Lavoro

I “buttafuori”, una figura fondamentale ma spesso dimenticata

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Buttafuori, security (st)

Foggia – LI riconosci subito: quando ti appresti ad entrare in un locale aperto al pubblico dove si svolge una qualsiasi attività di intrattenimento o pubblico spettacolo (pensiamo alle discoteche o ai concerti), oppure in un pubblico esercizio, dove si tiene una serata danzante o con musica dal vivo ecc. Sono li: omoni grandi e grossi; vestiti di scuro, con gli immancabili occhiali neri ( anche quando è sera, cioè quasi sempre, fateci caso!), il tatuaggio che si intravede su una mano o sulle braccia incrociate sul petto. Sono i “buttafuori”, comunemente conosciuti. In realtà il loro nome e la loro figura giuridica li qualifica come: “Personale addetto ai servizi di controllo”.

Il reclutamento in genere avveniva e ancora, purtroppo, in molti casi avviene, come dimostrano i controlli che le forze dell’ordine eseguono continuamente, al di fuori di qualsiasi canale istituzionale. Per lo più si tratta di persone che frequentano le palestre o che hanno una certa prestanza fisica. Non si guarda ad altro. Forse però non tutti sanno e per questo ne parliamo, che sin dal 2009, (ma la norma è stata, in parte, di anno in anno prorogata e, dal 1^ gennaio 2013 dovrebbe avere piena attuazione), tutti i luoghi aperti al pubblico, dove si effettuano attività di intrattenimento e spettacolo, devono dotarsi di personale addetto ai servizi di controllo iscritto in un apposito elenco tenuto presso le Prefetture. Una vera e propria nuova figura professionale introdotta dalla Legge 94/2009, il cui art. 3 ne ha disciplinato l’attività, i compiti e previste le sanzioni per gli inadempienti.

Ben 5 decreti del Ministero dell’Interno: da quello attuativo dell’ottobre 2009, che ha stabiliti i requisiti per l’iscrizione nell’elenco prefettizio, le modalità per la selezione e la formazione del personale, gli ambiti applicativi e il relativo impiego, sino all’ultimo del 15 giugno 2012, si sono occupati della materia. L’intervento del legislatore, si è reso necessario per disciplinare un’attività che riveste notevole importanza da un punto di vista della sicurezza pubblica e richiedeva perciò la sua armonizzazionein modo da fissare criteri validi per tutto il Paese e, soprattutto, garantire a chi frequenta i pubblici locali o assiste ad uno spettacolo, maggior sicurezza.

Oggi, dunque, chiunque organizza uno degli eventi sopra descritti e necessiti dei cd “buttafuori”, non può più ricorrere al fai da te ma (dovrebbe!) provvedere ai servizi di controllo, o direttamente, con proprio personale, che abbia superato preventivamente il corso di formazione obbligatorio, sia in possesso di tutti i requisiti soggettivi e oggettivi (stato di salute, buona condotta , e gli altri previsti dalla legge ) e, cosa fondamentale, sia stato iscritto, su richiesta del gestore, nell’elenco dell’apposito personale istituito presso le Prefetture. L’altra possibilità, per i gestori e/o organizzatori di un pubblico spettacolo e le altre categorie interessate è quella di rivolgersi ad un istituto di vigilanza o agenzia investigativa (o di altro genere), preventivamente autorizzati dalla Prefettura e che abbiano chiesto di effettuare lo specifico servizio, e quindi siano in possesso della licenza ex art. 134 tulps ( vigilanza privata).

Questi invieranno presso il locale indicato, il personale richiesto, sempre però proveniente dall’elenco previsto dalla legge. In pratica l’iscrizione nell’elenco presso gli Uffici Territoriali di Governo ( che può essere chiesta, dunque, solo dal gestore dell’attività o dal titolare dell’Istituto di cui sopra), garantisce che il servizio verrà svolto da persona professionalmente all’altezza e idoneamente formato. Peraltro, grazie ad un decreto del M.I. 20 luglio 2011, oggi l’iscrizione nell’elenco di una Prefettura autorizza a svolgere l’attività in tutta la nazione.

