non c’è sensibilizzazione? Formazione? Viviamo in un territorio devastato dalle mafie, dal caporalato, dalla mala gestione dell’immigrazione, dall’omofobia e da tante realtà per noi degradanti, realtà contro cui dovremmo lottare per CAMBIARE.

Perché meno fondi per il Carnevale e Festa Patronale, meno ogni anno, per le nostre tradizioni, quelle che ci rendono unici?

PERCHÉ SEMPRE MENO DI QUELLO CHE MERITIAMO?

Signor Sindaco, sinceramente che lei volesse diventare un parlamentare o meno non interessa ma spero possa ricordare ogni giorno il suo incarico, possa ricordare quali sono le promesse e gli impegni ,nei confronti della Cittadinanza, che esso comporta. Spero possa iniziare finalmente a far qualcosa di concreto per noi, per farci essere come sempre, fieri di essere Manfredoniani.

Buona giornata,
(Michele Patetta, manfredoniano, 20 anni, Studente di Giurisprudenza)

Manfredonia, studente “Perché i giovani non possono essere più protagonisti della loro città?” ultima modifica: 2017-09-17T09:52:41+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Duosiciliano Patriottico

    Perché i giovani di Manfredonia non devono usare il cervello, devono tenerlo spento o spegnerlo riempiendosi di alcol, l’unico “intrattenimento” di questa città, altrimenti poi quelli al potere inizierebbero a tremare


  • cittadino

    Al potere da fastidio anche il senso critico espresso civilmente attraverso i forum, da fastidio il dire comune, che si parli in senso negativo, non in tutto, ma per le cose che non fanno e/o che non si riescono a disciplinare al meglio, alle tante cose/opere lasciate incomplete nonostante decenni di vita amministrativa spesi per cambiare…. Niente…. Anzi se ne sono aggiunte delle altre (es. ex nautico, museo del mare).
    La prossima giunta auspico che calendario o come diceva qualcuno attui dei cronoprogrammi, che se non rispettati devono eliminare gli incompetenti e falsi dalla scena politica amministrativa di questa città che sta sprofondando nell’indokezza più assoluta.


  • Giovanni

    Michele… dai retta me chd vivo fuori da 10 anni, vai via!


  • Un cittadino

    Oggi i giovani (ovvio in generale) non sono in grado (dispiace dirlo) di “essere ù protagonisti della loro città”, e (ndr) dell’Italia intera, per combattere “in un territorio devastato dalle mafie, dal caporalato, dalla mala gestione dell’immigrazione, dall’omofobia e da tante… realtà per noi degradanti”.
    I motivi sono diversi. I principali:
    1. la loro ignoranza dei veri problemi… che li riguardano, (se fossero a conoscenza delle cose che vengono decise sulle loro teste e a loro danno, forse, imbraccerebbero i fucili);
    2. molti possiedono un’auto, hanno i soldi per una pizza e una birra, per l’acquisto e la ricarica di un cellulare, ecc. (ci sono genitori e nonni…);
    3. molti (non tutti) bivaccano per anni nelle università italiane, pensando a divertirsi… e poco, molto poco, a studiare;
    4. l’incapacità di organizzarsi in “veri movimenti” in grado di far sentire “forte e chiara” la loro voce;
    5. sono vittime “delle lusinghe… dei partiti” nelle campagne elettorali amministrative e politiche, e della propaganda (falsa e menzognera) dei media prezzolati di regime.


  • Giovanni

    Michele dai retta a uno che vive fuori da manfredonia da 10 anni, vai via! Consiglio personale che potrà essere molto utile.


  • Osservatore discreto

    Infatti stamattina ho visto per terra decine di bottiglie di birra e vino e anche di alcool..qualcosa di terribile. Moltissimi ragazzi e ragazze didi Manfredonia dai 10/12 in su un buon 65% è dedito al consumo di alcool, tabagismo e narcotici.


  • lino

    Io ho 62 anni, purtroppo non ne ho 20, ma stiamo attenti a generalizzare.
    Quando si parla dei giovani che si dedicano al consumo di alcool o altro io sono convinto che costoro sono la minoranza dei giovani manfredoniani, ma sono quelli che fanno più “rumore” e che diventano purtroppo rappresentativi del mondo giovanile (e non solo).
    La maggioranza silenziosa è poco appariscente e, spesso, non ha i mezzi per apparire o per far “rumore”.
    Sono quelli, e penso sia anche il caso di Michele Paletta, che dovremmo aiutare a rendere cittadini attivi della nostra Manfredonia dando spazio alle loro idee.

