Regione-Territorio
"Il principio costituzionale della laicità non significa indifferenza rispetto all'esperienza religiosa"

“Riti religiosi all’interno delle mura scolastiche”: Tar Emilia boccia

La sentenza del Tar annulla la delibera del consiglio d’istituto che all’epoca era guidato da Giovanni Prodi


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IL Tar dell’Emilia Romagna si è espresso con un netto e chiaro “No” circa possibilità di celebrare riti religiosi all’interno delle mura scolastiche. Una sentenza importante che rappresenta un’occasione per venire a capo del ridondante e mai chiaro confronto, a volte scontro, tra coloro che in nome dei principi sanciti dalla Costituzione italiana, desidera una scuola laica, e chi invece, in nome di personali credenze desidera far entrare nelle mura scolastiche ritualità ed argomenti apertamente confessionali. Non importa che i riti confessionali avvenissero fuori dagli orari di lezione e su base volontaria, perché in ogni caso si tratta “di un’iniziativa discriminatoria che calpesta la laicità dello Stato e quindi la laicità della scuola pubblica.”

La sentenza del Tar annulla la delibera del consiglio d’istituto che all’epoca era guidato da Giovanni Prodi, nipote dell’ex premier Romano Prodi, dell’Ic 20 di Bologna. Diretto dalla preside Daniela Turci, (consigliere comunale del Pd), che ha autorizzato la celebrazione delle benedizioni pasquali a scuola.

Monica Fontanelli del Comitato presentatore del ricorso avverso la decisione del Consiglio di Istituto comunica che: “Con l’accoglimento – da parte del Tribunale – si è affermato un principio importantissimo, non solo per la scuola di Bologna, ma per la scuola italiana. L’indicazione è estremamente chiara: la scuola è laica. A scuola si insegna a vivere insieme, si fa cultura. Le pratiche religiose – confessionali – restano fuori. E’ stato affermato un principio della Costituzione”.

Si legge nella sentenza infatti che “il principio costituzionale della laicità non significa indifferenza rispetto all’esperienza religiosa, ma comporta piuttosto equidistanza e imparzialità rispetto a tutte le confessioni religiose”. La scuola – proseguono i giudici – non può “essere coinvolta nella celebrazione di riti religiosi che sono attinenti unicamente alla sfera individuale di ciascuno” secondo scelte private di natura incomprimibile “e si rivelano dunque estranei ad un ambito pubblico che deve di per sé evitare discriminazioni”.

L’indicazione dei giudici amministrativi infatti è estremamente chiara: la scuola è laica e le pratiche religiose confessionali devono restarne fuori.

Ovviamente, il caso ha incendiato nuovamente le polemiche, che già rimbalzarono anche sulle pagine dei giornali stranieri (dal New York Times a El Paìs) e subito è arrivata la reazione della Curia bolognese che ha espresso “stupore e amarezza” per una scelta non condivisibile in quanto “non contribuisce all’affermazione di una laicità correttamente intesa”. Bisognerà solo comprendere che cosa intenda la Curia per “laicità correttamente intesa” e se voglia, in merito, fornire qualche suo consiglio al Tribunale Regionale Amministrativo, o magari alla Suprema Corte Costituzionale, interprete autentico della Carta Costituzionale.

“Da oggi – sottolinea Fontanelli, del Comitato promotore – nessuno potrà fingere di non sapere, la laicità della Scuola è un valore di civiltà e non può essere calpestato”.

(A cura di Francesco Saba – francescosaba1989@gmail.com)

“Riti religiosi all’interno delle mura scolastiche”: Tar Emilia boccia ultima modifica: 2016-02-18T18:04:56+00:00 da Redazione



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Commenti


  • fato

    Questo comportamento crea fanatismo e lacerazioni piu’ di come gia’ SI verifica.non siamo in un tribunale!

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