ManfredoniaRicordi di storia
A cura del dottor Nicola Ciociola

Cronistoria disinquinamento arsenico scoppio del 26.09.1976 (VI)


Di:

Manfredonia. Si ricorda a quanti seguono questa “Cronistoria” che non c’ è altro modo per conoscere questa emergenza ambientale che rileggersi i verbali delle varie
Commissioni, per l’ occasione istituite.

Infatti, il giorno 13 ottobre 1976, presso l’ Ufficio del Medico Provinciale, a Foggia,alle ore 17, 30, si riunisce il “Gruppo operativo per il disinquinamento “…Partecipano:
dott. Saverio CRUPI-Medico provinciale di Foggia;
prof. Mario polemio-istituto Chimica Agraria-Bari,
-prof. Vincenzo AMICARELLI-Chimica Applicata-Bari;
-dott. Baldassarre PEPE-Laboratorio Prov.le Aggiunto foggi9a;
-prof. Lorenzo LIBERTI-Istituto Chimica Ricerche Acque-Bari;
(in rappresentanza Passino);
-dott. Francesco CIUFFREDA-medico prov.le Aggiunto-foggia,
-prof. Giovanni MARANO-biologia marina-bari;
-dott. Mario NITTI-Veterinario prov.le Foggia;
-prof. Costantino BATTELLI-Istituto Sperimentale Puglia e Basilicata-Foggia;
prof. Paolo SEQUI-CNR-Direttore- Pisa.

Sono presenti anche:
dott. Giuseppe ZINGRILLO, dott. Lorenzo RADATTI, Ing. D.co CURCI, dott. Antonio FIORILE, DOTT. Pietro DEL PO, Sen. Michele MAGNO-Sindaco del Comune di Manfredonia, dott. PERNA-dell’ Assessorato regionale alla Sanità, Dott. Vittorio FATTORE-SNAM progetti, dott. Lucio PALAZZO, ispettorato del lavoro di Foggia, prof. Donato TROIANO-Sindaco del Comune di M. S. Angelo, dott. Antonio NASUTI-Segretario del Comune di M.S. Angelo, Dottore in Agraria Matteo RINALDI, dott. Antonio FUSILLO-

Assiste il Segretario Generale del Comune di Manfredonia…
…la commissione, decide:
-di accedere alla richiesta di una progressiva liberalizzazione delle aree olivetate;
…di prendere atto e far proprio il verbale della sottocommisione veterinaria di questa seduta, allegato sub B, al presente;
in ordine alla liberalizzazione al pascolo della zone C, prendendo atto che i primi saggi effettuati hanno rivelato la presenza di concentrazioni di arsenico ampiamente inferiori ai limiti di 50 milligrammi per chilogrammo di prodotto verde secco fissati dall’ N.S.D.A., ravvisa l’ opportunità di continuare l’ indagine, essendo favorevole alla suddetta liberalizzazione per le zone contenute nei limiti suddetti;
in ordine alle cisterne viene mantenuto il divieto, fino alla liberalizzazione, previo analisi delle acque…
Il prof. LIBERTI riferisce nell’esperimento di laboratorio eseguito….
…La Commissione, decide, la concentrazione dei reattivi nel modo seguente:
A)-cloruro di calcio al 2% (due per cento) 1500 (millecinquecento) per ettaro;
B)-solfato ferrico 150 (centocinquanta) Kg./ettaro…”.

Si prendevano queste decisioni anche per accelerare le operazioni dì disinquinamento.
L’ ultima riunione del Comitato tecnico-scientifico si tenne il 13.10.1976. il relativo verbale si evita di riportare per il fatto che sintetizza il rientro nella norma per quanto riguarda la concentrazione d’ arsenico rispetto alle analisi effettuate sui mitili, sul pesce, e sull’allevamento di bestiame.
Si decide, così, di cominciare a porre in decadenza le varie ordinanze sindacali e che l’ emergenza si intendeva notevolmente attenuata. Poi, tutto definitivamente cominciò a sembrare rientrato nella normalità con le relazioni del prof. Ing. V.zo COTECCHIA, inviata al Sindaco di Manfredonia in data 20.10.1976, acquisita al protocollo comunale n.33222 e del prof. Paolo SEQUI, del C.N.R., Direttore del laboratorio per la chimica del terreno.
Sempre il 20.9.1976 veniva inviata al Comune di Manfredonia una nota , protocollo comunale n. 33319, a firma del Direttore ANIC -SETTORE Manfredonia-MS Angelo, ing. M. Campelli, ad oggetto: Rapporto finale del disinquinamento zone A e B..

Comunque , ad ogni buon fine si riporta il rapporto dell’ ing. CAMPELLI:” Il giorno 19.10.1976 alle ore 16,00 è stata completata la bonifica della zona B e della zona A inquinate dalla fuoriuscita di arseniti ed arseniati di potassio in seguito all’incidente avvenuto il 26.9.1976 nell’ impianto di produzione di ammoniaca dello stabilimento ANIC di Manfredonia. La bonifica è consistita nell’irrorare il terreno delle due zone con soluzioni di calce e di solfato di ferro secondo le prescrizioni formate dagli esperti nella riunione plenarie del 1.10.1976 presso il Municipio di Manfredonia ed alle rettifiche comunicate con fonogramma dal medico provinciale dott. CRUPI in data 12.10.1976 e 18.10.1976.
Prelievi sistematici di campioni ed analisi eseguite secondo le prescrizioni degli esperti su tutto il territorio presunto inquinato hanno permesso di dosare le sostanze disinquinanti in modo da garantire un eccesso del 1000 per cento rispetto all’arsenico caduto sul terreno.

