ManfredoniaMonte S. Angelo
"Sono andato in giro fuori a distribuire curriculum"

Manfredonia, ex occupato Zadra Vetri “Non mi sono arreso, ho trovato 2 volte un lavoro”

"Per punire i politici che non ci piacciono ci sarà sempre la cara urna elettorale"

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Manfredonia, 18 aprile 2017. GESTI autolesionistici di disoccupati per la mancanza di un lavoro: messaggio su Stato Quotidiano di un ex dipendente della Zadra Vetri, ex azienda del Contratto d’area territoriale, dedita al tempo alla lavorazione, fornitura e posa di manufatti in vetro sita nell’Isola 13, area ex Enichem.

La lettera. “Fermo restando che gesti simili (scenate o vere che siano) non risolvono nulla, trovo ridicolo specularci su politicamente dando la colpa all’euro, all’Europa o a questo e quel partito. A Manfredonia il lavoro non c’è mai stato (tranne che per chi è ben intrallazzato) neanche prima dell’euro e di questa europa. La politica fa schifo? La politica ha sbagliato? La politica può fare meglio? Sicuramente, ma se invece di sprecare inutilmente energie per imprecare contro questo o quel politico di impegnassimo di più per cercare di migliorare la nostra situazione (magari cercando un lavoro anche fuori Manfredonia) le cose andrebbero sicuramente meglio.

Per punire i politici che non ci piacciono ci sarà sempre la cara urna elettorale.

P.s
Ho perso il lavoro alla Zadra vetri di Manfredonia.
Sono andato in giro fuori Manfredonia a distribuire curriculum.
Ho lavorato due anni a Trento in un’azienda di materiale elettrico, da questa mi sono licenziato 2 mesi fa perché ho trovato lavoro un un’azienda di ceramiche a Modena, in cui mi trovo benissimo. E senza alcun tipo di aiuto da parte di nessuno.” (Manfredonia, 18.04.2017 – Michele)

FOCUS OCCUPAZIONE IN PROVINCIA DI FOGGIA (LUGLIO 2015)
Mercato lavoro Manfredonia, dati Istat fino a 2011. I numeri

Anche se si fa finta di non vedere, “il 45% in Provincia di Foggia è senza lavoro”

CONTRATTO D’AREA MANFREDONIA/MONTE SANT’ANGELO/MATTINATA- DAGLI INVESTIMENTI AL CROLLO :
RELAZIONE 2013
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Redazione Stato Quotidiano.it – riproduzione riservata



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Commenti


  • antonella

    Complimenti michele per la tua indole tenace, bravo, trovare un lavoro è possibile fuori di manfredonia certo, comunque è un lavoro.
    Riguardo ai politici il loro modus amministrandi, non è semplice come affermi, perchè magari si riuscisse a cambiare con la matita e la scheda elettorale, purtroppo non tutti sono persone sane ed oneste, tanti hanno trovato convenienza nel vendere se stessi e il proprio voto, cosa ancora in auge, la dignità di certi compaesani è alta come l’altezza di una formica, e c’è chi non ne ha proprio.
    Ed è per questa gente, che tu come tanti altri, si è costretti ad imigrare, votando gli stessi politici incompetenti, si genera un impasse amministrativo che non permette di rinnovare le idee ne la buona pratica di governare per il bene di tutta una comunità in modo da farla crescere e rinnovare e prosperare. Ai miei concittadini che ancora oggi vendono il proprio voto svendendosi con esso, voglio dire che, più basso è il prezzo, più irta e lunga, è la strada da percorrere per tutti.