  • Ringrazio tutti per aver commentato e condiviso l’articolo da me inviato alla redazione.
    Purtroppo i giovani Manfredoniani si, fanno uso di alcool, ma sarà forse anche per mancanza di alternative?
    Comunque qualcuno ha parlato di potere, quale? Il potere dovremmo essere noi, siamo in democrazia e rispondendo ad “Un Cittadino”: non siamo protagonisti anche perchè per noi non sono riservati spazi per esprimerci, conoscerci e partecipare alla vita di una comunità di quasi 60000 abitanti. Non tutti scelogono di bivaccare soprattutto come chi come me non può studiare senza borsa di studio, per chi come me ha deciso di fare militanza in un’associazione studentesca e rappresentare un collegio universitario.


  • Gaetano

    La mancanza di prospettive fa fare e pensare a cose stupide. Questa città sta peggiorando e i passi indietro son vistosi e leggibili dalle notizie di cronaca già su questa testata. È facile accusare la classe amministrativa che ha fatto usi distorti di e in questo territorio ma non vedo altro responsabile insieme a una cittadinanza che ha permesso alle urne tutto ciò. Le menti sane e istruite sono andate via e continueranno ad andare via.


  • Michelantonio

    Non sono d’accordo ad ETICHETTARE tutti i giovani di Manfredonia come dei consumatori di alcool e droghe, quando in altre citta’ e’ molto piu’ diffuso, essendo un problema del nuovo progresso sociale con i vari problemi.
    Caro Michele, devi sapere che Manfredonia e’ una citta’ dove possono vivere , e star bene, determinate categorie di cittadini come : pensionati, falsi invalidi, socialmenti inutili, lavoratori in nero…., infatti con i loro voti di convenienza mantengono una classe politica che non ha mai pensato ad un vero sviluppo economico del Paese, creando posti di lavoro.
    L’unico progetto di sviluppo e’ stato ul famoso ‘ CONTRATTO D’ARIA fresca’ , che e’ servito a molti piccoli imPRENDITORI di prendersi finanziamenti statali per le proprie tasche.
    Per i giovani, tolti quei pochi posti di lavoro, dove bisogna accontentarsi di 600 euro al mese, per dieci ore lavorative al giorno, non vi sono spazi, specialmente per i laureati.
    Fra non molto, scapperanno via anche i pensionati, che con la misera pensione che percepiscono, si recheranno in quelle nazioni dell’Est Europa dove potranno condurre una vita piu’ serena.
    Tutto questo si giustifica con un futuro sviluppo TRISTICO, come un miracolo che porti lavoro e benessere, ma resta una speranza per tutti coloro che non si vogliono spstarsi ed andare a trovare quel poco lavoro che ci e’ rimasto.


  • Don Bastiano

    Il demone del male, del vizio, regna sovrano a Manfredonia, senza distinzione di fase di età e ceto sociale. Molte ragazzine e ragazzini emulano i genitori e mi fermo qui.


  • Severino

    Ma quale protagonisti!! I protagonisti sono i burattinai e la lo servitù. Fuggite da Manfredonia! Purtroppo il DNA del popolo sipontino è contaminato di masochismo puro, primordiale superficialità e asservimento assoluto a chi rappresenta il potere. Ci vorranno ancora secoli per veder modificato il nostro DNA! Chi può progetti il suo futuro fuori da Manfredonia.


  • I 5 uomini adamiti dediti al tiro alla fune con Q.S?

    Ragazzi non fatevi manipolare dai falsi messia, portate avanti le vostre idee e ricordatevi che nella vita le tappe più belle sono quelle che si raggiungono con le strade piene di sacrificio e passione e non quelle che si intraprendendo svendendo la propria dignità.


