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Robin Williams, World Cup ed Ebola tra le parole più cercate del 2014

Classifica Google 2014: italiani cercano ‘come fare il malocchio’

Big G stila la classifica dei termini più cercati in Italia e nel mondo sul web


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Come ogni fine anno, Google ha pubblicato la classifica dei termini più ricercati nell’anno 2014. Uno specchio che riassume, in un certo senso, i temi più popolari dell’anno e mette in luce le abitudini e le curiosità più diffuse sul web.

Nella classifica mondiale, i termini di ricerca più diffusi sono stati Robin Williams, World Cup ed Ebola seguiti da ASL Ice Bucket Challenge (il gavettone pro SLA diffusosi per l’intera estate).

In Italia, Google ha diviso il tutto in 10 categorie: “Biglietti”, “Come fare”, “Cosa significa”, “Mete di vacanza”, “Parole” e “Parole associate al 2014”, “Perché”, “Personaggi”, “Ricette”, “Star dei mondiali”.

Tra barbecue e tortellini, nella top 10 di categoria “Come fare”, spunta (forse in modo sorprendente) “Come fare il malocchio”, segno che in Italia la superstizione ha ancora un certo peso, seconda (forse) solo al cibo.

“Cosa significa selfie? E NFC? E Virale?”, questi tra i significati più richiesti al motore di ricerca nell’ultimo anno, argomenti che nel 2014 hanno invaso giornalmente i media. Stupisce la presenza di “Cosa significa INPS” all’ottavo posto.

Le ricette in Italia sono ricercatissime online. Al primo posto, le ricerche più numerose si sono focalizzate sulla ricetta delle “chiacchiere”, dolce tipico della tradizione italiana nel periodo di Carnevale. E poi giù con “piadina romagnola”, “castagnole” e dolci più disparati.

Nella classifica dei “Perché”, gli abitanti del Bel paese si sono chiesti “Perché vengono le blatte?”, “Perché il papa muore?”, “Perché si soffre?”, “Perché vengono i pidocchi?”.

Per i “Biglietti” più ricercati si riscontra al primo posto “Milan-Juventus” seguito dal concerto dei Rolling Stones al Circo Massimo.

Queste classifiche vengono effettuate sulla base di dati di massa analizzando miliardi di query che arrivano ogni giorno attraverso il più famoso motore di ricerca. Gli strumenti in possesso dell’azienda di Mountain View non consentono di identificare gli utenti che effettuano le ricerche perché si tratta di un’analisi fatta su dati aggregati ed anonimi. E anche se non è possibile sapere se una certa query è stata richiesta da un uomo o una donna, resta uno specchio –per alcuni tratti simpatico- delle curiosità degli italiani.

Fonte immagine: tecnoandroid.it
A cura di Raffaele Salvemini – r.salvemini@statoquotidiano.it

Classifica Google 2014: italiani cercano ‘come fare il malocchio’ ultima modifica: 2014-12-17T12:40:03+00:00 da Raffaele Salvemini



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Commenti


  • Gennaro

    Se utilizzate google Adwords principale strumento per i webmaster e cercate le ricerche qui in alto riportate possiamo vedere come siamo molto basse le ricerce in questione , come ad esempio come fare il malocchio che ha al mese 320 ricerche , quindi pari a 0 in un mondo cosi vasto come il web.Quale strumento è utilizzato per sapere questi dati ?


  • Angelo blu

    Ma quindi redazione è come dice questo Gennaro ? Avete verificato i dati che lui riporta? usate anche voi questo strumento di google ? perchè se è come dice Gennaro viene smontato l’articolo


  • Gennaro

    Quindi redazione nessuna risposta ai miei quesiti?


  • Redazione

    Buongiorno Gennaro, rivolgiamo la sua domanda all’autore del testo, gentilissimo, grazie; Statoquotidiano.it


  • Raffaele Salvemini

    @Gennaro, @Angelo blu

    Premetto che tali classifiche è possibile vederle sul sito https://www.google.it/trends/topcharts

    Per la creazione di tali classifiche Google non utilizza i dati Adwords, bensì quelli di Google Trends (che, parlando in linguaggio tecnico, sfrutta dati normalizzati). Inoltre, Trends non studia solo la “parola chiave esatta” ma anche correlazioni con la stessa.
    Quindi, Google Adwords e Google Trends sono due sistemi di Google che alla base hanno la concezione delle parole chiave, ma i risultati sono e saranno sempre diversi.

    Di seguito riporto le strategie di categorizzazione e classificazione seguite da Google Trends:
    “Google Trends analizza una percentuale di ricerche Google per stabilire il numero di ricerche eseguite per i termini inseriti, rispetto al numero totale di ricerche Google eseguite in quel periodo.

    Ad esempio, se cerchi tè nel mese di marzo 2007 in Scozia, Trends analizza una percentuale di tutte le ricerche per il termine “tè” aventi gli stessi parametri di tempo e luogo.

    Sono escluse:
    Ricerche eseguite da pochi utenti: Trends analizza soltanto i dati relativi ai termini di ricerca più frequenti, perciò i termini con un ridotto volume di ricerca non vengono visualizzati.
    Ricerche duplicate: Trends elimina le query ripetute da un determinato utente in un breve periodo di tempo”.

    Essendo estremamente dettagliate, riporto il link in cui Google spiega come avvengano le classificazioni e sulla base di quali algoritmi.
    https://support.google.com/trends/answer/3076011?hl=it


  • Gennaro

    Ok , ma la differenza tra trends e adwords che adwords ti da dati specifici della singola ricerca non andando come dici , ad analizzare anche le ricerche correlate , rimanendo quindi molto più attendibile , come credo anche tu utilizzerai Adwords e saprai che la ricerca di “cosa significa INPS” fà 30 ricerche mensili , quindi per me irrilevanti , e comunque sia se analizzi i dati su trends puoi vedere tu stesso quanto siano irrilevanti i dati analizzando la singola pagina con il grafico al seguito e soprattutto Google Adwords e Trends sono strumenti da usare contemporaneamente per poter fare un analisi attendibile , in quanto trends parla di Ricerche Emergenti.

    Se uno cerca INPS per questioni private non stà cercando cosa significa INPS quindi è inutile considerare dati del genere , e appunto per ciò chiunque usi Adwords sà che l’attendibilità dei dati viene da lui e non da Trends che è uno strumento per uno spunto di idee.


  • Raffaele Salvemini

    Certo, ma Lei si sta accanendo sul tema delle parole chiave. Ma con Trends si parla di “Temi in voga”, facendo una media rispetto agli altri TEMI. Come spiegano i nomi stessi dei sistemi, uno verifica i Trends e l’altro le Words. E le classifiche effettuate sono pubblicate direttamente da tale strumento, pubblicamente e visibili da tutti rispetto ai trends, offrendo una varianza maggiore sul tema e non basandosi sulla parola chiave principale. Quindi come Google stesso mostra, i temi più in voga del 2014 sono stati quelli.

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