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A tal proposito, il Presidente Capacchione, ha sollecitato gli associati e tutti i balneari pugliesi

A Foggia le richieste del SIB Concommercio Puglia

Sono state queste le richieste avanzate dal SIB Puglia durante l’assemblea regionale del Sindacato Balneari Confcommercio svoltasi a Foggia presso la sede dell’organizzazione di categoria venerdì 18 marzo

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Foggia. Avviare immediatamente un intervento riformatore che salvaguardi le aziende balneari attraverso la previsione:
• di un periodo transitorio trentennale analogo a quanto previsto in Spagna e in altri Paesi europei;
• di un indennizzo pari al valore dell’azienda eventualmente persa;
• della sdemanializzazione e alienazione, con diritto di opzione in favore del concessionario delle aree di sedime delle strutture che abbiano perso le caratteristiche della demanialità;
• di costi delle concessioni (canoni, tasse regionali, IVA, TARI) più equi e sostenibili.

Sono state queste le richieste avanzate dal SIB Puglia durante l’assemblea regionale del Sindacato Balneari Confcommercio svoltasi a Foggia presso la sede dell’organizzazione di categoria venerdì 18 marzo. All’affollata riunione foggiana – alla quale hanno preso parte delegazioni di balneari provenienti da tutta la Puglia – sono intervenuti il Vicepresidente nazionale nonché presidente pugliese del SIB Antonio Capacchione, l’Assessore regionale al demanio Raffaele Piemontese, il senatore Salvatore Tomaselli capogruppo PD della X Commissione attività produttive del senato e l’on. Michele Bordo, Presidente della XIV Commissione affari europei della Camera dei Deputati. Per il presidente SIB Antonio Capacchione: “il turismo balneare della nostra Regione è minacciato dall’incertezza normativa di provenienza europea, causata dal ritardo del Governo e del Parlamento nazionale nella emanazione di una nuova organica disciplina del settore che sostituisca quella ancora vigente non più adeguata”. Infatti la vicenda giudiziaria riguardante la vigente proroga al 2020 della durata di tutte le concessioni demaniali marittime con l’imminente pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha riproposto la “questione balneare italiana” all’attenzione delle forze politiche, della pubblica opinione ma soprattutto delle 30.000 imprese e delle centinaia di migliaia di addetti fra diretti e indiretti che operano in questo settore rigenerando in queste ultime ansia e preoccupazione.

“Sono ormai dieci anni- ” ha insistito Capacchione – che il sindacato sollecita, inascoltato, tutti i Governi e i vari Parlamenti che si sono sin qui succeduti, a porre mano a una riforma organica di questo cruciale settore economico, prezioso patrimonio del nostro Paese. L’insieme delle regole che ancora lo disciplinano, infatti, risalgono sostanzialmente al Codice della navigazione del 1942 e in questi ultimi decenni più che alla semplificazione delle Istituzioni che lo governano si è assistito al loro moltiplicarsi e sovrapporsi (Ministero delle Infrastrutture, Regioni, Comuni, Agenzia del demanio, Agenzia delle dogane). Vivace e produttivo il confronto che è scaturito con un susseguirsi di interventi che ha evidenziato la necessità di tutelare la certezza del diritto e la buona fede di chi ha confidato nello Stato che, per decenni ha garantito, con le norme e con la prassi amministrativa, la continuità delle imprese e degli investimenti. Nel corso della mattinata non sono mancati accenni alla nuova minaccia costituita da iniziative economiche come quella delle cd trivellazioni, incompatibili con la realtà e la crescita turistica delle coste. A tal proposito, il Presidente Capacchione, ha sollecitato gli associati e tutti i balneari pugliesi che apriranno le proprie strutture nelle prossime settimane a farsi parte attiva e diligente nella diffusione dei contenuti referendari invitando a votare “si” per uno sviluppo economico che superi il modello energetico basato sul fossile.

Redazione Stato Quotidiano.it



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