  • Michele Eugenio Di Carlo

    Il giovane Michele Patetta solleva alcune questioni e cerca risposte che la sua giovane età non riesce a dare. E qualcuno gli suggerisce di andare via. Se Michele lo farà saremo diventati tutti ancora più poveri e avremo fatto un passo indietro nel sottosviluppo. E’ proprio del tutto normale che i nostri giovani continuino ad emigrare? No! Ed è sempre colpa delle nostre amministrazioni? No! La colpa della nostra classe politica è quella di essere stata selezionata per servire interessi diversi da quelli del nostro Sud.
    L’emigrazione, che potrebbe essere vista come la logica conseguenza delle parole di Michele, è sempre la prova di un’economia sottosviluppata che non utilizza le proprie risorse o, meglio, le cui risorse vengono sfruttate da multinazionali e gruppi affaristici di aree sviluppate con il beneplacito di politiche interne ed esterne compiacenti.
    Quando questo avviene all’interno di un’area geografica politicamente unita, come l’Italia, le considerazioni e le analisi non possono essere occultate: prima o dopo emergono.
    Dagli inizi degli anni Novanta il Mezzogiorno è completamente fuori da qualsiasi progetto politico e la vecchia “Questione Meridionale” è stata mestamente messa in soffitta. Gli effetti sullo sviluppo locale di queste politiche non possono che farsi sentire. Investimenti produttivi e sviluppo non possono nascere dalla cementificazione e dalla costruzione di infrastrutture inutili: non è solo il porto turistico di Manfredonia ad essere un fallimento. Chi ci guadagna da queste cattedrali nel deserto? Non certo il Sud.
    Siamo stati trattati come “palla al piede” dell’ Italia con la conseguente convinzione che lo sviluppo potesse avvenire senza tener conto delle problematiche delle aree arretrate da lasciare al proprio destino; la nascita di una “Questione Settentrionale” che ha avuto sfogo con l’avvento della Lega Nord, partito che quando al governo ha voluto ed ottenuto l’ampliamento del divario nord-sud, come mai avvenuto in precedenza. Di fronte a queste politiche coloniali siamo stati lasciati soli.
    E non diamoci addosso da soli con la questione della Cassa del Mezzogiorno: ha destinato risorse straordinarie al Sud mentre la spesa ordinaria destinata ad esso decresceva di pari passo. Infatti, gli investimenti produttivi che negli anni Sessanta erano dello 0,87% del Pil, oggi si sono ridotti allo 0,15% e sono i soli che possono generare sviluppo e occupazione.
    I giovani devono sapere, studiando e facendo ricerche, che esiste un collegamento certo tra emigrazione, imperialismo e colonialismo.
    Lo stesso presidente Gentiloni alla Fiera di Bari è tornato sulla Questione Meridionale. Forse perché la Regione Puglia ha istituito la Giornata della Memoria delle vittime meridionali del Risorgimento? Certo è che Gentiloni ha ammesso le gravi ingiustizie perpetrate contro il Sud (non succedeva da decenni): «Dobbiamo farne una battaglia culturale – ha spiegato Gentiloni – Abbiamo alle spalle anni di solitudine nella discussione sul Mezzogiorno, abbiamo lasciato passare l’idea che discutere della questione meridionale fosse male e quindi fosse più proficuo banalmente non parlarne. Dobbiamo mettere, e il mio Governo lo sta già facendo, al centro dell’agenda politica un impegno straordinario per il Mezzogiorno».
    A noi basterebbe, in verità, – lo ripeto ad ogni occasione – un banalissimo impegno ordinario. E i giovani devono pretendere che venga rispettato questo impegno, perché, se come sempre accaduto alle parole non dovessero seguire i fatti, i giovani continueranno ad emigrare, portando altrove, a costo zero, cultura e competenze, lasciando sempre più povero il nostro territorio e sempre più deboli le nostre speranze.


  • angelo r

    Caro Michele,

    non c’è bisogno che sia il comune a darti quello che chiedi. Puoi costruirlo dal basso senza il permesso di nessun altro. Da due anni allo spazio popolare autogestito “Nicola Lovecchio” tra presentazioni di libri, eventi culturali e musicali, assemblee e azioni di protesta teniamo viva una parte della città che esprime dissenso. Se vuoi passa a trovarci in piazza giovanni bovio n.8.
    Se non ti piacciamo? Può succedere, ma possiamo dimostrarti che si può costruire in città se si ha il coraggio e la perseveranza. E aggiungo che conviene costruire da sé e con le proprie forze, visto che nessun politicante ti regalerà quello che tu chiedi senza chiedere in cambio qualcosa, molto spesso l’anima.

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