Manfredonia
"Dobbiamo comprendere quale sanità la Puglia voglia mettere in campo"

Riccardi: “Piano riordino: non può essere fatto di corsa per ‘accontentare’ Roma”

La proposta: unità Asl a Manfredonia, con sede ARPA. Le preoccupazioni dopo i dati del dr. Bianchi riferiti al SIN di Manfredonia


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Manfredonia. “C’E’ un grande lavoro da fare, al quale dobbiamo dedicare attenzione, senza fretta, perchè non possiamo produrre un piano solo per il ‘bene’ di chi sta a Rona. Dobbiamo comprendere quale sanità la Puglia voglia mettere in campo. E’ un tema fondamentale, che riguarda tutti i cittadini”. E’ quanto ha detto il sindaco di Manfredonia Riccardi durante il Consiglio comunale monotematico relativo alle determinazioni del Piano di riordino ospedaliero della Regione Puglia. Presenti tra l’altro, nell’aula consiliare: il DG dell’Asl Foggia Vito Piazzolla, i consiglieri regionali P.Campo, G.Gatta, G.De Leonardis.

“Le notizie sono diverse e confuse”, ha detto il sindaco “e non aiutano ad avere un quadro completo sulle prossime decisioni. Anche il Consiglio di questa sera sconterà questo limite oggettivo. In ogni modo, ribadisco come la battaglia sul presidio ospedaliero di Manfredonia abbia avuto una grande attenzione delle forze politiche territoriali ma anche l’assoluta assenza di chi ha diretto l’Asl prima del dr. Piazzolla (A.Manfrini,ndr). Mai avuta la possibilità di un confronto con l’ex Commissario straordinario, diversamente da quanto sta avvenendo ora.”

“Certo – ha continuato il sindaco – siamo tutti presi a guardare a cosa succede e succederà nei nostri ospedali, mentre giorni fa un ragazzo di Trinitapoli è morto all’età di 13 anni ai margini di un campetto per la mancanza ipotetica di un defibrillatore a bordo di un’ambulanza. Le indagini sono in corso ma certo si comprende come in provincia di Foggia paghiamo uno scotto, in termini sanitari, da non sottovalutare”.

“La Commissione comunale speciale sanità ha lavorato per alcune settimane. Ha avuto un confronto con la città, con le parti che hanno un ruolo con la sanità. Ma dobbiamo innanzitutto ricordaci come e perchè siamo giunti fino a questo punto. E non guardare solo ad oggi. Il Piano Fitto: dallo stesso abbiamo costruito con il Governo Vendola un prima base per il riordino del sistema sanitario pugliese. C’è stata l’apertura al San Camillo di reparti: non dimentichiamoci che avevamo dei locali del Pronto soccorso che si allagavano dopo una pioggia. Dunque, abbiamo fatto molti passi avanti. Penso ad esempio alle due sale operatorie inaugurate dal Governatore Vendola. Poi è accaduto quello che è accaduto: l’arrivo di due piani di riordino con tagli ricaduti sulle nostre pelle. Piani pesantissimi ma in verità non attuati tranne che nella riconversione parziale di alcune strutture ospedaliere (San Marco in Lamis, Monte Sant’Angelo, Torremaggiore). Dunque cosa è in realtà accaduto? Le strutture si sono depotenziate, declassificate e hanno dovuto arginare e fronteggiare vere e proprie emergenze: blocco del turnover, blocco delle assunzioni, e limitazioni che questi piani di riordino non avevano hanno previsto. Il tutto arrecando un grande pregiudizio per la salute dei cittadini e dunque per l’ospedale San Camillo.”

Un momento del Consiglio comuanle

Un momento del Consiglio comuanle

“Posso solo dire, in previsione del nuovo piano di riordino, che la sanità non può più essere vista sono con i tagli dei posti letto. Questa ‘strada’ finora non ha prodotto risultati. Prestiamo invece attenzione alla relazione della Corte dei Conti riferita alla gestione dell’Asl Foggia del 2013: quello che emerge è un quadro di una sanità al collasso, senza una pianificazione, addirittura viene messa in discussione la dotazione organica, spese per mobiliutà passiva di oltre 65 milioni di euro”.

