Capitanata

“Foggia, brutta da non credere”. Associazioni chiedono a Mongelli di cambiar passo


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Da sinistra: Vincenzo Rizzi, Rita Saraò, Chiarastella Fatigato, Pino Maccione, Nino Abbate (St)

Foggia – NON vanno troppo per il sottile, le 13 associazioni che, questa mattina, hanno indetto una conferenza stampa per dire la propria sulla questione-Foggia (Agedo, Aics, Arci, Capitanata Futura, Centro Studi Naturalistici, Cerchio di Gesso, Cicloamici, Donne in rete, Forum Beni Comuni, Gaas, L’Aquilone, Legambiente Circolo Gaia, Musica è, Teatro dei Limoni, Wwf). Ovvero su degrado, disagio, verde, Tarsu, scioperi. E, soprattutto, sulle spine Giunta, rimpasto, competenze. Non vanno troppo per il sottile bocciando, nei fatti e nelle parole, i primi due anni e spicci dell’amministrazione a guida Gianni Mongelli. Anche se nessuno, tranne Rita Saraò (Donne in rete) ha l’ardire di dirlo esplicitamente: “Non possiamo essere soddisfatti di come sono andati questi anni. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Abbiamo creduto nel primo cittadino e l’abbiamo sostenuto. Ma…”. Ma il tempo della propaganda è finito, le urne sono chiuse da un pezzo e, tirando le somme, c’è poco o nulla di cui essere felici e soddisfatti. L’entusiasmo della campagna elettorale s’è tramutato in depressione andante anche fra coloro i quali, espressioni del mondo associazionistico, fanno capo a singoli o partiti che sostengono senza mezzi termini la Giunta.

CHIARASTELLA FATIGATO: “VIA AL PUG” – E allora “bisogna ripartire, passando dalla fase dell’emergenza a quella della gestione del territorio” è la sentenza di Chiarastella Fatigato (Capitanata Futura, punto di riferimento: Peppino D’Urso). Da dove si riparte? “Dal Piano Urbanistico Generale, dai laboratori per il Pug”. Ovvero, da una progettazione strategica che va in controtendenza rispetto al ricatto delle varianti. “Ormai quel che è fatto è fatto”, ragiona Nino Abbate, “guardiamo avanti”. Arrendevolezza? Tutt’altro. Lo stesso Abbate promette battaglia senza resa: “Abbiamo già messo al corrente il sindaco delle nostre intenzioni battagliere”, dice sventolando due fogli A4 scritti fitti fitti in cui le tredici associazioni enumerano le mete possibili sottoposte al sindaco in un incontro svoltosi in comune lo scorso 11 ottobre. “Incalziamo, monitoriamo controlliamo”.

“UNA CITTA’ COSI’ BRUTTA DA NON SEMBRARE VERA” – Cosa? Innanzitutto, che ci sia una discontinuità rispetto alla gestione trascorsa. Fattuale, ma anche a livello umano. “Vogliamo competenze in giunta per ogni settore”, è la richiesta lanciata da un agguerrito Vincenzo Rizzi (Centro Studi Naturalistici Onlus). Promessa che, ci assicura qualcuno in privato, Mongelli non si è sentito di prendere. D’altronde, le voci corrono forte e vanno in direzione ostinata e contraria di questa precisa richiesta. Con tutta probabilità, infatti, oltre la metà degli assessori rimarranno in seno al Governo della città. “Una città così brutta da non sembrare vera”, calca la mano Rizzi. A mortificarla, ragiona la Saraò, “è stata la politica” che, chiosa Abbate in una sorta di discorso a tre voci, “non ha capito che oggi occorre uscire dalle stanze dei partiti per prendere le decisioni”.

TRASPARENZA – Ed ecco il primo vero obiettivo condiviso, la partecipazione. Nel documento è addirittura posta prima in premessa: “per una migliore qualità della politica indissolubilmente legata alla migliore partecipazione reclamata con forza dai cittadini”. E, poi, richiamata in tre capitoletti: “Legalità e trasparenza”, “Comunicazione efficace e rapporto diretto con i cittadini” e “Democrazia partecipata”. I portavoce delle associazioni, insomma, assediano Mongelli dal punto di vista della verità, sottolineando come, per quello che chiamano “cambio di passo” (e questo è politichese spinto), necessiti una “comunicazione più efficace fra ente e cittadini”. Che, ad esempio, passa per la creazione di un Laboratorio per la comunicazione, che soppianti il monopolio dello staff comunale ed introietti la società in una nuova stagione partecipativa. Anche per evitare le incomprensioni giunte sulla questione parcheggi. Accusa Pino Maccione (Legambiente circolo Gaia): “Sospeso il giudizio nel merito, critichiamo il metodo scelto dall’amministrazione, che ha imposto un sistema organizzativo calato dall’alto e non concertato con chi, direttamente, ne avrò quotidiano rapporto: i cittadini”.

PUG – Il secondo, come ampiamente detto, è l’applicazione del Pug. Nell’incontro di martedì – e nel documento presentato ai taccuini – le associazioni hanno “dato al sindaco sei mesi”. Prima di convenire che “un anno è un limite più che accettabile”. Basta, dunque, con varianti ed housing sociale. Si, piuttosto, a una “redifinizione funzionale e morfologica della città esistente, così che da pratiche episodiche, legate alla richiesta di fondi regionali e europei, esse divengano prassi costante della città, che cresce su se stessa”. O, per sintetizzarla con la Fatigato: “Buone prassi”. Quelle che, a quanto dicono, oggi mancano.

p.ferrante@statoquotidiano.it
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“Foggia, brutta da non credere”. Associazioni chiedono a Mongelli di cambiar passo ultima modifica: 2011-10-17T15:17:38+00:00 da Piero Ferrante



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Commenti


  • Nico Baratta

    Alla riunione per stabilire i punti da sottoporre al Sindaco c’ero anche io come Capitanata Futura. Condivisi alcuni punti, devo dire che altri non sono stati trattati ed erano punti che sia il Cerchio di Gesso che il Teatro dei Limoni aveva posto in evidenza con molta forza, ovvero sulla Qualità della Poltica, punto fondamentale per continuare a discutere. Altro punto legato al PUG era quello dei Quartieri Settcenteschi, sempre nominati quando fa comodo e mai trattati quando bisogna avanzare proposte. Mi dispiace, ma credo che il Sindaco debba conoscere anche gli altri punti che altre associazioni hanno posto in evidenza. Questa io la chiamo trasparenza e correttezza. Grazie.

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