  • Antonello Scarlatella

    Concordo con il dipendente. Le possibilità di trovare occupazione sul territorio Italiano sono molte.
    Basta vedere in ristoranti specie nelle grandi città non esiste più un cameriere o un cuoco Italiano, negli hotel non esiste più personale Italiano. E vi garantisco pagano.
    Nelle aziende del nord Italia e parliamo di grandi aziende non piccole aziende un buon 40% degli occupati sono stranieri. Ed anche in questo caso si viene pagati a tariffa sindacale.
    Vedo molti amici qui a Manfredonia che si cullano con gli ammortizzatori sociali poi dopo quando scadono vanno in crisi.
    Parlo di quelli che magari hanno perso il posto di lavoro e ad oggi si trovano in mobilità. Magari attendono che qualcuno, il politico di turno oppure l’amico di turno gli risolva il problema.
    Invece è proprio stando in mobilità che le occasioni di lavoro aumentano.
    Le aziende sono più propense ad assumere in quanto hanno sgravi fiscali.
    Basta andare al nord e qualcosa vien fuori.
    Certo bisogna avere il coraggio di rivoluzionare la propria vita.
    Chi ha comprato casa deve rivenderla, ci vuole consapevolezza anche da parte dei familiari che la vita non è Corso Manfredi o il lungomare, quindi ci vuole un grande appoggio da parte di mogli e figli.
    Al nord non assumono se mandi i curriculum dalla tua città. Devi essere li sul posto.

    Vi è da dire però che in molti vanno nel panico quando perdono il lavoro. Si sentono esclusi, iniziano ad andare in depressione e non riescono più a trovare un equilibrio.
    Qui ci vuole aiuto sociale. Magari anche creando degli appositi spazi che facciano sentire chi ha perso il lavoro meno escluso e li aiuti a ricollocarsi anche se in altre aree geografiche.
    Purtroppo non tutti reagiscono nello stesso modo e non tutti riescono ad affrontare con coraggio e determinazione il momento di difficoltà contingente.

    Un appello però andrebbe fatto ai ragazzi a coloro i quali hanno un’età che va dai 18 ai 25 anni.
    Darsi da fare anche con lavori umili, invece di farsi finanziare discoteche e pub da parte dei genitori si facessero finanziare viaggi e alloggi in città dove ci sono più opportunità di lavoro.
    Imitiamo un po’ più gli stili americani non sono per l’i phone ma anche per altro. Purtroppo noi dall’america prendiamo solo quello che ci fa comodo.
    In america i ragazzi si pagano gli studi con un finanziamento garantito dallo stato, quando si laureano hanno già un debito che va dai 30 ai 40 mila dollari. Dopo la laurea fanno qualsiasi tipo di lavoro pur di iniziare a salire la scala della vita.
    A Manfredonia non cambierà assolutamente nulla sul fronte occupazione almeno per i prossimi 15 anni.
    Siamo in piena crisi internazionale e le forze politiche non sono in grado di intercettare le risorse del territorio quali turismo ed agroindustria che costituiscono fonti di lavoro e di occupazione di grande interesse.

    Vorrei ricordare ai ragazzi che geni come Steve Jobs hanno iniziato da lavori umilissimi. La vita è una scala si parte dal primo gradino e se si è visionari si arriva all’ultimo gradino diversamente il rischio è che la scala non la si salga proprio.

    Paradossalmente le opportunità lavorative nascono proprio quando si è già occupati anche se lavori cosiddetti di basso profilo.

    Ci vuole coraggio e determinazione. Io qui in città di coraggio e determinazione ne vedo poca. Non parliamo della complicità dei genitori che rende la cosa ancora più distruttiva.

    Conosco tantissimi casi di mamme che alle ore 12 portano il cappuccino al figlio a letto a 25/26 anni…..non credo che queste mamme siano donne sagge.

    Noi genitori dobbiamo investire sul futuro dei figli. Non facendo debiti per acquistargli l’auto o la casa o peggio ancora per finanziargli inutili lussi ma aiutandoli a stare fuori città per trovare una occupazione e costruirgli un futuro stabile.

    Non si può guardare al futuro ispirandoci a principi e stili di vita che appartengono al passato.

    Antonello Scarlatella


  • disgustato

    manfredonia e l’italia si salvano solo cacciando dal parlamento, dai comuni, dalle regioni tutti i politici del Pd che sono i peggiori della storia dall’Unità d’italia! Hanno trasformato l’Italia in una fogna mondiale di disperazione, insicurezza l’eden della casta e di tutti i delinquenti di qualsiasi etnia dagli italiani agli ecuadoregni!


