EditorialiManfredonia
"I sette misteri della politica a Manfredonia" (II^ parte)

Politica a Manfredonia: Gatta, Riccardi, scomparsa giovani (II)

"Come si fa ad essere credibili quando si afferma che i giovani sono il futuro e la nostra speranza e poi, di fatto, si emargina e si annulla più di una intera generazione di giovani che a Manfredonia non hanno, alcuna rappresentanza e ruolo dirigente! Questi giovani vengono fatti morire, ancor prima di fargli nascere alla vita sociale, pubblica, politica"


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I SETTE MISTERI DELLA POLITICA A MANFREDONIA (Seconda parte).

IL CASO ANGELO RICCARDI: PERCHÉ VOLLE CANDIDARSI A SINDACO RINUNCIANDO AL CONSIGLIO REGIONALE?In qualsiasi competizione elettorale Angelo Riccardi è sempre stato fra i più votati. La sua storia politica inizia giovanissimo con varie esperienze e, quando approda nel PCI, trova le porte aperte, spinto da subito dal vecchio gruppo dirigente ad assumere ruoli partitici ed istituzionali importanti. Da allora, oltre vent’anni fa, è stato un crescendo continuo e reciproco tra ruoli istituzionali conquistati e voti ottenuti.

Nel 2010 volle candidarsi a Sindaco, rompendo tutti gli schemi, e, di conseguenza, volente o nolente, il PD, costituito prevalentemente da due anime, quella comunista e quella del mondo cattolico progressista con pezzi di vecchia DC, che trovavano una fragile e precaria unità proprio nella possibilità di alternanza al potere istituzionale. Con la sua candidatura si determinò una situazione per cui la città veniva governata da esponenti ex-PCI per 15 anni continuativamente, mentre l’altra parte restava a digiuno.

La rottura ci fu, rimanendo prevalentemente latente e sotterranea, anche perché, avvalendosi degli enormi poteri sindacali, Riccardi scelse personalmente quasi tutti gli Assessori come uomini di sua fiducia ed espressione.

Bene. In questo quadro, Riccardi si candidò a Sindaco. Perché? Soggettivamente a spingerlo fu il suo amore per la città, oggettivamente fu anche una intelligente strategia tesa a presidiare politicamente il territorio che l’aveva lanciato. Il rischio era di perdere o ridurre la sua forza se fosse rimasto semplice Consigliere Regionale, lontano e senza occupare ruoli diretti di gestione amministrativa. Di ciò, incidentalmente, si sta rendendo conto Elena Gentile che, sta rimpiangendo l’essersi fatta eleggere al Parlamento Europeo, rinunciando al più potente Assessorato Regionale (Lavoro-Welfare-Sanità), poiché la sua forza politica sul proprio territorio sta riducendosi progressivamente. Oggi che quella sinistra che l’ha lanciato non c’è più (sono tutti renziani o emilianini a Manfredonia) perché allora Riccardi recrimina come se fosse un torto subito, il dover affrontare quelle primarie che fu lui stesso a chiedere e scegliere cinque anni fa?

GIANDIEGO GATTA: PERCHÉ NON SI CANDIDA A SINDACO DI MANFREDONIA? Questo è un altro mistero della politica locale che si interseca e si riallaccia agli altri, con una trama veramente difficile da sciogliere, anche perché c’è oggettivamente un intreccio tra le elezioni comunali a Manfredonia e quelle regionali, visto che saranno effettuate in contemporanea e visto che molto difficilmente i tre possibili candidati manfredoniani, Ognissanti, Campo e Gatta, potranno essere tutti eletti. Egli ha rappresentato storicamente a Manfredonia il punto più alto e di più forte consenso della costante presenza e testimonianza di una forza di opposizione, il MSI, che, al di là della condivisione o meno delle idee ha garantito dialettica sociale, confronto pubblico, controllo politico amministrativo ed è stato, quindi, oggettivamente elemento di valido esercizio e di arricchimento della democrazia nel nostro territorio.

