CronacaFoggia

Lucera, rapina in concorso: arrestati muratore e disoccupato (F-V)

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Lucera – I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Lucera hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, per concorso in rapina: Leonardo Calabrese, 27enne di San Severo, disoccupato, già noto alle Forze di Polizia anche per reati della stessa indole; Nicola Colapietra, 24enne di San Severo, muratore, incensurato; mentre un terzo complice, riuscito a fuggire, è in corso di identificazione.

In particolare, verso le ore 20.15 del 16.01.2014, un cittadino telefonava al 112 e informava i Carabinieri che presso il centro commerciale denominato “Le Fornaci” sito in Lucera, lungo la strada provinciale 109 Lucera-Troia, era in atto una rapina a mano armata ad opera di tre uomini con volto travisato ai danni della gioielleria “Follie d’Oro”. Acquisita la segnalazione, i militari dell’Aliquota Radiomobile prontamente giungevamo sul posto, dove raccoglievano le prime informazioni e i primi indizi, ovvero che i rapinatori si erano dileguati a piedi verso i campi retrostanti all’edificio. Immediatamente, intuendo che con molta probabilità gli autori del reato potessero fuggire da altra strada, la pattuglia si recava su quell’itinerario notando un’autovettura Lancia Musa di colore grigio chiaro, ferma con il motore acceso ed i fari spenti sul ciglio della strada, in prossimità dell’accesso a un terreno agricolo. Dinanzi allo sportello lato guida, si trovava il Colapietra Nicola, mentre proprio all’interno del citato terreno agricolo, ed a pochi metri dalla Lancia Musa, vi era ferma una autovettura Fiat Panda di colore rosso, anch’essa con il motore acceso, ed un uomo intento a trasferire dei cassetti contenenti dei monili d’oro dalla Fiat Panda alla Lancia Musa. Alla vista dei Carabinieri, l’uomo con in mano i cassetti, li gettava per terra, dandosi a precipitosa fuga con la Fiat Panda, dirigendosi verso l’interno del fondo agricolo. Il Colapietra Nicola, tentava anch’egli la fuga a piedi all’interno del fondo, ma dopo alcuni metri, veniva raggiunto, immobilizzato e tratto in arresto dai Carabinieri. Dopo aver assicurato il primo malvivente, aprendo il bagagliaio della Lancia Musa, si notava la presenza di un altro rapinatore, accovacciato, con in mano una pistola semiautomatica, carica, con il colpo in canna. Dopo avergli intimato di arrendersi e di posare l’arma, veniva anch’egli immobilizzato e tratto in arresto. Nel contempo, altri militari giunti in supporto proseguivano le ricerche sul terzo complice che, tuttavia, riusciva a dileguarsi.

A seguito di attenta ispezione dei luoghi e delle perquisizioni operate sui soggetti, sulla Lancia Musa – di proprietà del Colapietra – e sulla Fiat Panda abbandonata nei campi, risultata provento di furto commesso pochi giorni prima in Termoli, venivano rinvenuti:
– una pistola semiautomatica calibro 7,65, marca Mauser-Werke, modello HSC, con matricola, munita di colpo in canna e altre 4 cartucce nel caricatore;
– una pistola a tamburo, priva di marca e matricola, in cattivo stato di conservazione, priva di munizionamento;
– un casco da motociclista;
– un passamontagna;
– una maschera di carnevale;
– un paio di guanti;
– l’intera refurtiva composta da gioielli aurei, di cui 750 anelli, 215 bracciali, 2 piccoli lingotti in oro, 147 collane.

Grazie ai fotogrammi estrapolati dal sistema di video sorveglianza del negozio, veniva ricostruita la dinamica dell’azione criminosa dei malviventi i quali, raggiunto l’ingresso della gioielleria, armati e a volto coperto, uno di loro si posizionava prima dell’entrata a copertura, gli altri due, sotto la minaccia dell’arma, si facevano consegnare dalla commessa le chiavi per aprire le vetrine di esposizione, da cui asportavano 13 espositori pieni di gioielli, fuggendo poi a piedi verso l’uscita del centro commerciale.

L’azione è durata pochi minuti. Tutti i preziosi recuperati, per un valore commerciale complessivo di circa 280.000,00 euro, sono stati restituiti al proprietario della gioielleria. Le autovetture, le armi e il materiale da travisamento sono stati posti sotto sequestro. I due arrestati sono stati tradotti presso la casa circondariale di Foggia su disposizione della locale Procura della Repubblica.

Redazione Stato@riproduzioneriservata

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