Questo significa che viene meno la possibilità di giustificarsi, adducendo il fatto che nella propria provincia non ci sia nessun iscritto nell’elenco di cui sopra si è detto.

Se analizziamo i compiti che la legge affida, ai vecchi “buttafuori” ci possiamo rendere conto di quanto sia importante la loro formazione. Innanzitutto sono addetti ai controlli preliminari con osservazione sommaria dei luoghi ove prestano la propria attività, per verificare la presenza di eventuali sostanze illecite od oggetti proibiti e si occupa delle prevenzione degli incendi.. Poi assicura i controlli sia al momento dell’accesso del pubblico sia all’interno. Presidia gli ingressi e regolamenta i flussi di pubblico, verifica il possesso del titolo di accesso (età minima se prevista, controllo documenti) e fa un controllo sommario visivo delle persone, volto a verificare l’eventuale introduzione di sostanze illecite, oggetti o altro materiale pericoloso per la pubblica incolumità o salute delle persone, con l’obbligo di immediata comunicazione alle forze di polizia.

All’interno del locale, svolge un’attività generica di osservazione per verificare il rispetto di disposizioni, prescrizioni, regole di comportamento stabilite da soggetti pubblici o privati. Ma può anche contribuire al primo intervento, che non comporti assunzione di pubbliche funzioni, per prevenire o interrompere condotte o situazioni potenzialmente pericolose per l’incolumità o la salute delle persone, sempre con immediata comunicazione alle forze di polizia. Per essere riconoscibile, il personale addetto ai servizi di sicurezza deve essere munito di idoneo documento di identità e tenere esposto il tesserino di riconoscimento di colore giallo con scritto ‘assistenza’.

Come si vede una serie di compiti che vanno tutti nella direzione di garantire i clienti ed evitare o eliminare sul nascere, situazioni di pericolo. Ovviamente chi fa questo servizio non può essere armato, ne’ portare qualsiasi strumento atto ad offendere. Anche per garantire l’effettiva permanenza dei requisiti previsti, il Prefetto effettua una revisione biennale dell’elenco, cancellando quanti non hanno più i requisiti.

Molto consistenti le sanzioni, sia per chi svolge l’attività di buttafuori senza essere iscritto nell’elenco prefettizio che per il gestore dell’attività. 1666 euro, a carico sia del primo che del secondo ( trattasi di sanzione amministrativa che la legge fissa da 1500 a 5000 euro e, nel caso di specie, si applica la terza parte della misura massima, perché più favorevole al trasgressore, rispetto al doppio del minimo). Come si vede ci sono le norme e i mezzi per farle rispettare. Quel che importa è che, da parte di tutti, ci sia la volontà (che certo comporta un minimo impegno economico), di rispettare le regole e garantire la sicurezza di tutti. Meglio, molto meglio, specie in occasione delle festività più importanti, come quelle natalizie e di fine anno, oramai imminenti, nelle quali c’è un grande afflusso di persone presso i locali dove si organizzano pubblici spettacoli, che ci siano meno eventi, ma di qualità e sicuri, piuttosto che tanti frettolosamente organizzati e ancor peggio gestiti, al solo scopo di incassare , ma a scapito della nostra sicurezza.

(A cura del dr Salvatore Aiezza, funzionario Ministero Interno)



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Commenti


  • SOLIDARNOSH

    oggi con la crisi economica che ci attanaglia sempre più i locali e le discoteche sono sempre più vuote, quindi adesso ci vorrebbero I BUTTADENTRO altro che buttafuori.


  • niko

    Vorrei sapere l’indirizzo o il numero di telefono per contattare la sede dove si svolge il corso.


  • Libero Speranzoso

    E’ una figura professionale di grande utilità. A volte sono determinanti per la buona riuscita di una festa. Quelli non esperti, spesso commettono banali errori e si creano disordino per futili motivi che saggiamente si possono controllare e deviare.

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