Foggia
"La sua Trilogia del Male è una macchina narrativa perfetta"

Foggia, Stieg Larsson? Meglio Roberto Costantini

Creatore della controversa figura del commissario ribelle Michele Balistreri

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Foggia – LA risposta a Stieg Larsson e alla celeberrima trilogia Millennium, oggetto volante nei cieli dell’editoria dello scorso decennio e identificato in oltre 8 milioni di copie vendute, è tutta italiana e si chiama Roberto Costantini. La sua Trilogia del Male è una macchina narrativa perfetta, tradotta in 12 paesi e giunta al suo straordinario capolinea. Mercoledì 19 novembre, alle ore 19, nello spazio live della libreria Ubik di Foggia si presenta proprio l’ultimo tassello della trilogia, dal titolo Il male non dimentica (Marsilio, 2014), esito dei precedenti e apprezzatissimi Tu sei il male e Alle radici del male.

L’autore, creatore della controversa figura del commissario ribelle Michele Balistreri, torna in libreria per ritrovare il pubblico foggiano e per sancire, tra le altre cose, il gemellaggio culturale tra la Ubik e la fondazione Apulia Felix, rappresentata dal presidente nonché ex rettore dell’Ateneo foggiano, Giuliano Volpe. A conversare con Roberto Costantini, ci saranno anche i membri del neonato gruppo di lettura A qualcuno piace… Giallo, animatore dell’evento. Inoltre, nel corso della mattinata di mercoledì, alle ore 11.30, l’autore incontra anche gli studenti del Liceo classico V. Lanza, ospite degli Incontri Extravaganti diretti dalla docente Mariolina Cicerale.

Il male non dimentica (Marsilio, 2014; collana: farfalle / I Gialli; pagine 528; euro: 19). Ci hanno rubato le parole. Onore, per esempio. Poi arriva un romanzo, anzi tre, e qualcosa cambia. Con la sua trilogia, infatti, Roberto Costantini ha restituito dignità alla parola “onore”. Dopo Il male non dimentica, di qualcuno possiamo tranquillamente dire senza timore di equivoci è “uomo d’onore”, per esempio del commissario Michele Balistreri perché a sessant’anni – dopo una vita che è stata una continua tempesta – è rimasto fedele ai sogni e alle ferite giovanili di quando era Mike in Libia e lì stringeva il patto di fratellanza della Mank (una vera e propria gang di giovanissimi) con Ahmed, Nico e Karim. E amava l’americana Laura Hunt e la tradiva, il giorno prima che Gheddafi salisse al potere mentre, quel 31 agosto 1969, sua madre veniva assassinata.

La Trilogia del Male di Roberto Costantini è una delle più potenti macchine narrative concepite in Italia da molto tempo a questa parte. Non è da meno del Millennium svedese di Stieg Larsson. Omaggia, fa a gara e tiene testa al grande cinema, da quello di Sergio Leone ai classici del western con Kirk Douglas e Rock Hudson. Arricchisce la geografia letteraria di nuovi e indelebili luoghi dell’anima, arroventa la nostra storia con il vento del deserto e chiede conto alla coscienza di tutti del sogno italiano che nel ’58 cantavamo con Domenico Modugno.

L’ultimo tassello della Trilogia del Male accresce la meraviglia romanzesca del lettore per il clamore di fatti nuovi ancor più tragici ed efferati di quelli disseminati nei due precedenti volumi ma soprattutto staglia le diverse vicende in una credibile morsa di necessità e grandezza epica. Ogni nuovo frammento si riconnette agli altri – puntualmente richiamati – nel disegno compiuto di un fato avverso: dalle stragi di Zawia in Libia del 2011 ai traffici della banca vaticana dello Ior a Nairobi, alla tratta dietro il paravento umanitario di giovani donne dell’Est Europa… Fino ai due omicidi della rumena Melania Druc e della sua piccola Tanja, uccise in acque italiane su un panfilo con a bordo alcune persone che quel giorno maledetto erano sull’isolotto dalla cui scogliera era precipitata la madre di Mike, allora ventenne.

La nuova indagine del commissario Balistreri è, dunque, un viaggio indietro nel tempo. Una resa dei conti con se stesso. Né il whisky e le sigarette né le canzoni di Leonard Cohen potranno attutire l’impatto di una verità tanto invocata quanto temuta. Perché il Male è dentro. Sarà questa la terribile scoperta che fa di Balistreri una sorta di Edipo moderno sullo sfondo, ancor più rovinoso di una peste, del crollo del regime di Gheddafi.

Gli indecorosi e storici traffici italiani (e internazionali) con e contro il leader libico sono per Costantini l’occasione di un vero e proprio processo che nessuna accusa risparmia alla nostra nazione: dall’inaffidabilità alla corruzione degli uomini di potere, al ventre molle della società civile. Del resto Mike Balistreri, nella ristretta cerchia di parenti e amici, a cominciare dal padre, ha intorno a sé in Libia un campione significativo di ogni sfaccettatura di umanità. E proprio dipanare quel groviglio morale e capire “chi è cosa” partendo dalla pietra angolare dell’omicidio di sua madre, sarà il tormento del commissario della omicidi Balistreri nei quarant’anni di solitudine a Roma dopo l’esodo dalla Libia e l’ebrezza neofascista dei primi anni nella capitale. Ma il male è dentro, e perciò è invisibile agli occhi. Michele Balestrieri, che tanto ha sbagliato, saprà infine guardare l’orrore dentro di sé. Per questo egli è “uomo d’onore” (dalla recensione di Michele Trecca pubblicata sulla Gazzetta del Mezzogiorno e riportata anche dal sito della Marsilio Editore)

Roberto Costantini. Nato a Tripoli nel 1952, è ingegnere, consulente aziendale, oggi dirigente della Luiss Guido Carli di Roma dove insegna anche al Master in Business Administration, oltre ad essere ormai uno dei maestri della nuova scena “gialla” italiana ed europea. Il male non dimentica è il terzo volume della Trilogia del Male con protagonista il commissario Michele Balistreri, dopo Tu sei il male (migliore opera prima al Premio Scerbanenco, Premio Azzeccagarbugli al Romanzo Poliziesco, Premio Camaiore di Letteratura Gialla) e Alle radici del male, best-seller in Italia e già pubblicato negli USA e nei maggiori paesi europei. Il male non dimentica è già alla sua terza ristampa.

Redazione Stato

Foggia, Stieg Larsson? Meglio Roberto Costantini ultima modifica: 2014-11-17T12:36:40+00:00 da Redazione



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