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Twiga Otranto, Stea: “Essere contro vuol dire fare il gioco del malaffare”

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Bari. “Il Twiga ad Otranto porta lavoro, benessere, sviluppo. Porta ossigeno in una regione che è la più ricca tra quelle povere, ma la più povera tra quelle ricche. Una regione che deve fare i conti con la fuga senza sosta non solo dei giovani laureati, ma ormai anche dei lavoratori stagionali. La storia del Twiga di Otranto è lo specchio di un Paese vittima di un ambientalismo cieco, zeppo di ideologia e vuoto di buon senso. Un ambientalismo lontano anni luce dalla realtà”. È quanto in una nota sottolinea il consigliere regionale (gruppo Ap), Gianni Stea.

Ben vengano le inchieste della magistratura – prosegue – utili ad accertare che nell’iter per la realizzazione di tali opere non siano stati commessi abusi e soprusi, ma se poi non risulterà alcun illecito, non si dia inizio ad una nuova guerra tra poveri perché la Puglia ha fame di locali quali il Twiga, perché la Puglia ha mare, sole, spiagge, masserie, arte, ma non è l’unica regione in Italia baciata dalla storia e della natura. Perché gli altri vanno avanti e noi restiamo ipocritamente a contare i nostri ragazzi che hanno ricominciato a prendere i treni per il Nord”. Stea punta l’indice contro i “soliti figli noti pronti alle barricate. Questi signori hanno alternative serie da offrire a centinaia di ragazzi in cerca di occupazione? Questi signori hanno alternative serie da offrire per lo sviluppo di aree costiere dove spesso si confonde la tutela della natura e dell’ambiente con l’abbandono? La Puglia – afferma Stea – ha circa mille chilometri di costa, e solo una minima parte è degna di un’offerta turistica dignitosa a livello locale, nazionale e internazionale perché mancano infrastrutture adeguate, e dove ci sono spesso sono figlie dell’improvvisazione, grondano di degrado, confondono la natura con il nulla. Nessuno, sia chiaro, chiede il via libera agli ecomostri, ma pretendere un po’ di sano buon senso, pretendere l’abbattimento di dannose barriere ideologiche (dove il Twiga è antipatico e brutto solo perché lo realizza Briatore) non può che far bene ad una nuova stagione di sviluppo sociale ed economico. Lontano dalle sirene intellettualoidi e ultra chic di chi combatte il turismo esclusivo con atteggiamenti ancora più esclusivi e lontani dalle reali esigenze dei cittadini”.

“In Consiglio regionale – conclude Stea – trovando del resto la sponda da parte della Giunta, sto portando avanti una proposta di legge per l’allungamento della stagione estiva che prevede anche un diverso calendario scolastico 2016/2017 (attualmente l’inizio delle lezioni in Puglia è fissato al 15 settembre). Creare i presupposti per far sì che la nostra regione possa vivere, e bene, quasi esclusivamente di turismo e poi non solo non far niente affinché questa possibilità si concretizzi, ma addirittura farci una guerra contro, vuol dire danneggiare non Briatore (che nel caso farà altrove i suoi investimenti), ma un’intera società che cerca riscatto e benessere lontano dalle tentazioni del malaffare. Vuol dire fare il gioco del malaffare”.



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