Capitanata

V.Rizzi (m5s); Aree protette: non c’è nulla da tagliare

Di:

Vincenzo Rizzi (CSN)

Vincenzo Rizzi (CSN e mSs Foggia)

Foggia – “IL grande Terminator Monti prova a completare l’opera intrapresa dai governi di centro destra, di distruggere il sistema dei Parchi Nazionali e, in generale, delle aree protette, al fine di aprire questi tesori nazionali alla speculazione, a partire da quella fondiaria, alle trivellazioni, per finire alla pseudo-economia verde fatta di termovalorizzatori (alias inceneritori), di torri eoliche e campi fotovoltaici”. Lo dice in una nota Vincenzo Rizzi, del Movimento 5 stelle di Foggia.

“Questa ennesimo tentativo nasce attraverso l’operazione che il nostro premier anglofono chiama spending review (anche se, per correttezza, l’introduzione di questi inutili vocaboli li dobbiamo a un ministro del Governo prodi, Padoa Schioppa), dimenticando che l’Italia ha una sua propria lingua, e il significato di quei vocaboli è:revisione della spesa. Ma torniamo al nuovo attacco al sistema dei Parchi, mediante l’ennesimo taglio del 10% (che si somma a quelli precedenti) che comporterà per molti Enti la messa in mobilità del personale e l’impossibilità di svolgere le attività istituzionali di tutela, promozione e governo del territorio”.

E’un attacco teso a distruggere ciò che di buono era stato ottenuto dopo decenni di battaglie ambientaliste. Sembra di assistere nuovamente al ritorno delle feroci truppe Sanfediste in versione postmoderna, che fanno terra bruciata delle recenti conquiste in campo della tutela del territorio sotto la bandiera del risparmio, ma che in realtà nascondono interessi privati”.

Per queste ragioni gli attivisti del Movimento Cinque stelle di Foggia ritengono inaccettabile qualsiasi tentativo di ridimensionamento delle piante organiche degli Enti Parco, a partire da quello del Gargano, che rischia seriamente la decimazione di romana memoria del personale attualmente in dotazione (che peraltro è ampiamente sott’organico) e, anzi, chiede il potenziamento dei suddetti enti attraverso un maggiore investimento in termini di formazione del personale in dotazione. “Così come chiede l’incremento del personale deputato alla vigilanza attualmente sott’organico, nonché l’impegno a che questo non sia formato da persone del luogo, facilmente avvicinabili e condizionabili sia direttamente (come accaduto in alcuni casi), che indirettamente (basta leggere i recenti sequestri di ecomostri che stranamente sono cresciuti sul territorio senza che nessuno si accorgesse di nulla. Purtroppo questa situazione venute a galla sul Gargano è solo la vetta dell’iceberg, ma in realtà basta girare per le campagne, valloni o per le lagune costiere per notare molte altre gravi ferite rimaste impunite e che chiedono giustizia”.

“E’ ovvio quindi che un ulteriore depotenziamento degli Enti deputati alla tutela della Natura, così come vuole Monti, non può che causare il consolidamento dell’attuale mafiocrazia che governa i processi di distruzione del territorio”, termina Rizzi.


Redazione Stato



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