Cinema

Contaminazioni. Pino Pascali e il cinema anni ’60

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Pascali, cinema anni '60 (contaminazioni)

Bari – LA Fondazione Museo Pino Pascali organizza nell’ambito della Sezione Didattica, la mostra ‘Contaminazioni. Pino Pascali e il cinema anni ’60’, a cura di Yamuna J. S. Illuzzi e Serena Specchio, in collaborazione con la Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo – Mediateca regionale. L’inaugurazione e la prima visita guidata sono previste per sabato 20 ottobre, alle ore 10:30.

La mostra intende indagare i possibili influssi tra l’opera artistica di Pino Pascali e il cinema attraverso una selezionata esposizione di manifesti e locandine dei film prodotti e distribuiti nelle sale cinematografiche tra il 1960 e il 1968, anno della scomparsa dell’artista.

Il percorso espositivo si snoda tra manifesti e locandine originali, spezzoni di film e pannelli fotografici atti a comparare le contaminazioni volontarie e involontarie tra Arte e Cinema, due linguaggi entrambi basati sull’immagine. L’arte visiva e il cinema anni 60’ possono essere studiati di pari passo per ricostruire alcuni aspetti dell’Italia anni ’60 quali il boom economico, la guerra in Vietnam e la protesta giovanile, la ricerca di una dimensione più armonica con la natura e l’attenzione delle nuove generazioni verso scenari pacifisti e gli studi di antropologia culturale.

La produzione dell’artista pugliese si è articolata in cicli di opere e, per alcuni di essi, è stato possibile trovare precise corrispondenze in ambito cinematografico.


Le sezioni in cui si articola la mostra sono: Pascali e la sua Africa.


La società sempre più tecnologizzata, meccanizzata ed industrializzata degli anni ’60 muove l’attenzione degli studiosi, come Levi-Strauss, verso orizzonti opposti, la ricerca delle origini e di stili di vita più naturali. Tarzan è l’eroe per eccellenza dell’epoca e i film dei quali è protagonista, già in produzione dai primi decenni del ‘900, non solo conoscono ampia diffusione ma vengono anche riprodotti in gran copia e finanziati nuovi episodi (Tarzan in India, Tarzan contro gli uomini blu, etc.). L’interesse per il selvaggio e il primitivo si leggono in diverse opere di Pascali: gli spot pubblicitari in cui raffigura animali della savana per lo studio Lodolo-Saraceni, le finte sculture rappresentanti frammenti di rinoceronti, dinosauri ed enormi cetacei e ancora le liane, i ponti realizzati in strutture di pagliette di lana d’acciaio, gli attrezzi agricoli, etc.


Il gioco delle Armi
. Le Armi per Pino Pascali hanno una valenza soprattutto estetica, sono assemblaggi di oggetti disparati che imitano armi vere ma che, a differenza di queste ultime, non sparano. Gli spazi espositivi si trasformavano in campi da gioco-militari e, per aumentare la finzione, Pascali stesso si metteva in scena travestendosi da soldato. Il personaggio cinematografico che ha una simile visone delle armi è James Bond. L’agente 007 in ogni episodio della saga sfoggia innumerevoli gadget, dalla sigaretta esplosiva alla scarpa-pugnale (Agente 007 – Si vive solo due volte, Agente 007 – Dalla Russia con amore, etc.). Le armi non rispecchiano per nulla la pericolosità che viene loro attribuita nel mondo reale ma, al contrario, la giocosità e la funzione estetica.


Dolce Roma anni ’60
. La Roma del boom economico nella quale il giovane Pascali visse, studiò ed operò come artista viene descritta attraverso film dell’epoca come La dolce vita, Uccellacci e Uccellini, I mostri. Uno degli aspetti, prodotti del benessere economico, sui quali Pascali si sofferma maggiormente è l’immagine della donna, il cui corpo negli anni ’60 viene liberato dalle costrizioni precedenti ma anche mercificato e riproposto ossessivamente (Lolita, Le tentazioni del dottor Antonio in Boccaccio ’70). L’artista pugliese in opere come Seni, Gravida, Grande bacino di donna, Primo Piano Labbra, ingrandisce dettagli del corpo femminile mostrandosi così molto vicino alle istanze della Pop Art americana; allo stesso periodo appartengono alcune opere in cui rimpicciolisce monumenti romani: Roma è la vera protagonista che stimola l’immaginario anche degli artisti amici di Pascali, da Cesare Tacchi a Franco Angeli, da Sergio Lombardo a Renato Mambor, figure fondamentali della ‘Scuola di Piazza del Popolo’.

La mostra è visitabile nei seguenti giorni ed orari:
dal 20 ottobre al 18 novembre 2012
dal martedì alla domenica ore 11–13 / 17-21
lunedì chiuso
Fondazione Museo Pino Pascali
Via Parco del Lauro 119
Polignano a Mare (Bari)

Visite guidate su prenotazione
Info e prenotazioni:
Tel: 080 4249534 (orari d’apertura del Museo)
E-mail: segreteria@museopinopascali.it, yamuna.illuzzi@gmail.com
Sito internet: www.museopinopascali.it

IMMAGINI DELLA MOSTRA


Redazione Stato



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