Manfredonia

“Per comprare casa servono 6 anni di stipendio”

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(via Tribuna, Manfredonia; Ph: Stato2012@)

(Labitalia) – “Sono necessarie 6,1 annualità per comprare casa, in linea con quanto rilevato nel 2012 (6,3 annualità)”. Lo indica l’analisi condotta dall’Ufficio studi del Gruppo Tecnocasa, ipotizzando che il reddito fosse destinato interamente all’acquisto di un’abitazione di circa 65 mq.

“Anche a livello locale non ci sono state variazioni di rilievo -spiega Tecnocasa- fa eccezione Firenze, dove servono 7 annualità (con un calo pari a -0,7), seguita da Verona che fa segnare 4 annualità, ossia 0,4 in meno rispetto al 2012. Si mantiene costante Napoli (7,4 annualità), sono in leggero calo (tra -0,1 e -0,3 tutte le altre città). Roma si conferma la città in cui serve il maggior numero di annualità: sebbene in calo (-0,1), il valore rimane sopra le 10 annualità (10,1 per la precisione). All’estremo opposto (3,7 annualità) c’è Palermo, che vede una variazione negativa pari a -0,3”.

L’allarme di Cgil e Fillea: boom delle morosità incolpevoli.

Nessun intervento per chi non riesce più a pagare l’affitto. Il Decreto Milleproroghe ha infatti previsto la sospensione degli sfratti per finita locazione per particolari categorie disagiate fino al 30 giugno 2014. Ma nel testo non c’è nessuna misura per gli sfratti per morosità, la vera emergenza che attanaglia il Paese.

L’allarme è lanciato dalla Cgil in collaborazione con la Fillea, attraverso la sua newsletter “Politiche abitative”. La misura approntata dal governo per le categorie disagiate, secondo il sindacato di Corso d’Italia “era senz’altro necessaria, ma non affronta il tema delle morosità incolpevoli, dovuta a chi non riesce più a sostenere le spese della casa in un mercato che mostra evidente incompatibilità tra aumento dei costi e riduzione dei redditi reali”.

Dall’inizio della crisi, in effetti, sono stati emessi 265 mila sfratti per morosità e 140 mila provvedimenti sono stati eseguiti. Considerando quelli emessi precedentemente, si stima che almeno altri 200 mila nuclei familiari hanno provvedimenti di prossima esecuzione. Cgil e Sunia, nel frattempo, hanno ripetutamente denunciato la gravità del fenomeno e la necessità di individuare misure in grado di affrontare i nodi strutturali che hanno determinato una crisi così acuta del sistema abitativo, risultando oggi urgente trovare soluzioni adeguate all’emergenza in atto.

Almeno 400mila famiglie italiane hanno di fatto bisogno di un’abitazione a costi sostenibili o di forme di sostegno al reddito che risolvano le morosità già presenti e quelle che possono insorgere. Il fondo per l’affitto recentemente rifinanziato con 100 mln di euro per il biennio 2014-2015 e quello per le morosità appena istituito con 40 mln, per la Cgil, “non rappresentano una risposta significativa, poiché le risorse sono insufficienti”.

La loro utilizzazione non prevede inoltre tempi rapidi ed i provvedimenti continueranno nel frattempo ad essere emessi ed eseguiti. Per il sindacato, quindi, “è necessario che in sede di conversione del Decreto siano introdotte misure per risolvere il dramma delle morosità incolpevoli” e “che vengano affrontati i nodi strutturali del settore attraverso una nuova politica della casa orientata all’ampliamento dell’offerta abitativa in affitto di edilizia residenziale pubblica e sociale e al sostegno al reddito delle famiglie”.