I suoi comizi in contrapposizione alla politica amministrativa del centro sinistra erano molto partecipati ed il suo consenso molto diffuso, tanto da farne, il naturale antagonista, il più valido esponente del centro destra alla carica di candidato Sindaco, da quasi 15 anni. Ciò non è mai avvenuto, cosa che ha impoverito il dinamismo, la partecipazione, la democrazia a Manfredonia poiché questa si nutre di opposizione sociale e politica, della possibilità e della speranza di alternanze ed alternative, e muore certamente se prevale un partito dominante, che diventa poi unico, esclusivo ed escludente.

Il consenso e la forza di Gatta che va oltre Manfredonia è stato chiaramente dimostrato nelle ultime elezioni regionali. Perché allora non è mai riuscito a candidarsi alla carica di Sindaco di Manfredonia? Perché non si propone ora che la città ha più che mai bisogno di sentire voci, proposte diverse ed alternative, di rompere ogni tipo di immobilismo, di rinascere democraticamente ed economicamente? Che senso hanno i rumors, le notizie apparse sulla stampa di una richiesta di appoggio alle primarie PD fatta (ipoteticamente,ndr) a Leone e Pecorella ed a Gatta, il quale ha, tuttavia, smentito pur sottolineando la sua amicizia personale con Riccardi?

LA QUESTIONE DEL DENARO: MA QUANTO COSTANO LE CAMPAGNE ELETTORALI? È una storia che viene per lo più raccontata durante le passeggiate in Corso Manfredi, con pudore e cautela eda volte con rabbia, quasi si toccasse un argomento tabù, eppure è sicuramente uno dei motori dell’esistenza umana e si insinua in tutti i meandri della vita cittadina. Ha molte facce, spesso invisibili ma c’è consapevolezza che ha un ruolo centrale nella politica locale (e mondiale). Del resto la sociologia politica del denaro, che è una branca moderna delle scienze sociali, ha dimostrato che specialmente nelle campagne elettorali la potenza di un candidato e la sua possibilità di vittoria è fortemente influenzata dal volume di risorse finanziarie impiegate.

A tal fine è stata anche approvata una legislazione apposita al fine di regolamentarne l’uso per mantenere e consentire una relativa eguaglianza ed equilibrio nella battaglia politica tra candidati e tra forze politiche. A Manfredonia i cittadini chiedono, pertanto, una piena trasparenza, almeno, sul costo delle campagne elettorali con la pubblicazione documentata dei finanziamenti ottenuti da persone, associazioni, imprese ed altro, ed il loro esplicito utilizzo. La democrazia e la partecipazione ne guadagnerebbe sicuramente, così come la politica e gli stessi politici.

LA MORTE POLITICA DI UNA GENERAZIONE DI GIOVANI A MANFREDONIA. L’ultimo mistero è in realtà un indovinello molto semplice da risolvere, anche se c’è poco da scherzare poiché è la storia di un fatto sociale drammatico per il futuro di Manfredonia, di cui non c’è piena consapevolezza. Perché da oltre vent’anni sono sempre gli stessi personaggi che dominano nella politica e nell’amministrazione comunale a Manfredonia? Perché non sono emersi nomi, facce nuove, giovani come gruppo dirigente? Forse che la nuova generazione è ignorante ed incapace? Se la passata generazione ha dato spazio oltre vent’anni fa a quei giovani e giovanissimi che sono gli attuali dirigenti politici a Manfredonia, perché non succede altrettanto oggi? Non è questo un elemento di immobilismo non solo negativo ma pericoloso per il futuro della città, la madre di ogni freno al rinnovamento ed alla crescita di Manfredonia?