  • asd

    hai ragione antonello: prima bisogna traserirsi a nord alla cieca e poi andare in giro coi corricula, bisogna essere residenti li altrimenti non ti prendono in considerazione


  • tutto giusto

    Leggo con interesse quest articolo. Trovo giusti i commenti…ma fino a quando il governo e la regione elargiscono casse integrazioni per anni..
    E anni…..la vedo dura che qualcuno si vada a cercare un lavoro….
    Basta vedere gli ex dipedenti della manfredonia vetro….


  • Raffaele Vairo

    Caro Antonello,
    l’invito che fai ai disoccupati, giovani soprattutto, di “darsi da fare” lo condivido.
    E’ quello che faccio quasi tutti i giorni nel mio lavoro, che tu conosci.
    Il lavoro non solo va cercato e ricercato, senza sosta e senza scoraggiarsi, ma va anche “scoperto”.
    Benissimo hai fatto a ricordare che Steve Jobs ha iniziato facendo lavori umilissimi e che oggi “non si può guardare al futuro ispirandoci a principi e stili di vita che appartengono al passato”.
    Tuttavia, devo dire che non condivido affatto l’idea che trova larghi consensi (soprattutto tra chi il lavoro c’è l’ha) secondo la quale il disoccupato non deve “lagnarsi”, perchè in fondo se non lavora la colpa è sua!
    Non è cosi. Conosco disoccupati, giovani e meno giovani, che pur “coraggiosi e determinatati” non riescono a trovare un lavoro, anche se umile, “rispettoso” più che dei diritti della dignità della persona.
    La crisi che stiamo attraversando, com’è noto, sta provocando disoccupazione e sofferenze sociali senza precedenti. Il lavoro, come ben sai, è strettamente collegato all’andamento dell’economia, nonché alle strategie e alle scelte di politica economica e finanziaria dei Governi nazionali e sovranazionali.
    Permettimi di concludere parafrasando un po’ il tuo pensiero: non possiamo guardare al futuro con fiducia se non cambierà radicalmente l’indirizzo di politica economica e finanziaria, perchè queste politiche sono la causa principale di disoccupazione e sofferenze sociali:
    Un caro saluto.
    Raffaele Vairo


  • Sfascio italico

    Povera Italia in che stato hanno ridotto i tuoi figli, povera Puglia e povera Manfredonia..


  • Governo scafista

    La politica dominante italiana da anni , specialmente nel sud crea sacche di povertà e disocuppazione con il solo fine losco di attingere consensi con promesse alla clientela affamata e per affarmarla ancora di più permette l’ingresso di milioni di immigrati lavorativi da poter sfrutta a 0,10 centesimi all’ora e cercando anche di ottenere i loro voti.


  • Antonello Scarlatella

    Raffaele nn ho detto questo. Anzi ho specificato che ci sono una parte di coloro i quali perdono il lavoro vanno nel panico e bisogna aiutarli.
    Concordo che le politiche economiche non sono atte ad un rinascimento occupazionale e sociale della nazione.


  • Raffaele Vairo

    Antonello quando dicevo di non condividere l’idea secondo la quale “il disoccupato non deve “lagnarsi” perchè, in fondo, se non lavora la colpa è sua”, non mi riferivo a te ma allo stereotipo, un po’ superficiale e spocchioso, che si sta diffondendo in questi ultimi tempi sui senza lavoro.


  • Italiano

    Smettetela di stilare lunghissimi pensieri. Ma che si debbono inventare i giovani? Addirittura qualcuno crede che l’ltalia siano gli USA! Non avete capito che l’ Italia e morta e sepolta con questa mostruosa tassazione?


  • Ponti che crollano sulla testa dei Carabinieri

    L’ Italia è a pezzi! Ormai non c’è più niente da fare che fuggire via prima che ci fanno morire tutti i nostri politici!


  • SIPONTINO VERO

    Io lavoro a ravenna , ma ho notato che lo sfruttamento da parte di imprenditori e uguale al sud sr non peggio , io lavoro con gente del nord che sono state licenziate da due anni e sono ancora dissocupate . Anche loro vivono il dramma del lavoro che non ce.


