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Interrogazione parlamentare e lettera alle istituzioni

Centrale biomasse ex Borgo Eridania, M5S: Renzi non risponde

"Bloccare l’iter burocratico della costruzione della centrale Biomasse nell'ex Borgo Eridania di Rignano Garganico Scalo"

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Foggia – ATTRAVERSO una nota inviata al Presidente A.V.T. Prov. di Foggia
Avv. Francesco Miglio, al Dirigente del Servizio Ambiente Dott. Giovanni Dattoli, ai Consiglieri Tutti A.V.T., al Sindaco di Foggia dott. Franco Landella, al Presidente del Consiglio Comunale di Foggia Avv. Miranda, ai Consiglieri Comunali Tutti del Comune di Foggia, gli Attivisti dei meetup Risveglio Civile a 5 Stelle e Cinque Stelle Foggia hanno chiesto “di attivarsi celermente affinché si blocchi l’iter burocratico della costruzione della centrale Biomasse sul nostro territorio e precisamente ex Borgo Eridania di Rignano Garganico Scalo”.

“La salvaguardia del nostro territorio e soprattutto la salute dei cittadini sono state declamate, nella compagna elettorale, come priorità; ora queste enunciazioni devono concretizzarsi con azioni e prese di posizione nette, anche alla luce del recentissimo intervento del Presidente del Consiglio Comunale di Foggia fatto all’apertura dell’incontro della Ass. AQV tenutasi il 7 c.m. dove con forza è stato ribadito che ormai si è arrivati ad un livello d’inquinamento del nostro territorio, aria, acqua e prodotti agroalimentari, non più tollerabile”.

“Gli Attivisti del Movimento 5 Stelle di Foggia, tramite il loro Portavoce, hanno presentato interrogazione parlamentare che non ha avuto riscontro alcuno, facendo così proseguire l’iter burocratico per l’apertura dell’impianto. Pertanto si chiede che A.V.T. della Provincia di Foggia e il Comune di Foggia prendano una netta e decisa posizione affinché non si perpetui un ulteriore scempio sul nostro territorio,
minando ancor più la salute dei cittadini”.

(Meetup Risveglio Civile a 5 Stelle, Meetup Cinque Stelle di Foggia
Foggia, 14.11.2014).

FOGGIA: L’ITER DI APPROVAZIONE DELLA CENTRALE A BIOMASSE CONTINUA MENTRE IL GOVERNO RENZI NON RISPONDE. Prosegue il lavoro della Enterra S.p.A per l’impianto di Rignano Garganico Scalo, ex Borgo
Eridania, mentre a quattro mesi di distanza non giungono risposte all’interrogazione del deputato pugliese L’Abbate (M5S).

È stata pubblicata sull’albo pretorio della Provincia di Foggia l’Autorizzazione Paesaggistica per la costruzione di una linea elettrica aerea interrata ed un posto di trasformazione da palo dell’Enel per la fornitura della Enterra S.p.A. Continua, dunque, l’iter d’approvazione della società di Orio al Serio (Bergamo), iniziato nel novembre 2011, per la realizzazione di una centrale a biomasse a Rignano Garganico Scalo, nel
Comune di Foggia nonostante la forte opposizione dei cittadini del territorio. L’impianto, non sottoposto a valutazione di impatto ambientale perché di poco inferiore ai 50 megawatt termici, presenta non poche criticità, sollevate anche in una interrogazione parlamentare indirizzata ai Ministri Guidi (Sviluppo Economico), Martina (Agricoltura) e Galletti (Ambiente) del deputato pugliese Giuseppe L’Abbate (M5S). Per la centrale, l’Enterra (il cui 70% è stato acquistato dalla società estera “Belenergia”) ha firmato ad inizio 2014 con Invitalia un contratto di sviluppo, in base al quale il progetto Borgo Eridania sarà finanziato dalla società privata per un importo pari a 22,52 milioni di euro e dall’Agenzia nazionale per lo sviluppo d’impresa per 26,34 milioni di euro da fondi pubblici.

“Sono trascorsi più di quattro mesi e non abbiamo ricevuto ancora alcuna risposta da parte dell’Esecutivo di Matteo Renzi – dichiara L’Abbate (M5S) – Non si comprende l’utilità di questo impianto né come riuscirà davvero a funzionare dato che l’intera quantità di materia di cui necessita non è presente sul territorio della Capitanata. Nel foggiano, peraltro, oltre ad essere state realizzate negli ultimi anni ben due centrali turbogas (San Severo e Candela), potrebbero entrare in funzione prossimamente sia l’inceneritore di Manfredonia (anche questo presentato
inizialmente come a biomasse), i cui lavori restano in proroga sino a ennaio 2015, sia un’ulteriore centrale a biomassa a Sant’Agata di Puglia dell’AgriTRE – Gruppo Tozzi da 80 MW che ha recentemente ottenuto dalla Amministrazione del Comune subappenninico il placet sull’allargamento della strada che conduce all cantiere per consentire il passaggio dei tir. A pagarne le conseguenze in termini di salute saranno, come sempre, i cittadini foggiani – continua il deputato pugliese M5S – dato che sono ignoti i benefici per il territorio a fronte di un così alto dispendio di soldi pubblici sotto forma di finanziamento e incentivi”.

Le riserve espresse sull’impianto di Borgo Eridania riguardano, innanzitutto, la provenienza del materiale combustibile. Il regolamento regionale della Puglia sulle biomasse, datato 2008, infatti, prescrive che il requisito della filiera corta, modalità con cui Enterra intende esercire l’impianto, sia dimostrato attraverso effettive intese o accordi di filiera con il mondo dell’agricoltura, da stipularsi prima dell’autorizzazione e che in questo progetto non vengono evidenziati. Si tratta di un combustibile, quale la sansa vergine, il cui utilizzo in impianti di così grossa taglia non ha alcun precedente adducibile a conforto della comprovata qualità del progetto e della sua sicurezza.

Peraltro, la potenziale scarsità del combustibile potrebbe rappresentare un fattore di mancanza di solidità economico-finanziaria dello stesso progetto. “Ho sollecitato una risposta da parte del Governo Renzi – conclude Giuseppe L’Abbate (M5S) – Il finanziamento pubblico di queste centrali a biomasse, laddove dati statistici certi farebbero emergere la mancanza di materia prima sul territorio necessaria al loro operato ed anche in assenza di reali garanzie di mantenimento dei livelli occupazionali, collide con i bisogni di sviluppo economico del territorio foggiano”.

I Ministeri dello Sviluppo Economico, dell’Agricoltura e dell’Ambiente dovranno rispondere se nel corso dell’istruttoria da parte di Invitalia sulla futura centrale a biomasse di Borgo Eridania sia stata tenuta in debita considerazione l’analisi costibenefici, visti gli ingenti finanziamenti pubblici, in modo tale da garantire alla cittadinanza locale, già allarmata dalla presenza di altri impianti simili, che le ricadute occupazionali ed economiche, anche indirette, giustifichino gli impatti ambientali e sanitari ed anche il danno all’agricoltura biologica e di qualità che questo progetto porta inevitabilmente con sé”.

Redazione Stato@riproduzioneriservata

Centrale biomasse ex Borgo Eridania, M5S: Renzi non risponde ultima modifica: 2014-11-17T18:52:28+00:00 da Redazione



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