Come si fa ad essere credibili quando si afferma che i giovani sono il futuro e la nostra speranza e poi, di fatto, si emargina e si annulla più di una intera generazione di giovani che a Manfredonia non hanno, alcuna rappresentanza e ruolo dirigente! Questi giovani vengono fatti morire, ancor prima di fargli nascere alla vita sociale, pubblica, politica.

(A cura di Silvio Cavicchia – Sociologo e Ricercatore Sociale del Centro Studi e Ricerche “Eutopia” – silviocavicchia@libero.it)

Redazione Stato

Politica a Manfredonia: Gatta, Riccardi, scomparsa giovani (II) ultima modifica: 2014-12-17T13:57:27+00:00 da Silvio Cavicchia



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Commenti


  • Ringo

    La grande novità di quest “anno sono i ragazzi dei sipontini a 5 stelle.
    Ci sarà una lista di ragazzi e ragazzi preparati e mai prestati alla politica.
    Se volete cambiare il movimento dovete votare


  • grazie professore

    Analisi perfetta stupenda!


  • vale

    Gatta non si candida perché non è fesso, 1 la sinistra a Manfredonia è forte, 2 a fare il consigliere (sarebbe il migliore anche economicamente secondo il lettore,ndr), 3 un conto e raccogliere il voto per la Regione uno lo è per il comune

    Riccardi. ricordiamo che per amore di partito, a chi dice che pensa solo a se stesso, ha ceduto il posto alla bella di Cerignola nonostante fosse fra i più suffragati. Ci sono primarie e primarie le prime furono utili e innovative per il territorio, queste inutili e dannose perché il territorio lo stanno dividendo grazie soprattutto ad una candidatura inappropriata come quella dell’avvocato rispetto al primo nome avanzato…evidentemente poi qualcuno ha pensato al domani….

    Giovani. Se ogni tanto entrate nel partito invece di parlare appoggiati alla vetrina di articoli sportivi noterete che segreteria e direttivo (cittadina e provinciale) sono formati anche da ragazzi che a trent’anni non ci arrivano….questa sarà la scusa (i giovani e la loro inesperienza ndr) per scrivere un articolo quando chi perderà le elezioni cercherà di distruggere il distruttibile?


  • sipontino esule

    Tranquilli! Quell’intera generazione di giovani di cui parlate pian piano se ne sta andando via da Manfredonia, o magari la maggior parte l’ha già fatto. E se lavorano o studiano fuori non hanno alcuna intenzione di tornarci, tanto meno per le votazioni comunali.
    #iononvoto


  • michele

    Ma mi faccia il piacere…. Sociologo
    le sue sono solo chiacchiere, non e’ un politologo
    e quindi non può fare un analisi così sempliciotta e campanilistica…
    dell’intera storia politica di Manfredonia e dei suoi politici…
    basata solo su chiacchiere in naftalina!!!
    Chissa’ perche’ vengono messi sotto torchio da lei solo la politica di centro sinistra e di centro destra …ma non sarà per caso simpatizzante del Movimento Cinque stelle …?! ..


  • miki

    Queste pillole di “saggezza” di Cavicchia non sono credibili e super partes dal momento che appoggia Prencipe! Poi non mi sembra che Prencipe sia attorniato da giovani (tolti alcuni ragazzotti) ma da vecchi politici ex amministratori fatti fuori dai giochi da Riccardi, Bordo e Campo.


  • Osservatore e commentatore

    Sono stato ad ascoltare i due competitor per queste primarie ed ho avuto la sensazione che l’avvocato abbia coinvolto di più nel senso che vuole partecipazione, mentre il suo sfidante ha tifosi senza se a senza ma.
    La partecipazione giovanile del 7/12 è stata di gran lunga superiore, mentre quella della scorsa domenica era inferiore in quanto a giovani ma superiore in termini di partecipazione. Nel quadro totale si evince che il target a cui si riferisce Prencipe sono i giovani, mentre l’altro mette insieme una banda in cui ognuno suona un diverso spartito cosi poi stonando nell’opera dell’insieme. Si dice che il Sindaco abbia già vinto e che in molti siano pronti a saltare sul suo carro, almeno che non ci sia la sorpresa dell’ultima ora e sarebbe un vero e proprio Coup de tèàtre.