La Cgil, tra l’altro, ha già proposto un “Piano per l’emergenza”. Il testo prevede il sostegno al reddito delle famiglie, attraverso fondi con dotazioni adeguate per l’affitto, per le morosità e per i mutui prima casa. Si prevede inoltre l’ampliamento dell’offerta abitativa in affitto di edilizia pubblica e sociale, e per l’edilizia sovvenzionata. Il tutto attraverso “accordi tra amministrazioni locali, associazioni dei costruttori, sistema cooperativo e organizzazioni sindacali per un ‘Nuovo patto’ che da un lato favorisca l’immissione sul mercato di alloggi adeguati alla domanda, in proprietà e soprattutto in affitto, dall’altro attivando, da parte dei Comuni, condizioni favorevoli (aree a basso costi, immobili pubblici da ristrutturare, agevolazioni fiscali).”

La cedolare secca, infine, a detta della Cgil, “deve essere abolita come opzione per il canale libero”,mentre “le forme di tassazione devono prevedere penalizzazioni per gli alloggi sfitti e incentivazioni per quelli dati in locazione a canone concordato”.


Fonte RASSEGNA



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Commenti


  • G'sepp u scialpone

    A Manfredonia ce ne voglio 12 di anni perché i pressi sono stellari, nonostante la crisi.


  • totino

    Ad avere lo stipendio mica siamo tutti fortunati/raccomandati


  • indignato speciale

    bravissimo totino ormai lavorare e diventato lusso per pochi e quei pochi sono raccomandati dalla politika dove finiremo


  • az

    con sei anni a stento ti ci paghi l’affitto a manfredonia…


  • totino

    Finiremo come un altri paesi europei dove lo statale non é lavoro fisso a vita, é l’ unica soluzione per migliorare i servizi


  • yenea

    Non si è ancora capito che le case difficilmente si potranno acquistare ancora perchè il notaio la prima domanda che ti fa è come hai racimolato il denaro e se il tuo reddito te lo consentiva……oggi solo con un minimo di anticipo di 20.000/30.000 euro e la restante parte con il mutuo (quando lo danno) si può acquistare casa! In altro modo scatta immediatamente l’accertamento dell’agenzia delle entrate! In effetti i vendesi sono tantissimi ma nessuno acquista, fateci caso!!!!!!!!!!!!!!


  • az

    QUOTO MATTEO B. A MANFREDONIA SONO RIMASTI AL 2000 . LA CASA IN CENTRO 5600000 EURO…SE TI VA BENE…ALTRIMENTI CI DEVI SPENDERE 100200000 PER RISTRUTTURARE….CHE LE CASE ORA VANNO 354045 EURO A METRO QUADRO NON PIU’ A 130140…


  • Matteo B

    Yenea a Manfredonia i vendesi sono tanti ma nessuno acquista perché chi vende pensa di far l’affare e non è disposto ad abbassare il prezzo.


  • pollimj

    Ma se ci sono più vendesi che case occupate tra poco, che pretese ci sono


  • UN SOPONTINO!!

    io non so la storia dei due che dicono che chi lavora e raccomandato ma non oso fare neanche polemica , vorrei dire che non e sempre cosi ,perchè ci sono persone che anno sudato in giro per l’italia e per il mondo prima di arrivare ad una situazione lavorativa stabile a Manfredonia , mentre altra gente in questo paese bivaccava e si divertiva non pensando al futuro e poi penso che bisogna avere il coraggio di andare via da un posto dove non si trova lavoro stabile “parlo al passato non di oggi ” quindi i due signori sono pregati non dire fesserie perche di raccomandati in questa città ci sono e vero ma non tutti. Scusate il disturbo!!!


  • antonio

    sipontino hai pienamente ragione, la gente di manfredonia sa solo lamentarsi, ma quando si tratta di rimpoccarsi le maniche si tirano tutti indietro, meglio restare con mamma e papà che andare altrove soli a far sacrifici; meglio far festa nel paese dei balocchi che sudare in un posto che non sia manfredonia…
    chi è causa del suo mal pianga se stesso!


  • pino

    concordo con sipontino e antonio.


  • conisoldisimammànoncivaiincanadà

    Con i soldi di mammà non ci vai in canadà, non vantiamoci di meriti dei genitori (portafogli)

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