  • Antonio Trotta

    Caro Antonello, perdonami, ma non sono d’accordo con quanto scrivi.
    Penso che quanto scritto sia una fotografia retorica di un sistema economico old style che purtroppo non si è ancora adattato alle dinamiche reali.
    Oggi i ragazzi hanno competenze di gran lunga superiori a quelle dei loro coetanei degli anni 90 (quindi parliamo di nati nel 1970) che diventano abissali se si dovessero considerare chi è nato prima del 1970.
    La crisi è solo un punto di vista di chi non ha una soluzione e di solito chi è al potere è vecchio.
    Il tuo concetto di lavoro è oramai datato. Basta spostarsi nella vicina Europa (in Belgio, in Olanda) dove il concetto del lavoro è visto in funzione di quello che si fa. Per molti profili professionali è legato al raggiungimento degli obiettivi.
    L’errore italiano è che continuiamo a pensare come una classe operaia. Le ore settimanali, l’orario di lavoro, il contratto collettivo.
    Purtroppo il mondo è cambiato.
    Se il problema del lavoro è di natura economica, oggi quelli si fanno utilizzando i social network, postando video e accrescendo il numero di propri followers.
    Un’analisi più attenta dovrebbe considerare la differenza delle tipologie dei lavoratori e dei lavori che fanno.
    Poi una volta per tutti i vecchi devono uscire fuori dalla politica perchè sono il vero problema, anzi il cancro delle nuove generazioni.


  • Lorenzo

    Se una persona non lavora la colpa non è tutta sua, ma è anche (principalmente) colpa sua.

    I posti di lavoro saranno anche diminuiti, ma la gente volenterosa e valida (specializzata), un lavoro lo trova.

    Purtroppo adesso i giovani sono tutti alla ricerca del “posto comodo”, ed alcuni lavoro considerati meno nobili non vuole più farli nessuno.

    Io mi sono trasferito al nord, e vi assicuro che ci sono alcuni mestieri in cui la domanda supera di gran lunga l’offerta.

    Quali mestieri?

    1. Idraulico
    2. Falegname
    3. Muratore
    4. Certificatore energetico
    5. Installatore di infissi e serramenti
    6. Installatore di impianti di condizionamento
    7. Fabbro
    8. Elettricista
    9. Imbianchino
    10. Giardiniere

    Non è vero che senza residenza non vi fanno lavorare, a me all’inizio hanno fatto un contratto (tramite agenzia) di tre mesi.
    Poi mi sono sistemato con casa e residenza ed ho ottenuto un contratto a tempo indeterminato.

    Fossi rimasto a Manfredonia sarei ancora a leggere il giornale al bar ed ad insultare i politici locali e nazionali.

    Buona fortuna


  • Franco

    Forse sarebbe anche il caso di ricordare che il lavoro può essere creato da sè con il lavoro autonomo.
    Anzi ognuno dovrebbe aspirare a diventare padrone della propria vita mollando il lavoro dipendente.


  • Fabio

    Bravo Franco, giustissimo, l’importante è darsi da fare e non perdersi dietri i soliti ed inutili piagnistei.

    Poi, non capisco quale sia il problema (come ha scritto qualcuno) a “imigrare”.

    Non siamo mica nel 1800 quando gli italiani emigravano in America e non tornavano più. Con i mezzi di oggi si torna a casa in un baleno quando si vuole.


  • Angela

    La differenza è che i giovani del nord il lavoro se lo creano. Quelli del sud ( quando va bene) lo cercano. Spesso non lo cercano neppure.


  • dino

    E’bello parlare e scrivere quando il lavoro e’ sicuro che non lo perderai.Fare i saccenti non e’ di conforto a chi non vede futuro e si sente una nullita’ in famiglia con la moglie e i figli e la societa’ . La ricchezza in un Paese deve essere equo distribuita, purtroppo la ricchezza la detengono in pochi e quei pochi fanno il bello è cattivo tempo.Comprendo coloro che hanno perso il lavoro e non sono d”accordo che una persona debba emigrare .Viviamo in un paese che puo’ offrire molto pero’ quei pochi che ci amministrano col voto -ricatto hanno arrestato un paese fino all’inverosimile degrado.Dobbiamo riprenderci cio’ che e’ nostro ,anche con la forza se e’ necessario.

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