  • GENERALE IN PENSIONE

    QUALCUNO MI SPIEGHI COME MAI IL GENERALE MARASCO GIUSEPPE AVEVA RACCOLTO FIRME PER MANDARE VIA RICCARDI,INDICANDO,AL CONTEMPO,COME UNICO CANDIDATO VALIDO GIANDIEGO GATTA E ORA LO STESSO MARASCO APPOGGIA L’ATTUALE SINDACO????

    CHI ME LO SA SPIEGARE?

    CORDIALMENTE
    Gen. Rino ESPOSITO


  • ilproletario

    Come mai i giovani sono lontani dalla politica????
    Ma è evidente, non hanno avuto i genitori in politica, perché qui a Manfredonia si va avanti in politica solo se portati avanti dal genitore, come il figlio dell’avvocato che diventa avvocato, oppure il medico, il negoziante, ecc.
    Campo, Bordo, Riccardi, Gentile, Magno e anche Gatta…. e forse qualche altro che potrebbe sfuggirmi, sono tutti figli di…… politici degli anni ’60. Il solo Ognissanti, ormai sessantenne, ha lottato per farsi avanti da solo, o meglio con l’apporto della sua numerosa famiglia. Vedi Cavicchia che queste cose te le ho dette a voce e anche a commento dei tuoi articoli, commenti che non so perché sono stati censurati. La tua analisi è “ad usum delphini”, è un panegirico del tuo Partito che, per l’amor di Dio, non è un peccato, ma si giustifica per la tua militanza.


  • LADY OSCAR

    Dal Vangelo secondo Cavicchia.
    Amen.
    Ps: Certo che è comico sentire da chi è in politica da una vita e ancora non molla le solite solfe sul ‘largo ai giovani’…


  • Franco

    Ormai sono convinto di una cosa: tutti i sostenitorio di Prencipe , ogni volta che parlano o filosofeggiano o sociologizzano, fanno perdere voti in quantità industriali…


  • michelangelo

    Caro Michele vorrei fargli presente che il Prof Cavicchia è un esperto in psicologia e quindi in comportamenti sociali, ha fatto politica da quando era in fasce ed è un esperto di politica non come dice lei un politologo, a parte questo credo che ci sia una confusione di ruoli sociali e politici, poi il fatto che il partito 5 stelle candidi giovani non vuol dire che siano competenti l’hanno dimostrato i 20 anni di politica “giovanile” (ormai maturi) che se manca la formazione nelle pubbliche amministrazioni e nei bilanci non è che si possa far tanto anzi, si finisce per cadere vittima della propria incompetenza. La cosa che mi amareggia è che la vecchia politica non abbia formato i nuovi giovani né x competenza, né x formazione né alla signorilità della vecchia politica. Il clima che vediamo in questo paese è elettrico e gli stessi giovani e anziani fanno muro tra di loro invece dovrebbero collaborare e creare programmi esaustivi per migliorare questo paese. I cittadini dovremmo collaborare tra di loro e non farsi la guerra per un ideale politico che ormai non esiste più dato che la sinistra nazionale ha oramai comportamenti privatistici che non hanno nulla a che vedere con gli ideali che portarono alla formazione della sinistra. Detto ciò mi auguro che tutti i partiti facciano un mea culpa e provvedano a salvaguardare il paese e le generazioni future dallo sfacelo già innescato.


  • quello che crede nella politica

    sono giovane e sono nel pd da poco e credo nella bella politica,i ragazzi non si avvicinano solo perchè non si sentono stimolati,ma all’interno ci sono veramente persone che vogliono dare spazio ai giovani,non diamo un’idea falsa di questo partito

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