“Quello sul quale vorrei porre la vostra attenzione è un tema di fondo – ha detto il sindaco – pensiamo al recente caso di una donna di Vieste che è arrivata la mattina al San Camillo trovando il servizio di ginecologia disponibile. Cosa sarebbe accaduto se fosse arrivata di notte? Se non avremo le condizioni minime in ospedale tutto diventerà più complicato. Ma dobbiamo valutare le questioni al di là dei numeri. La strututra di Manfredonia pecca di servizi, abbiamo limiti oggettivi. In questo senso bisogna lavorare. Anche guardando all’esterno: abbiamo due strutture ospedaliere con 800 posti letto: servono davvero? Servono, se poi abbiamo una mobilità passiva con i numeri indicati? Ci auguriamo che domani, se ci sarà un primo approccio della Giunta regionale sul piano di riordino, si vorrà davvero voltare pagina, per una sanità al servizio del territorio.”

Infine il riferimento a recenti dati comunicati dal dottor Maurizio Bianchi (CRN) in correlazione con il SIN di Manfredonia: “Abbiamo elementi che possono fornire preoccupazioni, al di là di numeri forniti per la bonifica del SIN di Manfredonia non corrispondenti alla verità. Non siamo al 18%, fermo restando che si discute ancora del sistema di pulizia della falda. La bonifica è innanzitutto un processo condiviso tra parti. Il Ministero competente ha l’obbligo di dare delle risposte rispetto al piano di bonifica proposto”.

PIAZZOLLA. La tesi del dg Piazzolla è quella di una rete ospedaliera tra Manfredonia, Foggia (Riuniti) e San Giovanni Rotondo (Casa Sollievo). Il San Camillo con funzioni di ospedale di base in collegamento con le altre strutture di primo livello.

REDAZIONE STATO QUOTIDIANO, DDF@RIPRODUZIONERISERVATA

Riccardi: “Piano riordino: non può essere fatto di corsa per ‘accontentare’ Roma” ultima modifica: 2016-02-18T18:57:31+00:00 da Redazione



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Commenti


  • antonella

    Il presidente della corte dei conti giudica un vero fallimento la spending revew basata sui tagli ai servizi ai cittadini, mentre si mantiene in piedi sprechi e tanto altro che non è possibile dire, certe cose accadono solo qui al sud perché si omettono i controlli e tutti , grazie alla politica, riescono ad avere un posto al sole a spese dei contribuenti.


  • Anna

    Per Antonella …..Vai a lavorare invece di dire cavolate ….. Come sempre …


  • antonella

    Anna di solito gente come te a quel paese lontano, ci va da sola, il lavoro è finito grazie alla politica e ai politicanti che si sono ” mangiati tutto” non hanno lasciato neanche le briciole, e sono loro e quelli come te che hanno rovinato questo paese mandandolo letteralmente sulla tangenziale, posto da dove molte/i hanno fatto fortuna con la raccomandazione.


  • pino83

    Parole…Parole e soltanto parole sei ridicolo…..


  • Alchimista

    Antonella le tue parole sono la sacrosanta verità e chi ti aggredisce o non vuole vedere o è parte del sistema. Sarei curioso di sapere quante persone sono entrate lì per concorso. Personale sanitario che fuma ovunque, all’interno parcheggi privati e selvaggi senza parlare di tutti gli ammanchi di materiale. L’ospedale si deve salvare ma facciamo nostra culpa, rimettiamo il malato al centro.


  • La politica è la cancrena della nostro Italia.

    D’accordo con Antonella, dovrebbero tagliare la mani ai corrotti e ai ladri della politica e anche ai loro clienti.


  • iovidi

    La conclusione è sempre la stessa… dove c’è la politica c’è il malaffare…. tranne pochissime eccezioni…. e salvando una minimissima parte di personaggi politici….
    (da ultimo il caso della sanità in Lombardia…. politici che non dobbiamo dimenticare in altre occasioni mostravano il cappio e urlavano “Roma ladrona”…. gli stessi unitamente a tanti altri hanno spostato al nord…. il fenomeno.
    Al Sud ormai non c’è più tanto da -…… però ugualmente stanno tanti ruba galline.


  • Politici corrotti e ladri al muro!

    Bisognerebbe metterli subito al muro chi – si soldi al popolo! La classe politica italiana è la più corrotta, cialtrona e incapace del mondo.

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