Foggia

Don Uva, Task Force: “serve amministrazione controllata”

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Una passata assemblea del Don Uva di Foggia (STATO@ - archivio)

Foggia – “LA Task-Force Regionale chiude a Riccio sul Don Uva: niente aiuti se non arriva l’amministrazione controllata è quanto gli stessi componenti della task-force capeggiati dall’’Assessore Regionale Elena Gentile hanno comunicato ai vertici aziendali del Don Uva ed alle organizzazioni sindacali”. Lo dice in una nota Massimiliano Di Fonso, Segretario Confederale Usppi.

FOCUS DON UVA, I DEBITI

“Un incontro non produttivo e soprattutto sterile poiché è emerso tutta la indifferenza regionale sulla vertenza ma soprattutto un obiettivo, quello di Decapitare il Management Aziendale del Don Uva con l’amministrazione controllata e poi preoccuparsi del futuro della sorte dei 587 lavoratori del Don Uva (153 sono gli esuberi a Foggia) L’amministrazione controllata chiesta dalla regione non potrà essere accolta poiché la Legge Marzano non si applica agli Enti ecclesiastici, ma cosa realmente preoccupa è che senza gli interventi regionali gli esuberi non potranno essere ridotti e certamente ci sarà un Massacro Sociale a cui molti dovranno assumersi la responsabilità di essere stati incapaci di poter aiutare i lavoratori e L’ente nel mantenimento dei posti di lavoro”.

“Si ricorda che gli esuberi emersi dal piano di impresa vengono fuori dall’istituto ortofrenico mai riconosciuto dal governo regionale come posto letto, quindi ogni qualvolta viene a mancare un degente lo stesso non viene conteggiato come posto letto quindi perso il paziente persa la retta giornaliera. Infatti in 7 anni si sono persi circa 400 pazienti dello stesso che hanno generato l’attuale esubero con una perdita per le cassa dell’Ente di circa 120 Milioni di Euro“. “Oltre al danno la beffa del mancato pagamento da parte della Asl Bat di 26 Milioni di Euro che l’Ente vanta e che a tutt’oggi non sono stati pagati”. “Questa è la politica regionale, questo è quello che avviene in Puglia, nella puglia di Vendola che dovrebbe essere italianizzata”.

Massimiliano Di Fonso, segr. generale Foggia e segretario regionale aggiunto sindacato USPPI(St)

“Nessuno sa però quello che accadrà, certo è che se a Foggia non dovesse bastare l’accompagnamento alla pensione di molti dipendenti, saranno molti altri lavoratori a pagare il prezzo del posto di lavoro, e tutte le istituzioni si assumeranno gravi responsabilità ivi compreso le iniziative estreme che saranno decise assieme ai lavoratori nei prossimi giorni”, conclude Di Fonso.


Redazione Stato@riproduzioneriservata



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