Vendola su Sanità: manca personale, colpa di Tremonti | Capitanata

Vendola su Sanità: manca personale, colpa di Tremonti

Il Governatore pugliese Nichi Vendola (ST)

Foggia – “LA sanità soffre moltissimo in tutte le regioni d’Italia, la sanità del nord sta implodendo in Piemonte, in Liguria, nel Veneto. Non è possibile immaginare che dimagrisca continuamente il fondo sanitario. Quando ci sono dei tagli come quelli che vengono imposti ripetutamente dai governi, è bene sapere che quello che salta sono i lea, i livelli essenziali di assistenza”. Lo ha detto stamane il Governatore Nichi Vendola durante la partecipazione odierna, con l’assessore Elena Gentile, all’inaugurazione della foresteria “Dimora Giardino” situata all’interno degli Ospedali Riuniti di Foggia (ne riferiamo in cronaca).

Per quanto riguarda il problema del personale, Vendola ha aggiunto che “la condizione critica della sanità pugliese è tutta legata agli organici, alla mancanza cioè di infermieri e medici, e all’esistenza di una legge che ci impedisce di assumerli. In questo quadro noi siamo l’unica regione d’Italia che sta completando il piano di rientro e che ben presto uscirà dal piano di rientro. Tra l’altro – ha aggiunto Vendola – tutti gli indicatori di criticità che vengono usati per descrivere lo stato della sanità nelle regioni italiane fanno sì che tra le prime 5 regioni messe peggio d’Italia non ci sia la regione Puglia”. Vendola ha poi insistito ancora sulla questione personale, ricordando come “la Puglia abbia subito le angherie di un ministro che si chiamava Tremonti, il quale ha inibito tutti i processi di stabilizzazione dei lavoratori precari nella sanità. Siamo stati l’agnello sacrificale sull’altare di un certo governo”.

“Soffiare su fuoco del localismo è un’attività un po’ barbarica – ha aggiunto ancora Vendola – noi abbiamo bisogno di liberarci di ospedali che non curano più le persone. Naturalmente è facile poter chiudere quando si offre un servizio. Laddove ad esempio c’è un ospedale inutile, occorre mettere un poliambulatoro di terzo livello oppure fare un accordo con i medici di medicina generale perche possano occupare i vecchi spazi degli ospedali e dare così una risposta alla domanda di salute dei cittadini”.

Sul problema del subappennino dauno dove ci sono paesi “sparpagliati in microscopiche comunità con distanze insormontabili”, Vendola ha indicato, tra le risposte per affrontare al meglio la questione, lo sviluppo della telemedicina insieme con la domiciliarizzazione delle cure e i servizi territoriali diffusi. E proprio a proposito dello sviluppo della telemedicina, Vendola ha così concluso: “Noi abbiamo alcune criticità ma abbiamo anche alcune eccellenze, siamo la prima regione d’Europa per l’abbattimento della mortalità d’infarto e questo è il frutto della telecardiologia. Ora stiamo immaginando di clonare questo modello sulla diabetologia”.


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