Le operazioni sono iniziate il 2.10.1976 con la bonifica della strada statale garganica dalla contrada Macchia in Monte S. Angelo all’abitato di Manfredonia e della strada circonvallazione di Manfredonia fino al trivio per S. G. Rotondo, nonché delle strade di accesso allo stabilimento ANIC.
Dal lunedì 4.10.1976 le operazioni sono state portate avanti, con l’ impiego di tutti i mezzi disponibili ed adatti a partire dall’abitato di Manfredonia.
Dal giorno 5 al giorno 12.10 ha operato anche un elicottero per la bonifica dei tetti delle case della zona B e delle strutture degli impianti ANIC e DAUNA nella zonaA.
In allegato A nella tabella n.1, sono riportate le quantità di cloruro di calce e solfato di ferro irrorate ogni giorno secondo i criteri esposti.
Le analisi eseguite dopo il trattamento sui terreni bonificati della zona B hanno permesso di concludere che in questa zona l’ arsenico solubile è stato trasformato in arsenico insolubile.
In concreto, in tutti i punti campionati si sono rilevate concentrazioni di arsenico solubile inferiori a 60 mg/m2 dopo il trattamento con cloruro di calce e solfato di ferro.

La mappa della zona B , allegata alla presente relazione, dà conto della situazione esistente prima e dopo la bonifica stessa. La mappa della zona A, allegata alla presente relazione, dà conto della situazione esistente prima e dopo la bonifica dello stabilimento. Si può notare che nell’ambito dello stabilimento tutte le aree interessate agli impianti CHIMICA DAUNA sono completamente prive di arsenico mentre nell’area ANIC esiste ancora una ristretta zona pari a circa 1/20 dell’intero stabilimento in cui i valori di arsenico solubile sono superiori ai 200 mg/m2.

In questa area si sta procedendo allo scorrimento del terreno, per 5 cm. Di spessore, alla asportazione sistematica dei detriti fuoriusciti dall’impianto ed alla loro cementazione nell’area denominata AY (vedi mappa stabilimento).

Si stanno raccogliendo i campioni del terreno sottoposto a questo trattamento per verificare mediante analisi, il grado di disinquinamento.

Non appena tutti i dati di questo trattamento saranno disponibili verranno immediatamente comunicati agli organi competenti per l’ aggiornamento della situazione e per i provvedimenti del caso”.

I lavori delle varie Commissioni durarono per anni, anche se con una intensità minore, fino a quando tutto sembrò rientrare nelle norme sanitarie. Mi sembra opportuno, a tal proposito, concludere con quanto scritto dal dott. Lorenzo RADATTI, dotato di una ragionevolezza fuori dal comune, in una lettera del 10.3.1989, indirizzata al Presidente della USL FG/5, ad oggetto: Controllo dell’attività industriale chimica dello Stabilimento ENICHEM di Macchia-DETERMINAZIONI:”I. Cosa si sarebbe dovuto fare. Il 26.9.1976 la torre di lavaggio dei gas di sintesi dell’impianto ammoniaca dell’ allora stabilimento ANIC – SCD esplose con il distacco completo della parte superiore e con la conseguente fuoriuscita della soluzione di carbonato e bicarbonato di potassio contenente anidride arseniosa.

Pochi mesi dopo le Amministrazioni comunali di Manfredonia e M.S. Angelo istituirono un Comitato Tecnico-Scientifico con il compito di verificare la sicurezza degli impianti e valutare i rischi ai quali i lavoratori, gli abitanti e l’ ambiente sarebbero stati esposti alla ripresa delle attività. Tale Comitato valutò le modifiche introdotte negli impianti e nelle procedure di conduzione prima della ripresa della produzione di ammoniaca ed urea. In sei anni di attività il Comitato ha contribuito a rendere meno critici i rapporti con il territorio. Alla luce degli ultimi accadimenti si può affermare che è stato un gravissimo errore far cessare l’ attività del Comitato. Certamente non si sarebbe sviluppata nella popolazione l’ attuale reazione di rigetto dello stabilimento ENICHEM in quanto il Comitato avrebbe continuato ad assicurare il controllo dello stato degli impianti, del tipo di materie prime impiegate, delle condizioni di reazione, della diligenza della manutenzione, delle misure di sicurezza predisposte, delle emissioni liquide e gassose come avrebbe assicurato la consulenza per l’ organizzazione della sicurezza interna allo stabilimento e del piano di emergenza per la salvaguardia della popolazione; avrebbe continuato a garantire cioè l’ adempimento degli obblighi spettanti ormai alle strutture periferiche del S.S.N.(USL e Presidi e servizi multizonali di prevenzione), a mente della legge 833/78…”.

Queste, per concludere, le notizie sintetiche sul disinquinamento da arsenico del 26.9.1976.

Sarebbe interessante che si pubblicasse altra documentazione sulla questione per fare la dovuta completezza.

Dott. Nicola CIOCIOLA

Cronistoria disinquinamento arsenico scoppio del 26.09.1976 (VI) ultima modifica: 2017-10-17T09:12:20+00:00 da Redazione



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